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Quando la Fondazione Ibm è una truffa
Sul web girano annunci di clamorose donazioni: è una trappola
È uno dei molti tentativi di phising, cioè di furto di identità elettronica, che approdano sui computer.
Questa volta però è nascosto tra i dati della Fondazione Ibm Italia che viene utilizzata dai pirati informatici per carpire dati sensibili.
Stavolta a scrivere è Giovanni Benedetto, sedicente ufficiale dei crediti della Fondazione Ibm Italia.
Annuncia una donazione di addirittura 500mila euro a 30 fortunati vincitori che possono così brindare al 17° anniversario della scomparsa di un non ben identificato appartenente alla Fondazione.
La tecnica utilizzata è quella simile agli annunci di vincita di lotterie, solitamente provenienti dall’Africa; anche in questo caso occorre inserire i propri dati.
Viene anche indicato il mezzo di consegna: un corriere. In questo caso il contatto sarebbe un certo Adalberto Darius della SDA Express Courier.
Ma ecco dove bisogna controllare per evitare qualsiasi trappola.
In primo luogo l’indirizzo che i pirati forniscono della Fondazione Ibm: è ibmfondazione@advir.com, completamente diverso dall’originale.
Quello che invece è lo stesso è il vero indirizzo della Fondazione e cioè, via de’ Lucchesi, 26 Roma. Utile quindi non digitare alcun dato per evitare di fornire elementi informatici ai truffatori.
Da ricordare invece che la Fondazione IBM Italia esiste ed è stata costituita, su iniziativa di IBM Italia S.p.A., al fine di consolidare in una struttura istituzionale l'impegno profuso dall'azienda nei campi sociale e culturale ed ha iniziato le proprie attività nel gennaio 1991.
Promuove progetti, centrati sull’ innovazione tecnologica, sui temi della cultura, della formazione, del lavoro e del disagio sociale rivolti alla comunità nazionale, in un contesto europeo.






