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Storie di immigrazione: da Biella a Bordeaux, in valigia due culture

Yasmine Ouirhrane, nata a Biella da papà marocchino, oggi si è trasferita in Francia. E racconta che cos'è per lei l'integrazione

Parole chiave: marocco (1), integrazione (2), immigrazione (11), migranti (46), biella (243)
Yasmine Ouirhrane

Il futuro dell’integrazione è anche in mano ai giovani migranti di seconda generazione. Nati in un Paese diverso dalla terra d’origine dei loro genitori, hanno nel sangue culture diverse. Ed è la loro ricchezza.

Yasmine Ouirhrane è un esempio: nata vent’anni fa a Biella, da madre italiana e padre marocchino, oggi studia a Bordeaux, dopo quattro anni in cui ha vissuto con la sua famiglia – composta anche dalla sorella Sara e dal fratello Omar – a Grenoble. In Francia Yasmine collabora con l’associazione In Peace Event, che si occupa di solidarietà, educazione e coesione sociale.

«L’Italia è il mio paese» dice Yasmine «ma la multiculturalità è una ricchezza. L’immigrazione fa parte di me, che sono nata da madre siciliana-pugliese e da padre marocchino. Mia madre Giusy è emigrata da Bari a Biella quando aveva 6 anni e mio padre Abdellah, con un visto turistico e tanto coraggio, è partito nel 1989 per venire a Biella. Migrare è innanzitutto una ricchezza. Il mio multiculturalismo fa di me una persona capace di adattarmi all'altro».

Tutta la storia di Yasmine è pubblicata sul giornale di oggi in edicola.

Storie di immigrazione: da Biella a Bordeaux, in valigia due culture
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