La manifestazione di sabato a Milano.

Genny Billotto, la giovane insegnante neppure trentenne deceduta a ottobre 2020 in seguito a problemi cardiaci congeniti è uno dei volti che compaiono sulle gigantografie esposte ai cortei No Vax. È accaduto a metà ottobre a Bologna e sabato scorso a Milano. Sotto il volto e il nome anche la scritta “…nessuna correlazione…” alludendo alla possibilità che molti decessi “improvvisi” fossero legati alla somministrazione dei vaccini anti Covid. Tra le diverse gigantografie comparse nei due capoluoghi c’era anche la foto della biellese Genny Billotto, maestra della Scuola Primaria “Villaggio Lamarmora. A parlare di “correlazione” tra il decesso della maestra Billotto e il vaccino è stato per primo un sito che nella sua presentazione sostiene che “l’intento è di informare e rendere più consapevoli (…) Le notizie tratte dai principali media sono relative agli eventi avversi post-vaccino Covid-19 e vengono volutamente presentate in forma di elenco per far percepire meglio la consistenza numerica di tali “effetti collaterali””.
Profondamente colpito dall’accaduto Giancarlo Billotto, il papà di Genny, che era all’oscuro di tutta la strumentalizzazione in corso sulla morte della figlia e che ha commentato, sconcertato e sensibilmente scosso «mia figlia è deceduta per una patologia congenita al cuore, una cardiopatia ipertrofica, che me l’ha strappata nel sonno all’età di 29 anni. Sono schifato ed indignato per la strumentalizzazione fatta sulla morte di Genny anche perché lei è scomparsa a ottobre 2020, tre mesi prima che fosse distribuito il vaccino in Italia. Ho deciso di dare mandato al mio legale, Marco Bozzalla, per agire nelle sedi opportune a tutela della verità e della memoria di mia figlia».

ROBERTO PIETROBON

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