Sonia Caronni, garante dei detenuti del carcere di Biella: «Si chiuda immediatamente la casa lavoro»

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«Si rinnova con forza la richiesta di chiudere immediatamente la “Casa lavoro” dentro l’Istituto. Come già segnalato gli anni scorsi, e nonostante gli sforzi di gestione, questa presenza a Biella si configura come una mera sezione penitenziaria ordinaria, senza nessuna possibilità di una diversa e specifica progettualità». A segnalare l’urgenza è Sonia Caronni, garante dei diritti delle persone ristrette nella libertà, nella casa circondariale di Biella. Criticità evidenziate anche dal Coordinamento piemontese dei garanti delle persone detenute. «Si tratta di questioni che riteniamo basilari per impostare un’esecuzione penale diversa, più giusta e più efficace» ha dichiarato il garante regionale Bruno Mellano, che ha aggiunto: «nella maggior parte dei casi abbiamo registrato un’insufficienza di spazi dedicati alla socialità, all’incontro fra i detenuti e le loro famiglie, a locali per attività scolastiche, formative e lavorative. A questa grave mancanza strutturale sarebbe possibile far fronte, almeno in parte, attraverso il recupero di spazi inutilizzati, presenti in quasi tutti gli istituti, utilizzando la mano d’opera degli stessi detenuti per adeguarli in tempi rapidi, a costi bassi e assolutamente sostenibili». Per quanto riguarda Biella, nella struttura che ospita la Sezione Semiliberi, «si rilevano infiltrazioni d’acqua consistenti  nei locali doccia che risultano quindi in condizioni non consone all’utilizzo. Si richiede quindi un intervento di ristrutturazione del tetto». Nei passeggi vecchio Padiglione «si rende necessario il rifacimento della pavimentazione nonché una copertura e delle sedute», mentre nei passeggi nuovo Padiglione sarebbe «necessario creare punti di copertura e sedute». Ed ancora, nella Sala Polivalente Centrale, rileva Caronni «sono presenti rilevanti problemi di infiltrazione d’acqua dal tetto». Per il nuovo padiglione detentivo, progettato per una capienza diversa rispetto a quella attuale, si richiedono lavori di adeguamento all’impiantistica e manutenzione ordinaria allo stabile. Per la Sezione ex art.32 O.P., ubicata presso il reparto isolamento, affinché goda delle caratteristiche proprie – fa rilevare la garante – «occorre definire gli spazi (cancello di accesso) creare zone passeggi e salette per i momenti di condivisione e comunità; oltre alle docce almeno all’interno della sezione se non nelle camere di pernottamento». Problematiche e criticità a Biella come nelle altre carceri del Piemonte, che i garanti ritengono «debbano essere almeno affrontate – se non risolte –  dall’Amministrazione Penitenziaria nel 2019, anche a fronte delle preannunciate nuove e più consistenti risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria e della previsione di investimenti per nuove strutture detentive». Secondo i garanti, prima di investire nella costruzione di nuovi edifici occorre ristrutturare l’esistente per poterlo utilizzare appieno.  Si tratta di un obiettivo che il Coordinamento dei garanti ha voluto rinnovare e rilanciare come “sfida” per i prossimi dodici mesi”. Alla conferenza hanno partecipato oltre al garante regionale, i garanti dei Comuni di Alba, Biella e Ivrea. Il Piemonte, unica regione in Italia, ne ha designato uno per ciascuna città sede di carcere.

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