Piatto, Gianpaolo Botta: «Grazie di cuore ai nostri volontari»

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Semplicemente la voglia di dire un grazie. Che in fondo non è poco. È quello che arriva dal cuore. «Sentito, voluto, dovuto» dice lui. Lui è Gianpaolo Botta, uno che a Piatto, il suo paese, ha dato tanto e tanto, in mille forme, e che oggi, dopo un tempo impensato e impensabile per via della pandemia, vuole restituire uno di quei tanti grazie ricevuti in passato.
«Essendo stato un volontario a tutto tondo per tanti anni in compagnia della famiglia» spiega Botta che più di dieci anni fa è stato uno degli artefici della nascita dell’associazione del paese «ho sempre pensato e sperato che quando avessi avuto bisogno ci fossero stati dei volontari che venissero a casa mia non solo per portare la spesa, ma soprattutto un sorriso e un saluto». È un senso di felicità e soddisfazione per Botta, che vede proseguire quanto intrapreso anni fa. Il volontariato che bussa alla porta e dona vicinanza è un po’ come il sogno della piccola corsa ciclistica del paese (il Trofeo Squillario) diventata grande e conosciuta in tutta Italia e ora, per lui che dice di essersi defilato un pochino, nelle salde mani di un’altra generazione grazie al Velo Club Piatto.
«Vi posso assicurare che oggi in me c’è un senso di appagamento meraviglioso. Quello che mi auguravo è realtà. Per questo devo dire grazie di cuore» prosegue Botta che alla porta di casa tra i volontari ha visto bussare anche il figlio Luca, pure lui addentro alla vita sociale del paese e volontario della Croce Rossa. «Un grazie particolare a don Luigi per il supporto che ci ha dato e per il suo grande senso di comunità» analizza Botta in un’ideale elenco che parte con la parrocchia, ma che deve proseguire con l’associazione di volontariato appunto, la Pro Loco, e le realtà sportive del Lago della Quercia, del Velo Club Piatto e del Piatto Sport (bocce). Tutte a loro modo impegnate ad aiutare nel lungo periodo di lockdown. «Per noi della terza età» aggiunge ancora Botta, che in paese e nel Biellese non ha certo bisogno di presentazioni «definiti fragili e reclusi in casa per quasi tre mesi, va il grazie anche ai titolari del Market La Sosta di Piatto che inizialmente hanno portato a casa la spesa, poi supportati dalle associazioni e dai carabinieri di Bioglio. E a proposito di grazie, uno va anche a chi ci ha portato nella buca delle lettere le mascherine» aggiunge ancora Botta, particolarmente sensibile e impegnato anche nella “salvaguardia” dei piccoli negozi di paese e attento a realtà come il centro sportivo.
Infine «un grazie alle istituzioni di Piatto» chiude Botta, che da un lato ha il sogno, dopo il lockdown, di vedere anche quest’anno organizzato (restrizioni permettendo) il Trofeo Squillario e dall’altro guarda come nel suo stile al futuro con un pensiero a chi è arrivato in tempo di pandemia: «In queste settimane è nato un piccolo principe che si chiama Gregorio. Ecco, auguro a lui e a tutti i suoi coetanei un futuro sereno». Anche questo, in fondo, è un modo di dire grazie.

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