Si svolgeranno domani, alle 11,45 nella chiesa di Crocemosso, i funerali di Luigi Botto Poala, notissimo imprenditore biellese, protagonista del successo del lanificio Successori Reda, scomparso ieri all’età di 84 anni, all’ospedale di Biella dove era stato ricoverato da qualche giorno per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, precarie da tempo. Questa sera alle 19, nel Duomo di Biella, verrà invece recitato il santo rosario. Con Luigi Botto Poala scompare una straordinaria figura di imprenditore biellese, di quelli che hanno fatto grande il nostro distretto tessile, a capo di una grande azienda tra le più apprezzate e conosciute in tutto il mondo, che, sotto la sua guida, è diventata un modello anche di innovazione e alta tecnologia. Il nome era rimasto quello che il fondatore, Carlo Reda, le aveva dato nel 1865. Quando la famiglia Botto Poala la acquisì nel 1919, sottoscrisse una clausola che la obbligava a mantenere la denominazione, per un certo periodo di tempo. Nel frattempo però quel nome era diventato un brand famoso nel mondo, sinonimo di grande qualità e di spirito produttivo biellese, per cui venne mantenuto fino ad oggi. Dalla disgrazia dell’alluvione del 1968, che aveva danneggiato il vecchio stabilimento, pur senza mai fermare del tutto la produzione, l’azienda era rinata con rinnovato slancio e grande contenuto innovativo. Nel 2004 fu il primo lanificio al mondo a ricevere la certificazione Emas, un sistema di ecogestione che comporta non solo il pieno rispetto dei limiti imposti dalla legge, ma, soprattutto, il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali. Proprio Luigi Botto Poala fu, insieme ai suoi fratelli, con i quali ha sempre mantenuto un profondo legame di affetto, il grande protagonista di questo successo, entrando giovanissimo, ancora studente dell’Itis di Biella, a lavorare in azienda. Sotto la sua guida la Successori Reda divenne la grande azienda di oggi, grazie anche alle ferree regole che la famiglia si diede per garantire un equilibrato e tempestivo ricambio generazionale, selezionando tra i vari cugini coloro che oggi sono a capo dell’impresa di famiglia: il figlio Francesco, che oggi lo piange insieme alla sorella Carola, direttore generale, e i nipoti Ercole, amministratore delegato e presidente di Milano Unica, Guglielmo, che dirige l’area commerciale, e Fabrizio che invece sovrintende all’acquisto delle materie prime, prodotte in Oceania, dove la Successori Reda ha aperto, in Nuova Zelanda, tre grandi fattorie, con 30mila pecore allevate su 33mila ettari di terreno, per produrre in proprio fibre raffinatissime, da cui nascono tessuti di alta gamma, oltre l’80 per cento dei quali sono destinati all’esportazione. Un fatturato che ha superato da tempo i cento milioni di euro grazie a una produzione di tessuti che ha raggiunto anche i 7,5 milioni di metri.
Luigi Botto Poala era una persona molto amata dai suoi numerosi amici, con alcuni dei quali amava riunirsi periodicamente per delle cene in una cascina che era stata eletta a sede di incontri conviviali sempre ricchi di discussioni e scambi di opinioni interessanti. Era anche impegnato socialmente, come consigliere nella casa di riposo Emilio Reda di Valle Mosso. Per molti anni, finchè le condizioni di salute gli hanno consentito di frequentare le riunioni al Circolo Cacciatori, è stato socio del Rotary Club di Valle Mosso.
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