L’Alberghiero di Cavaglià e la giornata di festa al carcere di Ivrea

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La professionalità, l’umiltà, la gioia e la capacità di condivisione che allievi e docenti dell’Alberghiero di Cavaglià hanno espresso nel carcere di Ivrea raccontano il senso de “L’Altra cucina… per un pranzo d’amore”. L’’iniziativa – lanciata da Prison Fellowship Italia e Rinnovamento nello Spirito Santo in varie carceri italiane – a Ivrea ha contato sulla collaborazione dell’Associazione Itaca di Biella, i cui volontari operano all’interno del carcere. Una giornata di festa e di incontro alla ricerca di un punto comune nella Gioia. In mattinata, il vescovo di Ivrea Edoardo Cerrato ha celebrato la santa messa. Nel pomeriggio, lo spettacolo. Sul palco Biagio Botti, cantautore di Lecco, autore anche di “Io con Dio”, brano presentato per la prima volta al santuario di Oropa in occasione dell’Anno Domini Multifestival. Poi l’esibizione bellissima – con i detenuti in piedi per applausi e ovazioni – della cantante, pianista, compositrice a arrangiatrice Silvia Zaru che, seppur non vedente, ha dimostrato che con la musica e la volontà si può sognare e far sognare. Infine – prima dei saluti e ringraziamenti del direttore del carcere di Ivrea, Assuntina Di Rienzo – l’intervento di Lorenzo Pasquariello, membro di Comitato nazionale per l’area Pastorale del Rns, che ha proposto le parole di papa Francesco pronunciate in occasione del Giubileo dei detenuti. Papa Francesco che fra l’altro aveva detto: «La fede, anche se piccola come un granello di senape, è in grado di spostare le montagne. Quante volte la forza della fede ha permesso di pronunciare la parola perdono in condizioni umanamente impossibili! Persone che hanno patito violenze o soprusi su loro stesse o sui propri cari o i propri beni… Solo la forza di Dio, la misericordia, può guarire certe ferite. E dove alla violenza si risponde con il perdono, là anche il cuore di chi ha sbagliato può essere vinto dall’amore che sconfigge ogni forma di male. E così, tra le vittime e tra i colpevoli, Dio suscita autentici testimoni e operatori di misericordia».

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