Sarà vero che la popolazione invecchia e che i piccoli comuni hanno il problema dello spopolamento. Ma per Casapinta non è così: l’andamento demografico degli ultimi tre anni è stato positivo, con 406 abitanti nel 2016, 403 nel 2017 e 417 nel 2018.
Il dato interessante però è il raffronto tra chi se n’è andato da Casapinta per vivere altrove e chi invece ha scelto di trasferirsi nel comune che da 10 anni è amministrato da Mauro Fangazio.
Nel 2016 ci sono stati 11 nuovi residenti (a fronte dei 10 che hanno cambiato paese), nel 2017 altri 8 nuovi abitanti (mentre 9 se ne sono andati) e nel 2018 l’ufficio anagrafe ha registrato 33 nuovi Casapintesi a fronte degli 11 che hanno lasciato il comune.
Perché scegliere di vivere a Casapinta? «In questi dieci anni abbiamo cercato di essere sempre all’avanguardia» dice il sindaco Fangazio. «Abbiamo aderito, sempre tra i primi comuni del Biellese, a tutte le proposte “green” sia per quanto riguarda il risparmio energetico, sia per ciò che attiene alle nuove tecnologie. Abbiamo messo al primo posto l’ecologia, passando dal 9,5% di raccolta differenziata del 2009 al 76% di oggi. Nel 2017» racconta il sindaco Fangazio «con l’introduzione delle calotte sui bidoni c’è stata una riduzione del 50% del rifiuto indifferenziato, con il dimezzamento dei costi per lo smaltimento. Con questo risultato, siamo stati l’unico comune del Biellese che ha ridotto del 20% la tariffa rifiuti. Ora proseguiremo con la consegna di altri composter oltre a quelli già in uso per migliorare ancora la raccolta. L’obiettivo è salvaguardare l’ambiente e ridurre le spese per i cittadini».
L’articolo completo è su Il Biellese del 14 maggio.
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