Allarme lupo, Dellarovere: «Che non si dica che non lo avevamo segnalato». Foto

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«Lo dicevamo da tempo. Le segnalazioni arrivavano un po’ da tutte le parti e assieme a loro, come è naturale, anche i soliti negazionisti ambientali. Mi spiace per loro: il lupo è arrivato sull’uscio di casa nostra ed è pericoloso. Non ci sono mezze misure. La protezione dell’animale, per anni, ha fatto sì che i branchi tornassero indisturbati a crescere e oggi a proliferare» a parlare è Guido Dellarovere, presidente del comitato di gestione Atc-Ca Bi1.
«Qualcuno continua a non crederci? Le foto che riportiamo qui a corredo sono state scattate da una foto trappola posizionata in località Cascina Rena, tra Mongrando e Camburzano. Sono crude e testimoniano quanto il branco possa essere spietato con un animale come una pecora, quando è alla ricerca di cibo. Le immagini non lasciano spazio a nessun buonismo di facciata. Nessun lupologo, difensore d’ufficio, può sostenere ancora che i lupi siano tornati in abbondanza non solo sui nostri monti, ma davanti alle porte delle nostre case anche in pianura. E diventano sempre più un pericolo non soltanto, come si può vedere, per le greggi, ma una potenziale minaccia per le persone. Faccio questa denuncia perché quando succederà qualcosa di brutto all’uomo non si cada dal pero, come spesso invece avviene in queste circostanze gridando: “come è possibile?”. Che non si dica poi che qualcuno non aveva avvisato per tempo. Siamo di fronte al risultato di aver protetto a lungo una specie quando in realtà si equilibrava in natura. Ringrazio l’amico Davide Padovan per la segnalazione. Mi auguro che almeno in questo caso si possa sensibilizzare un minimo l’opinione pubblica» conclude Guido Dellarovere.
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