Tra i tanti messaggi natalizi che in questi giorni vi giungono, desidero con semplicità farvi pervenire anche una mia riflessione e un mio augurio. La preparazione al Santo Natale è stata per me un’occasione provvidenziale per visitare, incontrare e conoscere comunità e singole persone. Sono stati dei bei momenti per consolidare antiche amicizie e costruire nuove relazioni umane e cristiane. Ogni incontro, pur nella diversità degli ambiti di vita che ho visitato, è stato un vero sono di bontà e di fede per quanto ho ricevuto.
La liturgia cristiana celebra solennemente il mistero della Nascita del Salvatore. Le chiese si vestono, ogni anno, di meraviglia nuova. Si accendono le luci del presepe e dell’albero di Natale e con gli antichi inni delle prime comunità cristiane i fedeli cantano “la Luce di Cristo Salvatore, apparso nella povertà della nostra natura umana, che rischiara la notte e allontana le tenebre del male”. Il mistero del Natale è questo: una luce nuova è una voce chiara che vengono dal Cielo a illuminare e scuotere le nostre coscienze. Il Natale porta con sé la gioia per la nascita del Bambino Gesù ma ci fa sentire anche la tristezza e l’orrore di quando l’Amore non è accolto, quando la vita viene scartata e i fratelli sono disprezzati. La luce del Natale viene ad illuminare ogni essere umano, rifulge, porta consolazione, riaccende la speranza e ci sprona ad abbandonare ogni via di menzogna e di male, che rende triste l’uomo, per vivere da veri figli di Dio.
La Luce di Dio risplende sul mondo! Per tutti è nato Gesù! E come a Betlemme Maria, sua madre, lo presentò ai pastori, nel giorno di Natale la Chiesa lo presenta ad ogni uomo perché ciascuno possa sperimentare la misericordia di Dio, che sola può trasformare il male in bene, che sola può cambiare il cuore dell’uomo e renderlo un’oasi di pace.
All’uomo moderno, adulto eppure debole nel pensiero e nella volontà, la soavità del Natale fa sì che egli si senta invitato a lasciarsi prendere per mano dal Bambino di Betlemme; a non temere, a fidarsi di Lui!
A Natale ci fermiamo dunque a contemplare quel Bambino, il Mistero di Dio che si fa uomo nell’umiltà e nella povertà. Nei cristiani sappiamo che accogliere nuovamente quel Bsmbino, che è Cristo Signore, comporta l’assunzione della sua vita, perché i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue azioni siano anche le nostre.
Celebrare il Natale è quindi manifestare – e vivere – la gioia e la speranza che vengono da questa nuova nascita. Ogni cristiano diventa portatore di gioia e testimone di speranza nei confronti di una società che guarda con apprensione alla sfida poste dalla crisi economica e dalle incertezze per il futuro; e si pone anche in dialogo costruttivo nei confronti di una cultura che vorrebbe rendere marginale e insignificante la fede cristiana.
Il Natale è una festa universale, perché tutti sono chiamati a ricevere questi doni di speranza e di pace. Ogni uomo può percepire in questa annuale ricorrenza della Nascita di Gesù la gioia e lo stupore di qualcosa di straordinario che lo tocca e che parla al suo cuore.
A tutti auguro di avere la volontà di lasciarsi toccare dal Natale.
+ ROBERTO VESCOVO

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