Serata di grande musica dal respiro internazionale mercoledì sera alla festa della Madonna di Campra con Emanuele (Manny) Fizzotti, la sua band e i vari ospiti presenti che sono riusciti a catturare l’attenzione del pubblico, coinvolgendolo con i ritmi del rythm’n blues, del rock e dello swing. Durante la serata Emanuele Fizzotti di origine biellese, che dal 2011 vive a Londra, ha suo- nato alcuni brani da solo, altri con musicisti costituendo il “Blues Trio”, per l’occasione ha proposto una reunion degli “Zip Fastener” con cui suonava anni fa e poi è passato a una grande jam session con i contributi di molti ospiti che si sono alternati sul palco: Sandrino Botta e Marco Laurora all’armonica, Andrea Bertieri alla chitarra, Aldo Genta e Roberto Bertola al basso, Ivo Ramella e Luca Roffino alla batteria, Efrem Urro alle tastiere, Roberto Banzi al flauto, Edoardo Ramella e Mauro Moscatelli al sax e Arnaldo Allara. Tra il pubblico c’erano amici di vecchia data che ricordavano i suoi esordi quarant’anni fa e che sono rimasti ammirati dalla bravura del musicista che ha studiato chitarra al Guitar Institute of Technology di Los Angeles, ha frequentato festival internazionali ed europei, ha suonato in pub e locali frequentati dai grandi rockers and bluesmen inglesi ed americani, collaborando con alcuni di essi e con artisti italiani come Cristiano De Andrè e ha pubblicato ben sei album. A Campra quindi, Manny Fizzotti ha proposto un assaggio della sua ultima produzione “No- body Undestands”e altri brani meno recenti, passando dai ritmi “delicati” della chitarra acustica a quelli rockeggianti della chitarra elettrica, suonando e talvolta cantando con la sua voce calda e dal timbro particolare, diverse cover di grandi classici da Muddy Waters ai Cream. Non è mancato l’omaggio a Jimi Hendrix di cui è uno dei più valenti esecutori con il gruppo degli “Psichedelic Sunrise” dal 2005. Tantis- simi gli applausi che hanno ribaltato il proverbio che recita “Nessuno è profeta in patria”.
ANNALISA BERTUZZI

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