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Migranti, è aperta la nuova struttura a Occhieppo Inferiore

Da martedì 15 giovani africani vivono nella casa messa a disposizione dal "Filo da tessere"

Parole chiave: migranti (46), profughi (19), immigrazione (11), occhieppo inferiore (2)
Migranti, è aperta la nuova struttura a Occhieppo Inferiore

Da martedì pomeriggio 15 richiedenti asilo sono stati trasferiti nella struttura che il consorzio “Il filo da tessere” ha allestito a Occhieppo Inferiore. Sono giovani provenienti da Nigeria, Gambia, Mali e Senegal, già in carico al Filo da tessere perché inseriti nei centri d’accoglienza di Chiavazza e Occhieppo Superiore.

«La gestione della nuova struttura sarà un po’ diversa dai centri in cui hanno vissuto finora i ragazzi» spiega Roberta Mo, responsabile del Filo da tessere. «Con loro ci sarà sempre un operatore durante la notte, dalle 19 alle 8.30, mentre nella mattinata e per una parte del pomeriggio sarà presente un’operatrice. Gli ospiti dovranno cucinare i pasti, e potranno cominciare a occuparsi della spesa e della preparazione di pranzi e cene appena saranno installati gli elettrodomestici in cucina».

La casa di Occhieppo Inferiore darà ai giovani richiedenti asilo la possibilità di gestire la propria quotidianità con più autonomia: non ci sarà un operatore 24 ore al giorno come accadeva a Occhieppo Superiore (in questa struttura gli ospiti sono 36) e a Chiavazza (dove convivevano 65 ragazzi) e i pasti non saranno più consegnati dalla cooperativa che si occupa del servizio.

«Un percorso di maggiore autonomia rientra nel progetto di accoglienza previsto per i ragazzi più meritevoli» spiega Roberta Mo. Il Filo da tessere infatti individua chi ha dimostrato di essere più responsabile e incentiva il raggiungimento di una maggiore indipendenza facendo in modo che i ragazzi debbano occuparsi di alcune attività. Intanto il consorzio ha preso contatti con la comunità locale.

«In questi giorni abbiamo incontrato il sindaco e i responsabili della Caritas parrocchiale» spiega la responsabile della struttura, Roberta Acquadro. «Ci confronteremo anche con il parroco e la Pro loco per iniziare alcune attività di volontariato. Alcuni ragazzi collaborano già in varie iniziative, come “La casa di giorno” e l’orto Scec. Contatteremo anche l’Opera Pia Cerino Zegna per capire se è possibile instaurare qualche collaborazione».

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