Diocesi in lutto per la morte del canonico Piergiuseppe Bona

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Diocesi in lutto per la morte del canonico Piergiuseppe Bona, mancato presso la Casa Ospitaliera di Sordevolo dove era ricoverato da alcune settimane per l’aggravarsi della sua situazione. «Tutti noi abbiamo nei suoi riguardi un debito di riconoscenza e di gratitudine» ha detto in suo ricordo il vicario generale don Paolo Boffa. La celebrazione del Santo Rosario sarà in Duomo, domenica alle ore 17.15 e i funerali, presieduti dal vescovo Roberto Farinella, lunedì mattina alle ore 10. Sarà possibile salutare don Piergiuseppe in Seminario dove è stata allestita la camera ardente (domenica 9-12.30 e 14-18). Dopo il funerale don Bona verrà tumulato al Camposanto di Sordevolo.

Ricordo del canonico PIER GIUSEPPE BONA
Sabato 27 novembre, ultimo giorno dellanno liturgico, di prima mattina,
presso la Casa Ospitaliera di Sordevolo, Cristo buon Pastore ha realizzato per il nostro fratello don Pier Giuseppe il suo avvento e lo ha chiamato a sé nel Regno eterno. Per don Pier Giuseppe si è compiuta la preghiera che ci accompagna nella prima domenica di avvento:
O Dio nostro Padre,
suscita in noi la volontà di andare incontro
con le buone opere al tuo Cristo che viene,
perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria
a possedere il regno dei cieli.
Pier Giuseppe Bona nasce il 28 febbraio 1936 da Francesca Pedrazzo e Virginio Andrea Bona, la famiglia, originaria di Sordevolo, è trasferita presso il quartiere di Biella Piazzo. Figlio secondo tra due sorelle: Rosina e Chiara.
Nel 1930, dopo Rosina, era nato anche Lorenzo, morto a otto mesi. Dopo i primi studi, in quarta ginnasio, Pier Giuseppe entra in Seminario frequentando poi il liceo e gli studi teologici. Viene ordinato presbitero il 28 giugno 1959 in Cattedrale da mons. Carlo Rossi. Dopo due anni di studi fecondi alla Pontificia Università Gregoriana a Roma, conclusi con la licenza in teologia, don Bona torna a Biella e inizia il suo ministero in Seminario, dove, per più di sessantanni vivrà il suo ministero.
Prima come professore al ginnasio, poi come insegnante di materie teologiche e filosofiche.
Nel 1972 diventa rettore del Seminario alle dimissioni del canonico Franco Coda Zabetta. I preti ordinati e gli alunni che hanno frequentato il Seminario in quasi cinquantanni riconoscono sicuramente di avere un debito impagabile di gratitudine e riconoscenza.
Negli anni del suo Rettorato ledificio del Seminario viene completamente rinnovato nelle sue strutture con un ripensamento degli spazi e delle finalità, attraverso la collaborazione di mons. Marchi, vicario generale ed economo del Seminario.
Accanto allimpegnativo servizio di formatore dei futuri preti condiviso per tanti anni con don Carlo Gariazzo, don Franco Ravinale e altri sacerdoti formatori e professori, esiste anche un ministero di don Bona fuori dalle mura del Seminarioa favore della chiesa diocesana e come stretto collaboratore di tre vescovi.
Presta il suo servizio come vicecancelliere, per alcuni periodi, prima a fianco del can. Pizzo e poi del can. Viola a cui succederà come cancelliere dal 2013 al 2017. Membro del Capitolo Cattedrale dal 1982: più volte i confratelli canonici lo hanno eletto segretario, al consiglio di  amministrazione di Oropa e come tesoriere del Santuario. Più volte nominato dal clero e scelto dai vescovi come membro dei consigli di partecipazione della Diocesi: Collegio Consultori, Consiglio Presbiterale e Consiglio Pastorale Diocesano. Responsabile della Causa di beatificazione di don Oreste Fontanella, referente per lOpera Sacerdoti Invalidi, responsabile per la formazione dei diaconi permanenti, dal 2010 al 2015 è stato anche vicario episcopale per il clero. Prete infaticabile nel sostegno ai confratelli per sostituzioni, confessioni e guida spirituale per numerosi gruppi ecclesiali tra cui il MEIC. Capace di una carità silenziosa nellaiuto e nellascolto dei poveri. Nellanno 2015 lascia la guida del  Seminario Vescovile e il giorno di Pasqua del 2017 chiede al Vescovo di essere sollevato dagli altri incarichi a causa della precarietà della sua salute.
Continua in questi anni a risiedere presso lOpera Sacerdoti Invalidi. Nel mese di luglio una brutta caduta mette a dura prova la sua salute e nel mese di ottobre si rende necessario un ricovero presso la Casa Ospitaliera di Sordevolo, sempre accompagnato dalla nipote Vincenzina.
Come cifra conclusiva valgano le parole scritte da don Bessone, nel ritratto dedicato a don Bona tra i cinquecento canonici: «È un uomo di intelligenza superiore, di pazienza inesauribile, di modestia e umiltà ben rare: un sacerdote esemplare che ha dedicato la vita al seminario».
don Paolo Boffa Sandalina – Vicario Generale

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