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La morte improvvisa di Gustavo Buratti
Protagonista della politica e della cultura biellese. Funerali lunedì
E' morto improvvisamente, mentre si recava a fare la spesa, uno dei protagonisti della vita politica e culturale biellese, Gustavo Buratti Zanchi.
"Tavo Burat" aveva 77 anni. Era uscito di casa con la sua vettura per recarsi a fare compere all'Ipergross. Improvvisamente, mentre si trovava vicino all'auto, è stato colto da un malore e si è accasciato a terra ormai privo di vita.
Già insegnante, pubblicista. Dirigente regionale del Psi (1975-1984), poi militante dei Verdi.
Consigliere comunale di Biella (1956-1994); assessore della Comunità montana Bassa Valle Cervo (1970-1993); rappresentante del gruppo dei Verdi nella Commissione per la revisione dello Statuto della Regione Piemonte (1997-1998); consigliere nazionale della Federazione dei Verdi (dal 2000).
Fu segretario per l’Italia dell’Associazione internazionale per la difesa delle lingue e delle culture minacciate (dal 1964); coordinatore del Centro studi dolciniani (dal 1974).
Socio fondatore del Consiglio federativo della Resistenza biellese.
Direttore di "Alp" (dal 1974); collabora a "l’impegno", "Bollettino del
Centro studi Piemontesi", "Rivista Biellese", "Riforma della scuola",
"L’Alpe" (Grenoble).
Era molto impegnato da sempre sul fronte dei diritti delle minoranze. Aveva sostenuto battaglie per gli Yanomami dell'Amazzonia e per gli zingari in Italia, oltre a quelle per la restituzione del lascito Canepa agli stati sudamericani.
Buratti lascia la moglie Bruna Boschieri, che si trovava con lui al momento del decesso. Inoltre i figli Virgilio, Clotilde e Pietro Lorenzo.
I funerali si svolgeranno con rito valdese lunedì alle 15 nella chiesa di Chiavazza.






