Alto Piemonte. Tutti in viaggio, ma lenti e sostenibili

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“Come cambia il turismo del 2000” era il titolo di Dietro l’angolo di venerdì 6 giugno 2014. In quella pagina cercavo di spiegare le novità che il nuovo millennio aveva portato nel settore. La principale, come potete immaginare, era l’avvento di internet. Sei anni fa un turista su quattro sceglieva in rete la meta della sua vacanza. Oggi, secondo i dati Istat riferiti al 2019, sono oltre due su quattro, e in continuo aumento.
Tra i motivi di viaggio, era già chiara allora la richiesta per un turismo lento e sostenibile ma non si immaginava ancora il gradimento che avrebbero avuto i cammini storico-devozionali, sull’onda del successo di quello di Santiago, replicato in Italia dalla Via Francigena.

Francigena e San Carlo
In Piemonte, si inizia a parlare di cammini negli anni ’90. Cesare Triveri, socio del Cai di Casale Monferrato, intuisce la potenzialità che il territorio può offrire e disegna nel 1990 un percorso sulle colline monferrine tra Superga e Crea. Nel dicembre 1999 passa da Vercelli una prima Francigena camminata, in arrivo dalla Valle d’Aosta e attesa a Natale a Roma per l’apertura dell’Anno Santo.
E’ mia, nel 2003, l’intuizione del Cammino di San Carlo, come si può leggere nei tabelloni del progetto “Le Vie della Fede”, ma ci vorranno sette anni per organizzare la prima edizione camminata da Arona a Viverone. Ora sono qualche migliaia le persone che ogni anno lo percorrono, con centinaia di pernottamenti e il San Carlo è considerato tra i percorsi più belli d’Italia, grazie alla presenza di un paesaggio sempre diverso di laghi e colline, e di un ricchissimo contesto che comprende siti Unesco, come i Sacri Monti e le aree archeo-palafitticole, santuari, borghi, parchi ed ecomusei.
Sulle dodici tappe è garantita una ben diversificata ospitalità, che fa anche leva sulle strutture santuariali di Oropa, Graglia, San Giovanni d’Andorno, Brughiera di Trivero e Varallo e su altre accoglienze di tipo turistico.

Eusebiano e Gran Madre
Per quanto riguarda l’area biellese, al San Carlo si aggiunge nel 2015 il Cammino Eusebiano, disegnato da Francesco Vettoretto sulle orme di Sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli e del Piemonte, promotore del culto cristiano a Oropa e Crea, i due santuari collegati dal percorso in sei tappe.
Alla chiamata del massimo santuario mariano delle Alpi non si sottrae un altro interessante percorso, il Cammino della Gran Madre, creato da Tonino Crestani per riunire in nove tappe i santuari biellesi e vercellesi dedicati ad altrettante Madonne Nere. Il cammino, promosso dal capitolo piemontese della Confraternita di san Jacopo di Compostella, riprende il tema del pellegrinaggio classico, senza indugiare sugli aspetti turistici che tendono a privilegiare l’aspetto del viaggio rispetto al valore devozionale della meta.
Nel 2018 arriva anche il Cammino di Oropa, organizzato da Alberto Conte, che sfrutta percorsi già esistenti, come la tappa al contrario da Santhià a Viverone della Via Francigena e poi alcuni tratti del San Carlo sulla Serra, Valle Elvo e Valle Oropa, ottenendo comunque un buon successo grazie al momento molto favorevole.

I Cammini dell’Alto Piemonte
Alla rete piemontese dei cammini si aggiunge nel 2017 il Cammino di San Bernardo, percorso storico dal Sempione a Novara sulle tracce di una antica Via Francisca, proposto e camminato dall’associazione Amici di Santiago di Novara, presieduta da Enrico Zaninetti. La nominazione al Santo delle Alpi era determinata dalla presenza a Novara delle sue più importanti reliquie e della possibilità, poi rinviata, di celebrare nel 2020 il millenario della nascita, avvenuta ad Aosta.
Il Cammino di San Bernardo incrocia sul lago d’Orta il Cammino di San Carlo, creando un sistema ortogonale di percorsi di grande interesse, non solo devozionale. Se si aggiungono Eusebiano e Via Francigena, nel territorio dell’Alto Piemonte si crea una rete che raggiunge tutti i siti turistici presenti, con accessi “lenti” da più passi alpini e grandi rotte di continuità verso il resto d’Italia.

Il Devoto Cammino
Al quadro generale mi permetto di aggiungere il lavoro che ho fatto per conto dei Sacri Monti piemontesi, unendoli su loro richiesta in un Devoto Cammino che va a raggiungere anche i due complessi devozionali lombardi di Varese e di Ossuccio, legati ai sette piemontesi dal riconoscimento Unesco come Patrimonio dell’Umanità.
Il percorso del Devoto Cammino utilizza e mette in fila i principali cammini piemontesi citati prima, tocca Torino e va a suggerire una estensione verso Sacri Monti ticinesi di Brissago e della Madonna del Sasso di Locarno, ipotizzando un ulteriore sviluppo internazionale verso il Gottardo.
Il Devoto Cammino è, da pochi giorni, il titolo di un volume di cui sono autore con Renata Lodari, già presidente dell’ente piemontese che gestisce i Sacri Monti stessi. La pandemia ha rinviato, per ora, le presentazioni e il lancio del libro che si avvale della prestigiosa partecipazione editoriale di National Geographic.

Prossimità e riscoperta
Tornando all’assunto iniziale che sottolineava l’odierna importanza di internet nelle scelte di viaggio, appare evidente che la migliore opportunità che abbiamo per far conoscere i nostri cammini, sia quella di promuoverli attraverso un portale comune, espressione di un ambito territoriale allargato alle province del quadrante altopiemontese.
Ed è quello che sta facendo l’amico Eugenio Imperatori con il sito www.santiagonovara.com, in costante aggiornamento, dove ha raccolto e presentato i cammini dell’Alto Piemonte. Una iniziativa che ha senso proprio in questo momento, visto l’affermarsi forzato di un turismo di prossimità e una conseguente riscoperta del territorio. Ulteriore sinergia deriva dalla comune appartenenza di tutte le associazioni promotrici alla Rete dei Cammini, www.retecamminifrancigeni.eu, unica consociazione nazionale del settore.

Turisti di noi stessi
In conclusione si auspica che anche la Regione raccolga e favorisca le istanze del turismo piemontese di matrice lenta e sostenibile, rappresentato dai cammini, anche attraverso l’auspicata riunificazione delle ATL esistenti in Alto Piemonte, in parte realizzata tra Biella e Vercelli, da completare con Novara e con il Distretto dei Laghi.
Lo stesso auspicio chiudeva il mio articolo di sei anni fa: “Se questa fosse persona, sarebbe descritta in modo schivo e riservato, come gran parte della gente che vi abita. E forse proprio qui sta il problema, alla base della poca visibilità e della scarsa attitudine verso il turismo. Ma insieme possiamo fare molto, iniziando ad essere turisti di noi stessi”.

I libri di Franco Grosso sono disponibili dall’autore, richiedendoli a francogrosso.studio@gmail.com.
Il libro “Dietro l’angolo” è disponibile anche negli uffici del nostro giornale.

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