Alto Verbano. Curiosando per il lago, aspettando primavera

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Sapete qual è uno degli aspetti più apprezzati dai turisti stranieri che sempre più numerosi giungono in Alto Piemonte? Tecnicamente si chiama “gradiente altitudinale” ed è quella caratteristica che permette – nel giro di poco più di un’ora d’auto – di passare dalle risaie di pianura alle piste di sci del Monte Rosa. E viceversa.

Vertical Day

Un mio amico germanico, con seconda casa su uno dei nostri laghi, si vanta di far colazione in terrazza al caldo del primo sole di marzo, di essere ancora in mattinata con gli sci ai piedi a scendere dal Col d’Olen, di pranzare in una baita al lago del Gabiet, in Valle d’Aosta, di farsi un aperitivo preserale in piazza Motta a Orta San Giulio e di cenare con la panissa al Castello di Proh! Tutto in una giornata, cosa impensabile nelle regioni mitteleuropee… Questa possibilità straordinaria di andare in poco tempo da zero a quattromila metri è unica, non si trova così accentuata in nessun’altra zona delle Alpi. Anch’io mi adeguo con la mia pagina del venerdì, passando dalle nevi valsesiane raccontate la settimana scorsa ai fiori del lago Maggiore di oggi. Che, come sempre, anticipano la primavera. Eccomi allora a vagabondare per il Lago Maggiore, nella parte più settentrionale della riva piemontese, attratto più da sollecitazioni visive e curiosità sparse, che non da un vero e proprio itinerario.

Il Maggiore

Il primo spunto me lo offre una particolare costruzione che da tre anni connota il panorama verso il lago, proprio al passaggio tra Pallanza e Intra, appena prima del ponte sul torrente San Bernardino. Il Centro Eventi Multifunzionale “il Maggiore” appare a prima vista come un gruppo di mongolfiere grigie che si stanno sgonfiando, ma a guardar meglio non posso fare a meno di apprezzarne le linee audaci e modernissime che mi riportano al Guggenheim Museum di Bilbao del canadese Gehry o alla “nuvola” di Fuksas al Centro Congressi dell’EUR di Roma. Qui l’archistar è il madrileno Salvator Perez Arroyo, a capo di un gruppo che comprendeva anche architetti italiani. E’ di fatto un contenitore di eventi e manifestazioni pensato come una grande scultura. Ha stimolato molte discussioni, in particolare per certe criticità interne, ma certamente è destinato a diventare uno dei “biglietti da visita” del Verbano. Personalmente ho camminato con molto piacere nell’ampio spazio esterno del complesso, adiacente al bel parco di Villa Maioni, sede della biblioteca civica di Verbania. Al momento l’area è ancora acerba, in attesa che la natura faccia il suo corso con l’erba e le alberature, ma per intanto funziona bene la grande arena all’aperto, un anfiteatro che gode del suggestivo fondale del lago e delle montagne.

Alla Trinità di Ghiffa

Il secondo spunto è una bella passeggiata sopra Verbania, per raggiungere a piedi e senza fatica il Sacro Monte di Ghiffa, uno dei complessi devozionali piemontesi, iscritto alla lista Unesco dei Patrimoni dell’Umanità. Occorre salire in auto fino alla frazione Ceredo di Ghiffa, a 4 km da Intra. A fianco della chiesetta di San Bernardo, un sentiero ben indicato e praticamente pianeggiante si avvia tra orti e boschi verso la Trinità di Ghiffa. Alla nostra destra si aprono nella vegetazione alcune finestre naturali, con belle visione del lago e della sponda varesina. Dopo un quarto d’ora di cammino si raggiunge un percorso attrezzato, adatto per portatori di handicap visivo e motorio, e con un altro quarto d’ora si arriva al santuario. Costruito tra la fine del XVI secolo e la prima metà del successivo, si compone della chiesa della SS. Trinità, dell’elegante porticato della Via Crucis e di tre cappelle di diverso soggetto biblico, arricchite da statue e affreschi. L’ambiente è grandemente suggestivo proprio per la felice combinazione tra architettura, arte e natura, espressa quest’ultima nella cura del parco e nel panorama verso il lago. Il ritorno verso Ceredo si può fare in tre quarti d’ora con un piacevole percorso ad una quota leggermente superiore a quella dell’andata. Si parte dal parcheggio più prossimo al Sacro Monte, dove trovate le indicazioni, e si passa per la Cappella del Porale.

Sulla Linea Cadorna

L’altra passeggiata che vi suggerisco non ha riferimenti devozionali, a parte le tre croci che si trovano in vetta del Monte Morissolo. Ma state tranquilli, come ben sapete non vi porto in luoghi perigliosi. Anzi, è un cammino terapeutico e salutare che parte dal grande Centro Auxologico di Piancavallo, un ospedale specializzato per la cura dell’obesità, situato a 1200 m sulle alture verbanesi. Non stupitevi quindi se vi potrà capitare di incrociare escursionisti dalla taglia molto forte. Sono in realtà gli ospiti della struttura ospedaliera impegnati in un’attività fisica regolarmente prescritta, con il vantaggio di poterla fare in contesto spettacolare. La larga e pianeggiante strada panoramica che parte dal Centro è stata costruita nel 1917 e fa parte del sistema fortificato voluto dal generale Luigi Cadorna che temeva una invasione da nord. Per questo fece costruire strade e mulattiere, casermette e gallerie, postazioni, camminamenti e trincee da Ornavasso sino al confine svizzero col cantone Ticino.

Dal Monte Morissolo. In basso Cannero

E’ un percorso molto rilassante che non richiede sforzi ma offre stupendi panorami verso il lago, le montagne del Ticino e del Varesotto e che in poco più di mezz’ora porta alla base del sentiero che sale in breve alla vetta del Morissolo, a 1311 m. Qui si trovano le tre croci, alcune tavole panoramiche e ci si ferma volentieri a guardarsi attorno. Proprio sotto di noi, sul lago, si trova Cannero Riviera. In questa area del lago Maggiore ci coltivano gli agrumi più a nord d’Italia. E a Marzo, ogni anno si svolge una grande festa dedicata a questo, con mostre mercato, concerti, degustazioni e menu a tema, installazioni artistiche e paesaggistiche.

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