Shamsia: dai muri dell’Afghanistan allo Spazio Cultura

La giovane street artist di Kabul esporrà le sue opere dal 19 gennaio, in collaborazione con VocidiDonne

ndo se praticata in luoghi complessi come l’Afghanistan. E se la mano che realizza l’opera è femminile, c’è una connotazione ancora più intensa. Ha il valore di uno stimolo alla riflessione e dell’opportunità di comprendere fatti di attualità l’esposizione “#StradeParallele. Shamsia Hassani – Street Art Afghana” che verrà inaugurata venerdì 19 gennaio alle 18.30 allo Spazio Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella: sarà possibile approfondire temi di grande attualità e particolari forme d’arte come la street art e la public art.

Queste forme di espressione tra l’altro sono al centro della scena culturale biellese con la mostra “Banksy Jago Tvboy e altre storie controcorrente” in corso al Piazzo, che sta riscuotendo grande successo tra i visitatori, non solo per la sua capacità di raccontare il contemporaneo con i linguaggi dell’arte più attuali, ma anche per la sua forte valenza politica. La mostra è realizzata in collaborazione con l’associazione Mafalda VocidiDonne odv, da sempre vicina ai problemi delle donne e, in questa fase storica tanto difficile, al popolo afghano. Scrivono le referenti dell’associazione: «Simbolicamente creiamo un parallelismo tra la città di Kabul e Biella, ospitando le riproduzioni fotografiche delle opere di Shamsia Hassani per promuovere lo sforzo che questa coraggiosa artista sta compiendo per trasmettere un messaggio a tutte le donne afghane e, di rimando, a tutta l’umanità. In una città dove la sopravvivenza quotidiana è ancora una scommessa, realizzare un’opera d’arte raggiunge una statura quasi soprannaturale, tanto è straordinaria in mezzo alla polvere, alle macerie, ai lutti e al terrore». Commenta il presidente della Fondazione CRB Michele Colombo: «Per noi è molto importante offrire questa mostra alla riflessione del pubblico che potrà, come sempre per le mostre di Spazio Cultura, visitarla gratuitamente con particolare attenzione alle scuole che speriamo aderiscano numerose. Siamo poi convinti che il collegamento con la mostra in corso al Piazzo, mettendo al centro la street art come potente forma di denuncia sociale, possa costituire un ulteriore valore aggiunto e uno stimolo alla vivacità della città.

L’ARTISTA

Nata in Iran nel 1988 da genitori afghani fuggiti dalla guerra civile, sfidando i pericoli di una città in stato d’assedio e il rischio di essere donna, Shamsia Hassani è la prima afghana a dedicarsi alla street art che, con i suoi graffiti, ha ingentilito il volto di Kabul. Le sue opere rompono l’approccio iconoclasta dell’arte islamica: i suoi soggetti sono donne. Donne avvolte nel chador, in pose leggiadre come antiche dee madri della civiltà sogdiana, con strumenti musicali o, semplicemente, immerse nei loro pensieri. Le sue donne destabilizzano la sensibilità patriarcale, ma soprattutto arrivano al cuore. Prima di essere un’artista, Shamsia Hassani è una donna, desiderosa di insegnare alle altre donne a guardarsi e a riconoscersi in quanto esseri umani titolari di diritti. Nonostante il pericolo, Shamsia Hassani (già docente all’Accademia di Belle Arti di Kabul) persegue la sua opera di resistenza, affrontando le rinnovate minacce talebane. Ha raggiunto un certo livello di successo internazionale, è entrata nella lista dei 100 pensatori globali più importanti del 2014 di «Foreign Policy» ed è stata inclusa nel 2017 tra le 100 donne raccontate nel best-seller Storie della buonanotte per bambine ribelli - Volume 2 di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, una raccolta di ritratti di donne rivoluzionarie di tutto il mondo. Oggi, come tante altre donne, Shamsia Hassani vive nascosta, costretta ad attendere che la vita le fornisca giorni sereni, migliori, come per tutte le altre donne del mondo.

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