«La situazione della Procura di Biella penso sia unica in Italia e non è più sostenibile. Otteniamo buoni risultati, come confermato anche dall’ultima ispezione ministeriale, ma siamo sotto organico». Il procuratore di Biella Teresa Angela Camelio lancia l’allarme e chiede un aiuto per incrementare l’organico. «Siamo un procuratore, un sostituto e un mot (magistrato ordinario in tirocinio) più un personale amministrativo che da 16 unità, soprattutto a causa dei pensionamenti, si è ridotto a 10. Noi non ci siamo mai lamentati, anzi: stiamo continuando a lavorare duramente e fare indagini, ma in queste condizioni diventa complicato».
Le difficoltà riguardano soprattutto i casi del “Codice Rosso” ovvero il sistema per la tutela delle vittime di violenza domestica: maltrattamenti, violenza sessuale, stalking e abusi su minori. A Biella sono state 233 le denunce nel 2018 e 225 nel 2019 su una popolazione di 175.989 abitanti in 68 comuni di competenza della Procura. L’incidenza abitanti/reati è alta in relazione a diverse altre province d’Italia, da Pesaro a Trieste, da Como a Trento, realtà dove lavorano più magistrati e impiegati amministrativi. Nel 2018 in provincia si sono registrate 111 denunce per maltrattamenti, pari allo 0,06%; 33 per violenza sessuale (0,02%), 71 per stalking (4%). Dati in linea con il 2019, a parte i maltrattamenti che sono aumentati a 121.
«Rispetto al passato» spiega il procuratore «si denuncia di più e soprattutto sono in crescita le denunce di genitori anziani ai danni dei figli maggiorenni conviventi e spesso assuntori di droga. Fino a qualche tempo fa era impensabile che una madre o un padre denunciassero il figlio. Ma adesso la situazione è cambiata: la denuncia è diventata una sorta di richiesta di aiuto allo Stato, anche se lo Stato non sempre può dare risposte adeguate».
La richiesta di aumentare l’organico è una battaglia che il procuratore porta avanti da tempo: «Proprio perché la Procura di Biella funziona è necessario darci una mano. Chiediamo di arrivare a un procuratore, 4 sostituti e tornare alla quota di 16 impiegati amministrativi. Purtroppo non è un caso che i posti restino scoperti. È stato bandito un postocome sede disagiata, ma è andato deserto perché la città è difficile da raggiungere e nessuno vuole venire qui. Mi auguro davvero che le nostre richieste stavolta vengano prese in considerazione, anche perché si va verso il processo penale telematico e senza personale amministrativo diventa impossibile attuarlo. Di certo prometto che fino a quando avrò la responsabilità della Procura di Biella farò tutto ciò che è in mio possesso per garantire che il lavoro non sia solo efficiente, ma anche sostenibile».
Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inerisci il tuo commento!
Per favore inserisci qui il tuo nome