Biella, aperto il bando per la posa in città di 22 postazioni per ricaricare le auto elettriche

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La gara è stata pubblicata attraverso il coinvolgimento della società Ener.bit

Aperto il bando, pubblicato dalla società partecipata Ener.bit dopo il mandato ricevuto dal Comune di Biella, per la posa in città di 22 stazioni di ricarica per auto elettriche. Il progetto rientra in un contesto molto più articolato: l’attivazione di un sistema di realizzazione e gestione di una infrastruttura quale strategia a valenza provinciale. Su tutto il territorio sono infatti previste 83 postazioni, per un valore complessivo di gestione di 1,8 milioni di euro.
Il bando pubblicato sugli albi pretori di tutti gli enti coinvolti era stato condiviso durante l’assemblea dei sindaci. La Città di Biella considera quella che si profila all’orizzonte un’opportunità di sviluppo sul proprio territorio, in quanto la mobilità elettrica è una delle maggiori sfide nel settore dei trasporti. Il progetto ben si sposa anche con le strategie “Europa 2020” che ha tra gli obiettivi: la riduzione delle emissioni di gas “a effetto serra” del 20% rispetto ai livelli del 1990; ottenere il 20% del fabbisogno di energia da fonti rinnovabili; aumentare del 20% l’efficienza energetica.
Dice l’assessore ai Lavori Pubblici e all’Ambiente Davide Zappalà: «Il Politecnico di Torino prevede che nel 2030 il 30% della auto circolanti saranno esclusivamente elettriche. Perché si raggiunga questo importante obiettivo il Comune di Biella deve garantire la nascita delle centrali elettriche per consentire ai possessori di ricaricare le autovetture. Proprio per questo motivo abbiamo dato mandato alla nostra partecipata Ener.bit di realizzare un bando per trovare degli investitori e dei gestori». E aggiunge: «Quest’anno Biella è stato il capoluogo di provincia con la qualità dell’aria migliore di tutto il Piemonte, considerando i sacrifici chiesti al biellesi nei sopportare i lavori per la posa della rete del teleriscaldamento, che ha visto l’espansione verso l’area ovest. Una parte rilevante di risorse destinate all’edilizia pubblica sono state spese per cappotti termici e impianti di isolamento degli edifici, a partire da quelli scolastici, e ci auguriamo che la nostra performance in chiave ambientale possa ancora migliorare».

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