Migranti e accoglienza: interviene l'Arci solidarietà Thomas Sankara

È l'Arci solidarietà Thomas Sankara in un documento sottoscritto da Migr’Action, don Mario Marchiori, don Ezio Saviolo, Biellese Accoglie “Giorgio Marincola”, Coordinamento Biella Antifascista, Anpi Valle Elvo e Serra, Laboratorio sociale “La città di sotto”, La Sinistra - Biella, Rifondazione Comunista Biellese a scrivere quanto segue:
«Cosa sta accadendo a Biella?
In questi giorni la Prefettura sta inviando elenchi di migranti dei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) che devono essere messi fuori dalla struttura.
Sono ragazzi che hanno dimenticato di fare ricorso al diniego della prima Commissione alla richiesta d’asilo oppure sono già stati respinti i ricorsi oppure non hanno fatto ricorso in Cassazione perché nessuno gli ha detto che era possibile oppure sono scaduti i termini dell’accoglienza… Ci pare che le istituzioni preposte all’ordine e alla sicurezza, nella applicazione cieca della norma, stiano producendo nuovi senzatetto, senza curarsi delle conseguenze, in spregio al compito istituzionale di garantire i diritti attraverso informazioni adeguate e diffuse, per far sapere loro che possono fare ricorso contro la decisione negativa della Commissione preposta all’esame delle domande d’asilo, che possono accedere ai servizi sanitario e scolastico nazionali e che godono dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione.
Non comprendiamo cosa stia accadendo!
Un paio di mesi fa in un incontro in Prefettura si era confermato il giudizio positivo sul processo di accoglienza in atto nel biellese, sul ruolo importante svolto dalle associazioni di volontariato e della proficua collaborazione tra istituzioni e associazioni del territorio… C’era stato detto “cacceremo solo i delinquenti”, ora ci pare che si vogliano creare i “delinquenti”, perché quei ragazzi dovranno trovare un posto dove dormire e per farlo, secondo la legge, compiranno un reato.
Questo è il risultato del “decreto sicurezza”, una vera sciagura: la condizione dei migranti nei Cas è peggiorata, la maggior parte di loro non accede all’apprendimento della lingua italiana; tra loro serpeggia la paura e l’ansia; i disagi, i malanni e le tensioni aumentano. Messi fuori dalle strutture di accoglienza, in buona parte inadeguate, vuol dire divenire un senzatetto, pericolosamente in balia della precarietà sociale e esistenziale.
Per noi tutto ciò è inaccettabile e non possiamo restare indifferenti. Non possiamo che metterci al fianco dei più sfortunati, al fianco di quelli che una legge sbagliata, che ha sottovalutato la portata del fenomeno migratorio, chiama “clandestini” e che il “decreto sicurezza” crea ad arte, moltiplicando la percezione di insicurezza. Per noi sono persone!
Per affrontare questa emergenza proponiamo la riapertura degli spazi della “emergenza freddo”, con le stesse modalità ma senza fornire pasti, per dare un posto letto a chi è in strada. E cercheremo di presidiare, discretamente, piazze e giardini per garantire il rispetto delle persone in difficoltà, vessate anche dal ridicolo Sceriffo di Nottingham Moscarola e da qualche poliziotto superficiale e aggressivo. Invitiamo tutti ad aiutarci nell’attività di monitoraggio e di difesa delle persone in difficoltà e alla salvaguardia dei loro diritti di donne e di uomini».

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