Biellese e Vercellese. Tra Baraggia e Bramaterra, dove l’Unione fa la forza

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Grazie ad una bella intuizione, sei comuni limitrofi sul filo del confine provinciale tra Biella e Vercelli stanno lavorando insieme per lo sviluppo e la promozione del loro territorio. A legarli è un originale e invitante accoppiamento, quello tra le risaie e i vigneti. Per la verità neanche tanto originale, si dice normalmente che il riso nasce nell’acqua e che ha nel vino il suo gustoso e nobile finale.
L’intuizione è stata quella di mettere insieme le risorse – materiali e umane – dei comuni vercellesi di Balocco, Buronzo e Carisio con quelle biellesi di Castelletto Cervo, Gifflenga e Villa del Bosco. In questo modo quel confine provinciale è diventato l’indispensabile cerniera per formare l’Unione dei Comuni tra Baraggia e Bramaterra: 3250 abitanti per un’area di 94 chilometri quadrati, in gran parte di pianura, ma con un appoggio alle prime colline pedemontane.

Salute in Cammino
Se è vero che le unioni dei comuni nascono dalla necessità di supplire alle difficoltà che i piccoli enti locali hanno per far fronte adeguatamente alle loro necessità primarie, è altrettanto vero che le stesse unioni sono l’unico strumento possibile per fare una efficace promozione territoriale.
Ed è stata questa l’idea del presidente dell’Unione Elisa Pollero e della sua giunta che hanno voluto cogliere l’opportunità offerta dal progetto “Salute in cammino, 10.000 passi per stare bene” proposto dall’Asl di Biella, collegandolo ad una forte iniziativa di valorizzazione del proprio patrimonio di percorsi e sentieri, mettendolo a regime nell’ottica di un turismo lento e rispettoso. In questo modo ognuno dei sei comuni ha individuato quattro/cinque percorsi, segnalati in un bel pieghevole, per una sessantina di chilometri in totale. Sono facilmente percorribili e in ogni comune uno di questi percorsi – pianeggiante e lungo un chilometro – è completo di tabelle con i tempi di percorrenza ogni 250 metri che hanno lo scopo di stimolare i cittadini, in particolare i più sedentari, a praticare attività fisica attraverso il cammino. Il primo dei percorsi di Salute in Cammino è stato inaugurato domenica 17 marzo a Gifflenga, dove è sindaca la stessa presidente Pollero. C’è stata una passeggiata ecologica dal salone polivalente all’anello di Salute in Cammino passando negli altri percorsi che raggiungono tutto il territorio comunale.

Tra riso e vino
Oltre ad essere attenta al benessere dei cittadini, l’Unione dei Comuni tra Baraggia e Bramaterra mette particolare attenzione all’ambiente naturale, alla valorizzazione delle risorse umane, alla tutela, recupero e promozione delle tradizioni storiche, culturali e religiose. Lo scopo principale è quello di tutelare i prodotti della pianura e della collina dell’Alto Piemonte – alimentari e artigianali – favorendone promozione e commercio. Alcuni comuni, come Gifflenga e Castelletto Cervo gravitano nell’area residuale della cosiddetta “Savana Piemontese”, un unicum geologico, floristico e faunistico tra il Biellese pedemontano ed il Vercellese, ora per lo più trasformata in terra coltivata a riso. Balocco, Buronzo e Carisio si caratterizzano per una più incisiva attività risicola, mentre Villa del Bosco rappresenta il “cuore” di una vocazione enologica di alto pregio, condivisa da altri Comuni vicini e che ha nel vino Doc Bramaterra la sua massima espressione. Una caratteristica comune da segnalare è la diffusa presenza dei castelli, a testimoniare il valore della storia locale.

Balocco
L’antichissima origine di Balocco fa riferimento a una delle prime sedici pievi rurali vercellesi e la prima citazione è dell’anno 999, relativa alla presenza della chiesa di San Michele, dai riconoscibili tratti romanici. Poco successiva doveva essere l’edificazione del castello, originariamente come luogo fortificato che comprendeva anche San Michele. Nella frazione Bastia, l’unica e più importante del comune, si trova una casa forte del XIV secolo.

Buronzo
La divisione in sette rami dei Signori di Buronzo, avvenuta nel XIV secolo, ha avuto come effetto non uno ma sette castelli, ognuno diverso, ma tutti collegati e disposti attorno allo spazio centrale del borgo, ora piazza Caduti. L’insieme è straordinario, uno spazio scenografico sul quale si affacciano feritoie medievali, facciate settecentesche e neoclassiche, stili che sono il risultato di interventi per il mutare dei gusti un seicento anni di storia. Ma per coglierne pienamente il senso occorre percorrere lentamente il centro storico, le sue vie, entrare nei cortili e nelle maniche, osservare i nobili palazzi che ne fanno da corona.

Carisio
La strategica posizione geografica di Carisio è ben testimoniata dalla sua storia millenaria e anche qui dalla presenza sul suo territorio di castelli, ricetti e di borghi fortificati.
Del castello di Nebbione rimane traccia in una residenza patrizia di campagna e dell’importanza, per l’attività agricola, dell’annesso borgo. Del castello di Carisio, più vicino al centro abitato, rimane l’imponente torre-porta dell’entrata Sud, mentre del complesso fortificato di San Damiano, a tre km dal paese, è presente un’altra rocca medievale e la chiesa dei SS. Cosma e Damiano, un tempo parrocchia.

Castelletto Cervo
Il paese si trova su un cuneo di territorio, di poco elevato, tra il torrente Cervo e un suo affluente, l’Ostola. Il nucleo abitato controlla uno dei pochi guadi praticabili e questo passaggio è stato il motivo dell’origine del castello, detto appunto “del guado”, costruito tra l’XI e il XII secolo. Il monumento più interessante di Castelletto Cervo è il Monastero Cluniacense SS. Pietro e Paolo, situato a oriente del torrente Ostola, lungo l’antica strada da Vercelli verso Masserano. E’ un complesso unico nel suo genere, tra i più importanti dell’area biellese e vercellese, con la chiesa risalente a prima dell’anno Mille, ampliato nel Medioevo come monastero, ora oggetto di studi e di valorizzazione.

Gifflenga
E’ un piccolo centro della prima pianura biellese, composto dal Canton Chiesa o “di mezzo” – la sede comunale – e da un paio di frazioni, Canton Castellazzo “di sotto” e Canton Bonda “di cima”. Le antiche denominazioni illustrano bene le posizioni dei tre nuclei, posti tutti a egual distanza (poco più di 300 metri) dal torrente Cervo, sulla destra orografica.  Qui il corso d’acqua ha un andamento sinuoso, quasi a cercare la via per diventare fiume. Anche Gifflenga aveva molto probabilmente un castello, come indica il nome di una delle frazioni.

Villa del Bosco
L’antica origine è testimoniata dal toponimo “Villa” tratta dalla denominazione romana di “luogo agricolo”, mentre il resto del nome è ben giustificato dal paesaggio attuale e anche dalla presenza di alcuni alberi monumentali. Villa del Bosco si trova all’estremità orientale del Biellese, sulla destra orografica del torrente Rovasenda. Le presenze di un castello, ora privato, e di antiche residenze come quelle nel centro di Ferracane, raccontano di un territorio importante, un tempo coltivato maggiormente a vigneti, posto sull’antica e nobile via tra Masserano e Crevacuore.

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