Aziende, Bottega Verde: sostenibilità, offerta e servizio. Il brand valorizza la biodiversità

Erano tempi diversi: quando la cura della persona si limitava a pochi accorgimenti e l’attenzione agli “inestetismi della pelle” era marginale. Nel 1992 Paolo Lavino, forte di una esperienza di vendita per corrispondenza di decenni, decise di scommettere sulla cosmetica acquisendo una piccola erboristeria di Pienza, Bottega Verde. Fu un’intuizione fortunata: continuando a investire in ricerca e sviluppo, sul modello a filiera corta e, nel 1999 sulla dimensione digitale, il marchio è cresciuto. Antesignana del beauty e-commerce, oggi la società biellese formula, produce e distribuisce direttamente i propri prodotti in oltre 380 punti vendita mentre Benedetto Lavino, figlio del fondatore, ha raccolto le redini della società. «Abbiamo chiuso il 2022 in crescita anche grazie alla ristrutturazione della catena e all’incremento nel digitale che ha avuto una formidabile ascesa. L’e-commerce genera un 20 per cento del giro d’affari, ma il suo valore è ben più ampio: è fonte di informazioni sul brand e sui prodotti ed è spesso il primo touchpoint che un consumatore valuta quando conosce Bottega Verde» spiega Lavino. L’obiettivo della società biellese è raggiungere uno sviluppo globale. «L’azienda si muove su innovazione cosmetica, efficacia e piacevolezza, ecosostenibilità totale, fino al packaging responsabile. La filosofia di formulazione unisce all’ingrediente naturale in alte percentuali, le tecniche innovative come l’iperfermentazione e il riutilizzo e la valorizzazione di materiali di scarto. Sostenibilità è la parola chiave di progetti a medio-lungo termine per tutti i processi aziendali. Miriamo a dimezzare l’uso di plastica e di emissioni, ed entro il 2030, porteremo il nostro carbon footprint a zero».
La tenuta Bottega Verde, in val d’Orcia, legata a doppio filo con l’Università di Siena, è sede delle coltivazioni ma anche il luogo dove nascono i progetti: «Abbiamo un laboratorio e un giardino botanico dai quali parte il lavoro delle nostre ricercatrici, impegnate su più fronti: quello botanico che studia la flora autoctona e valorizza la biodiversità, e quello fitocosmetico. Alla base della sinergia tra brand e università c’è la volontà di individuare principi utili per la pelle con l’alto obiettivo di una produzione consapevole e sostenibile».
Nell’indagine di Largo Consumo, il brand si è classificato Migliore Insegna 2023 su 134 candidati e nella categoria Erboristerie. «I riconoscimenti sono frutto di un’indagine indipendente, in cui i consumatori hanno valutato i vari aspetti legati all’esperienza di acquisto, in negozio e tramite e-commerce. Un grande risultato soprattutto nei parametri Sostenibilità, Offerta e Servizio che premia la costanza e la nostra “ossessione” di mettere al centro il cliente. È il consumatore il nostro ago della bilancia che ci indica la direzione in un mondo che evolve continuamente, anche in fatto di benessere e bellezza».

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