Estorsioni, Biella leader in negativo in Italia. Aumentano le denunce per violenza sessuale. I dati del Ministero pubblicati da Il Sole 24 Ore

Galleria fotografica

Come ogni anno “Il Sole 24 Ore” ha pubblicato l’indice annuale di criminalità sulla base dei dati della Pubblica Sicurezza forniti dal Ministero dell’Interno.
Il report si riferisce ai dati consolidati dell’anno precedente. E quale fotografia emerge per Biella?
La Provincia si conferma una realtà piuttosto sicura posizionandosi nella parte bassa della classifica in 68ª posizione con 2766 reati denunciati. Negli ultimi cinque anni il dato varia di poco. Nel 2020 Biella era stata 69°, nel 2017 era stata 65°.
Rispetto alle altre provincie piemontesi risulta più sicura di Torino, Novara, Alessandria, Asti e Vercelli.
Meglio fanno solo Verbania e Cuneo. Emerge però un primato di cui c’è poco da andare fieri.
Per il 2021 Biella è risultata la città con il più alto tasso di denunce per il reato di estorsione. È un dato che però non deve allarmare. Le denunce per estorsione sono state 49 in tutto, quasi il doppio rispetto all’anno prima, ma si tratta di numeri senza un vero significato. Biella non si è risvegliata improvvisamente come la capitale del racket o del pizzo. Spesso ci sono discrepanze da area ad area su come vengono registrate le denunce. Si tratta di un problema metodologico. A distorcere il dato è poi il calarlo su una base di 100 mila abitanti. Risulta così che a Biella le estorsioni sono state 28,9 ogni 100 mila abitanti ottenendo il primato insieme a Ragusa. Ancor più evidente è la distorsione del dato se guardiamo al reato di usura, spesso collegato a quello di estorsione. Biella risulta 11ª con una sola denuncia registrata.
Più preoccupante, per i risvolti sociali, appare invece il dato sulla violenza sessuale. Biella in questo caso si posiziona all’undicesimo posto. Le denunce, rispetto alle 12 dell’anno precedente sono balzate a 22. Il problema dei reati di genere, del resto, è ben monitorato dalla Procura della Repubblica molto rigorosa nell’applicazione dei proto- colli del cosiddetto “Codice Rosso”. Per i reati relativi allo spaccio di stupefacenti siamo all’ottavo posto. Anche in questo caso il dato rischia però di essere fuorviante. Piuttosto che allarmare i cittadini dovrebbe tranquillizzali perché segno di un forte impegno delle forze dell’ordine nella repressione del fenomeno.
Per quanto concerne gli altri reati la fotografia del report per la provincia di Biella ci dice di una realtà non dissimile dalla media italiana. I furti e i reati predatori in generale sono in rialzo rispetto  agli  anni  del lockdown ma restano più basi, in alcuni casi dimezzati, rispetto all’epoca pre Covid. Questo è evidente nel caso dei furti. Trend in netta e costante crescita invece per i reati e le frodi informatiche. Se nel 2017 erano state registrate in provincia 524 denunce, nel 2021 sono state ben 721. Questo ci dice come le nostre vite si sono sempre più spostate dal mondo reale a quello digitale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA