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Accoglienza, la soluzione della Provincia: «La gestione in mano ai Comuni»

Ramella Pralungo: «Perché lasciare alla Prefettura l’assegnazione di 35 euro al giorno?»

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Accoglienza, la soluzione della Provincia: «La gestione in mano ai Comuni»

Una gestione dei migranti sostenibile non è un’utopia. La soluzione c’è, e si chiama Sprar, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati: è la proposta che il presidente della Provincia Emanuele Ramella Pralungo ha fatto ai sindaci biellesi durante gli incontri che si sono svolti la scorsa settimana e nella mattinata di ieri.

CHE COS’È LO SPRAR In realtà non è una novità. A Biella è attivo dal marzo 2014 e coinvolge una trentina di ospiti. Ma finora nessun Comune ha mai partecipato a un bando per l’assegnazione dei fondi ministeriali. Lo Sprar si differenzia rispetto ai Cas (i centri di accoglienza straordinaria), perché viene gestito direttamente da un ente titolare, che può essere un Comune, un’Unione di Comuni o un Consorzio per i servizi socio–assistenziali. Per ottenere le risorse e avviare lo Sprar l’ente deve partecipare al bando ministeriale e presentare un progetto che comprende le strutture in cui avviare l’accoglienza, l’iter educativo e la rete di riferimento. Una volta vinto il bando, il Comune prepara una gara d’appalto per affidare il servizio a una cooperativa o a un ente gestore.

«In questo modo è possibile stabilire quanti posti riservare ai migranti e chi gestirà il servizio» ha spiegato Ramella Pralungo durante la conferenza stampa convocata ieri in Provincia. E scongiurare l’apertura di nuovi centri d’accoglienza: «Prima di incontrare i sindaci ho parlato con la Prefettura per ottenere ciò che è stato fatto a Torino: i territori “virtuosi” che accettano di partecipare al bando Sprar non avranno altri centri d’accoglienza».

LA SVOLTA PER I COMUNI Le periferie sono i territori più esposti al rischio che venga aperta una grande struttura. «Gli affitti costano meno e sono più appetibili per i gestori che partecipano ai bandi della Prefettura. Per il servizio di accoglienza» dice il presidente «lo Stato paga 35 euro al giorno. Perché rinunciare a questi fondi e lasciare alla Prefettura il compito di affidare il servizio?».

Molti Comuni hanno risposto positivamente alla proposta di Ramella. «La Valle Elvo utilizzerà l’Unione per partecipare al bando. Anche la Valle di Mosso e il Triverese hanno deciso di organizzarsi per definire un progetto. Candelo e il basso Biellese si riuniranno presto. È chiaro che per gli altri Comuni non intenzionati a partecipare al bando Sprar il rischio che sul loro territorio sia aperto un grande centro d’accoglienza sarà molto più elevato. Ma di questa eventualità tutti sono stati avvisati».

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