In piazza a Roma anche la delegazione di Coldiretti Vercelli-Biella per il blitz contro l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici

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COLDIRETTI VERCELLI-BIELLA E LA QUESTIONE CINGHIALI: AGIRE CON TEMPESTIVITA’; A RISCHIO SICUREZZA DEI CITTADINI E IL PATRIMONIO AGROALIMENTARE

In Italia ci sono diecimila incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici con 13 morti nei primi nove mesi del 2019 contro gli undici registrati in tutto l’anno precedente. E’ quanto emerge da una stima di Coldiretti su dati Regioni e Osservatorio Asaps, realizzata in occasione del “blitz” contro l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici che stamattina ha portato davanti a Montecitorio migliaia di agricoltori, allevatori, cittadini, esponenti istituzionali, sindaci e ambientalisti a cui ha preso parte anche una delegazione di Coldiretti Vercelli – Biella con il suo presidente Paolo Dellarole, il direttore Francesca Toscani, insieme al presidente piemontese Roberto Moncalvo e al delegato confederale Bruno Rivarossa.
Al fianco degli agricoltori si sono schierati esponenti delle istituzioni, sindaci con i gonfaloni, alcuni amministratori provenienti anche dai Comuni delle nostre province, e i rappresentanti dei sindacati, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, dell’ambientalismo e delle associazioni dei consumatori come Symbola, Terranostra, Federparchi, Federconsumatori, Codacons, Adusbef, Centro Consumatori Italia, Apab e Legambiente, che ha condiviso le preoccupazioni alla base dell’iniziativa. Tra gli altri, presenti anche il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, il leader della Lega, Matteo Salvini, il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella, dei M5S e Luca Ciriani, presidente del gruppo di FdI al Senato.
Una vera e propria emergenza nazionale che mette a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti e che, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, porta 3 italiani su 4 (72,7%) a considerare un pericolo per la circolazione la presenza di animali selvatici e di cinghiali. Il numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato del 81% sulle strade provinciali nel periodo 2010-2018, secondo l’analisi Coldiretti su dati del rapporto Aci Istat. Oltre otto italiani su 10 (81%) pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. E’ quanto emerge dal primo Dossier Coldiretti/Ixe’ sull’emergenza animali selvatici in Italia.
In Piemonte negli ultimi 6 anni si sono registrati 7.000 incidenti causati dalla fauna selvatica con una media pari a circa 1.200 incidenti l’anno, ma con la tendenza ad aumentare. Ancora quest’anno, sia nel vercellese che nel biellese si sono verificati svariati incidenti.
«È stato importante unirci a questa grande presenza di parlamentari, sindaci e amministratori piemontesi, sia di maggioranza sia di minoranza, e portare la testimonianza di quanto la tematica sia sentita ed importante sul nostro territorio – commenta Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli – Biella -. Si assiste, ormai, alla incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali salito a 2 milioni in Italia. Occorre, innanzitutto, semplificare la normativa attuale responsabilizzando gli enti locali ad effettuare interventi per il contenimento del numero dei cinghiali che abbiano anche un impatto positivo sull’ambiente. L’impegno preso è stato quello di modificare, già nell’attuale legge di bilancio, la legge 157 sulla caccia proprio perché si sta assistendo ad un aumento continuo dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano, purtroppo, vittime. Oltretutto molti non denunciano neanche gli incidenti poiché scoraggiati dalle lungaggini burocratiche e dalle condizioni poste dalle assicurazioni. L’eccessiva presenza dei selvatici rappresenta un rischio per il nostro agroalimentare visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche nazionali e mette in seria difficoltà l’attività delle imprese. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che, con coraggio, continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Piemonte. La tutela dell’ambiente non deve farci dimenticare la sicurezza stradale e dell’ecosistema, per questo serve agire con tempestività su tutti i territori e specificatamente nelle aree collinari e montane, dove l’agricoltura è più difficoltosa, in cui si sono già persi oltre il 50% delle superfici coltivabili a causa proprio dei selvatici. Un successo nella nostra realtà è stato quello ottenuto con la collaborazione della provincia di Biella, dove i piani di contenimento stanno andando avanti ed è ora permesso rivolgersi ai tutor anche in periodo di caccia. Buone notizie anche per la provincia di Vercelli dove ieri in prefettura ci è stato comunicato l’accoglimento da parte di Ispra  del piano di controllo e di contenimento della specie del cinghiale e che la provincia di Vercelli ne delibererà l’attuazione nei prossimi giorni».
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