Lutto nello sci per la morte di Alberto Vineis

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Lutto nel Biellese per la scomparsa di Alberto Vineis, lo storico dello sci locale e non solo. Vineis, 71 anni, aveva legato allo sci molto della sua vita con una mostra dello sci con la più grande raccolta d’Europa. E poi il libri “Gli sci, mille e una storia”.
In queste ore a ricordarlo Piero Ramella, con lui titolare del negozio Equipe Olympique.
«Mogol e Battisti crearono un’alchimia unica e rara. Il periodo era a loro sicuramente favorevole, ma la loro unicità, fantasia e creatività, travolsero tutte le generazioni che godevano della loro poesia e della loro musica.
Anche con te Alberto si creò un legame simile, ma di settore, non popolare, nel mondo dello sci. Anche noi siamo stati unici. Partimmo per primi e se non fossimo stati in un territorio da sempre diffidente, che fatica a sviluppare, innovare, essere creativo, fantasioso e comunicativo, con la Mostra dello Sci, avremmo sfondato a livello Internazionale. Tu appassionato e affascinato dalla storia e dalla creazione dello sci, ed io sempre alla ricerca di prodotti all’avanguardia e unici. Un legame sfociato in un’amicizia profonda e sincera che si è affievolita solo a seguito della tua malattia iniziata circa 2 anni fa. La stanchezza era l’unico sintomo iniziale che piano piano ha appiattito la tua verve e le tue voglie, quelle di parlare e star bene, della e sulla, neve. L’unica positività è stata subito dopo il lookdown, saperti nell’intento di sfogarti a sciare e a consumare neve con i tuoi amati sci insieme al nostro comune amico Piero. Vi seguivo nelle vostre trasferte grazie ai numerosi selfie che mi inviavate davanti a un aperitivo in quota o sull’impianto di risalita. Con te, oltre che a un amico fraterno, se ne va un pezzo di storia del mondo dello sci. Lasci però un’eredità importante oltre al tuo indelebile ricordo di ottima persona: il tuo libro “Gli sci. Mille e una storia” dove in modo “soffice ed elegante”, come il manto di neve che ricopriva la tua anima, descrivi come è nato il tuo amore per lo sci e come si sono evoluti gli attrezzi nel tempo. Caparbio, deciso, acculturato, sagace, spiritoso, amorevole, generoso, di grande compagnia, se spuntava una chitarra era subito allegria. Un aneddoto: chiusi nello sgabuzzino all’arrivo della cestovia del Monte Camino per proteggersi da un freddo pazzesco e in attesa che si calmasse un po’, mi scrivesti le parole del canto. “Canta lo sciatore” del 1934 di Cherubini/Bixio, spiegandomi che erano uomini del regime, che con questo canto avevano come obiettivo quello di muovere le masse verso questo sport. Ti ricordi? La cantammo per tutto il giorno con il gioco delle due tonalità di voce. Ho fotografato il foglio ormai logoro e consunto che porto con me nel portafoglio da quel lontano giorno. La canterò ancora, e ad ogni nota che mi uscirà dalla bocca, il pensiero andrà a Te. Là dove sei diretto, ti auguro di trovare neve da “consumare” con il tuo indimenticabile sorriso soddisfatto delle ottime condizioni delle piste che lo attendono. Oh Sciatori! Tendete l’orecchio quando siete in quota sulla neve con gli sci! Non mi stupirei se Alberto si facesse sentire… Si va… sulla montagna…
Lo so’, tua spina nel fianco è di non aver avuto la possibilità di tagliare il nastro della Mostra dello Sci a Biella. Io e Fabrizio non molleremo. E se mai un giorno ci riusciremo, sarà intitolato e dedicata a te. Ciao Alberto. Ciao Homme de Ski».

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