Lago d'Orta. Sulla riviera d'Orta d'occidente

Lo ha scritto qualche mese fa The Telegraph, quotidiano inglese "Altri laghi italiani sono più grandi e più visitati, ma il Lago d'Orta è senza dubbio il più romantico e il più bello d’Italia”.
E lo è in tutte le stagioni. Meraviglioso in primavera, con i profumi dei giardini in fiore, fresco e accogliente nelle sere d’estate, smagliante nei colori d’autunno e tranquillo d’inverno, quando si può godere del sole che filtra a raggiungere i percorsi nel bosco.

Dal lago alla riviera
La riviera orientale del lago, che si appoggia dolcemente sulle colline che lo separano dal Lago Maggiore, è certamente la più conosciuta e favorita turisticamente. Il borgo di Orta San Giulio è tra “i più belli d’Italia”, con tanto di Sacro Monte riconosciuto dall’Unesco, con alberghi, giardini e ville prestigiose. La riviera occidentale è invece più severa, con tratti di costa a precipizio, al punto che per molti chilometri non c’è strada carrozzabile lungo la riva del lago, come da Ronco Inferiore a Omegna. In compenso ci sono passeggiate e sentieri praticabili in ogni stagione, che regalano scorci molto belli.
Per dimostrarvelo, mi sono fatto a piedi in inverno i venti chilometri della sponda cusiana, da Gozzano fino ad Omegna, dove sono arrivato domenica scorsa. Non in un colpo solo, ma in più riprese: troppe sono le cose da vedere e occorre prendersi il tempo per guardarsi attorno, per visitare le chiese, i piccoli musei come quello del Rubinetto a S. Maurizio d’Opaglio e le tante delizie nascoste che solo camminando si possono incontrare e conoscere.

Un sistema di cammini
Tra l’altro le riviere d’Orta dispongono di una rete di percorsi ben organizzata, promossa con il nome di Girolago, una opportunità di scoperta che mette insieme oltre 500 km di itinerari percorribili a piedi e in mountain bike. Si va dal lago alla cima del Mottarone e ai sentieri del Quadrifoglio di Ameno sul versante orientale, mentre su quello occidentale si possono raggiungere i monti Trevigno e Novesso e la valle del torrente Fiumetta sopra le Quarne.
Ma ancora migliori sono le opportunità di conoscenza fornite dai cammini storico-devozionali che passano dal lago d’Orta. All’Anello Azzurro di 40 km che compie l’intero periplo dello specchio d’acqua, si aggiungono il Cammino di San Carlo e la Via Francisca Novarese.
Il primo arriva a Orta con la tappa iniziale che parte da Arona, patria del Borromeo, attraversa il lago e da Pella riprende a salire verso la Colma per giungere a Varallo. La Via Francisca, che quest’anno prenderà il nome di Cammino di San Bernardo, scende dal Sempione e a Omegna tiene la sponda destra fino a Pella.
Traversato a sua volta il lago, da Orta San Giulio la Via Francisca riparte per Gozzano e Novara. Le stesse strade sono percorse dal Devoto Cammino dei Sacri Monti, una nuova e affascinante opportunità di turismo lento sulla quale sto lavorando.

In cammino
Eccoci allora in cammino verso nord, con partenza dal lido di Gozzano. I primi chilometri sono praticamente pianeggianti, su di una stradina sterrata con il lago alla nostra destra, talvolta in vista tra gli alberi, talvolta oltre i giardini delle numerose villette.
Qui meriterebbe una breve deviazione verso la chiesetta della Madonna di Luzzara, dal notevole ciclo di affreschi del XV e XVI secolo, esterni e interni, attribuiti a Francesco Cagnola. Ma si potranno vedere anche in seguito, ritornando con l’auto sulla strada tra Gozzano e S. Maurizio d’Opaglio.
Il nostro cammino prosegue ora in territorio di S. Maurizio d’Opaglio su alcune strade lungolago, fino ad un ristorante, dove riparte un bellissimo tratto pedonale, questa volta a filo dell’acqua. Sulla sinistra un cartello ci indica la Chiesa e Fontana di S. Giulio, vicinissima e degna della breve deviazione.
La tradizione vuole che il Santo abbia fondato qui la sua centesima chiesa, prima di attraversare il lago sul suo mantello e raggiungere l’isola che poi prese il suo nome. Sotto il portico scaturisce una sorgente, oggetto di devozione da parte degli abitanti.
Poco dopo questa deviazione e superata la Punta Casario, il percorso diventa spettacolare, sempre a filo d’acqua. Tocca piccole spiagge e approdi leggeri, dove l’acqua mossa da un vento da Nord si fa scura di blu e bianca di ochette sulla cresta delle onde. Alla vostra destra e per una buona ora di cammino, l’isola di S. Giulio sarà sempre visibile, al centro della parte più larga del lago.
A Lagna, frazione di Pella, il sentiero rientra per qualche minuto tra le case. Al centro della frazione troverete un piccolo corso d’acqua, poco più di una roggia ben incanalata in un letto di pietra. Seguitela e vi troverete in un piccolo porto dove attracca il battello della Navigazione Lago d’Orta, un posto davvero romantico.

Madre Canopi
Dopo Lagna si ritorna sulla strada lungo lago, verso Pella, meta ormai molto vicina.
Ma prima è d’obbligo una sosta alla chiesa di S. Filiberto. E’ la chiesa più antica di questa parte del lago, edificata in stile romanico attorno al XI secolo. Le 14 cappelle della Via Crucis che circondano il prato risalgono al XVII secolo, e con il campanile e la chiesa formano un insieme davvero suggestivo. L’interno è a pianta quadrata ad unica navata, con tetto a vista in legno.
Merita una visita anche il cimitero. In mezzo ad alcune tombe monumentali, si nota un piccolo campo con una decina di semplici sepolture a terra. Qui riposano le suore del convento “Mater Ecclesiae” dell’isola di San Giulio e tra di loro la madre badessa Anna Maria Canopi (1931-2019), fondatrice della stessa abbazia benedettina. Era una persona di straordinario carisma, che ho conosciuto, donna “del Vangelo, dell’Ascolto e dell’Agape”, come recita la lapide.

Verso Omegna
Si arriva a Pella, la perla d’occidente del lago. E siamo a metà del percorso. D’estate la sosta obbligata è alla gelateria della Torre, d’inverno ci si accontenta del sole, riposandosi un attimo sulle panchine del piccolo parco che fronteggia l’imbarcadero.
Da Pella a Ronco Inferiore sono poco meno di tre chilometri ancora su strada a bordo lago, ma poi il cammino prende un sentiero che si alza dall’acqua per arrivare a Ronco Superiore e poi a Oira, borgata del comune di Nonio di poco alta sul lago, a fronte del Mottarone.
Da qui il sentiero si stringe, ma rimane sempre sicuro, scendendo talvolta a filo d’acqua e superando a guado piccoli torrenti.
Arrivando a Omegna, frazione Bagnella, la natura sembra placarsi di colpo. L’ampia piana che anticipa la cittadina cusiana è ricca di impianti sportivi, di stabilimenti balneari e di belle case. Per arrivare al centro di Omegna ci sono ancora un paio di chilometri di piacevole passeggiata lungo lago.

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