Borgata Marchetto di Mosso. Casa Regis, la storia continua…

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Oggi vi parlo di qualcosa che mi sta molto a cuore, molto vicino a me non solo simbolicamente. Casa Regis, l’abitazione più bella e antica di borgata Marchetto a Mosso, si trova a poco più di cinquanta metri da dove vivo e lavoro. Provo a raccontarvi la sua storia. A Mosso, nel 1731 il cognome Regis risulta essere il più frequente, con quindici famiglie. Lo si ricava “…sfogliando le pagine del passato”, il prezioso lavoro di Lelia Zangrossi stampato nel 2001, per la collana dei Quaderni MoxuM. Non ho trovato altri dati, ma uno dei rami di famiglia doveva essere stimato e influente, vista anche la qualità della dimora di Marchetto di cui stiamo parlando. Nel XVIII secolo i Regis si apparentano con altre casate importanti, come i Cridis di Cossato e soprattutto tengono buoni rapporti con i vicini Sella: la grande casa della più illustre famiglia biellese è a poche centinaia di metri dalla loro.

Regis e Sella
Ne è dimostrazione il fatto che il medico Giacomo Regis, vissuto a metà Ottocento, sarà il continuatore dell’opera umanitaria del dottor Bartolomeo Sella, che curava i poveri e che ha lasciato una ricchissima eredità ai comuni dell’allora Mandamento di Mosso. Questo lascito, ancora in essere con la Pia Fondazione Medico Sella, è una piccola fortuna che arriva ancora oggi dalle grandi risaie del Vercellese di proprietà di quest’Opera Pia.
Una figlia di Giacomo Regis, Maria, va in sposa nel 1878 a Pietro Paolo Sella. Da questo matrimonio nascono Emanuele, Sofia, Cecilia e Ugo. Emanuele Sella è stata una straordinaria figura di professore e rettore di Università, accademico dei Lincei, economista e poeta. E’ il nonno di Nicolò Sella, che nel 1982 ha riacquistato e riaperto il palazzo di famiglia di borgata Sella. A proposito, questa domenica 22 settembre sarà un piacere per me, e per chi vuole, incontrare Nicolò in occasione della Festa del borgo Sella. Sarà possibile visitare il parco, assistere alla S. Messa, al concerto e partecipare al rinfresco all’Opera Pia.

Per noi è Mersofì
Sofia Sella (1880-1974) ha – come il fratello Emanuele – una “mente limpida e audace” e facendosi suora “riunisce in una sintesi le sue doti intellettuali e affettive, concentrandole nell’amore per il prossimo e nell’amore di Dio”. Ricavo queste note da un bellissimo articolo di Clara Reda Incisa, che ho ritrovato sulle pagine de “il Biellese” del febbraio 1989. Quando entra nella Congregazione delle Fedeli Compagne di Gesù, un ordine francese di suore, Sofia prende in dote la grande casa di Marchetto e il nome di Mère Sophie.
Ma per noi bambini e ragazzi della borgata, che abbiamo avuto la fortuna di frequentare quella casa fino agli anni Sessanta, era semplicemente Mersofì, tutto attaccato e con l’accento sulla “i”. Quando le suore arrivano a Marchetto per passare l’estate, Casa Regis diventa il nostro “centro estivo”. Si gioca, si fa teatro e animazione, chi vuole può imparare le lingue e naturalmente si fa catechismo.

Nel Presepe Gigante
E Mersofì è l’anima di tutto questo, rimasta viva nel ricordo di tutti noi, diventando anche una figura del Presepe Gigante di Marchetto. Per una decina di anni, a partire dal 2000, il grandioso Presepe esce dal giardino dei miei zii per estendersi a tutta la borgata, Casa Regis compresa.
Annessa c’è anche una piccola chiesa, costruita nel secolo scorso al posto di una cascina dei Regis. Il grandioso Presepe s’infila nelle vie della frazione, nella casa e nella chiesetta. Ma poi, per questioni logistiche e pratiche, l’allestimento natalizio si sposta nel centro storico di Mosso, un chilometro più a valle.
L’ultimo omaggio a Mersofì è di un anno fa, quando abbiamo recuperato la sua bellissima storia per lo spettacolo teatrale “Am ricord” dedicato alla mia borgata, inserito nelle manifestazioni per il cinquantenario dell’alluvione del 1968.

Un centro di arte e cultura
Ma la storia continua. Mikelle Standbridge è una artista fotografa californiana, da vent’anni sposata in Italia. Cercando un luogo ove trovare ispirazione per la sua creatività, ha trovato casa a Mosso. Durante le sue passeggiate scopre la dimora storica dei Regis e ha cominciato a pensare di riportare nell’edificio quel senso di beneficio collettivo e di partecipazione che era dei Regis e di Mère Sophie, ad uso della nostra comunità e anche di quella internazionale.
La sua idea è di trasformarla in un centro di cultura e di arte contemporanea. Ma come?
La costruzione è grande, ancora bella nelle sue settecentesche e pulite linee, ma è praticamente inutilizzata da mezzo secolo. Il tempo è stato galantuomo, e non ha calato più di tanto le sue ruggini.
Ha un corpo principale, che potremmo definire nobile, con le stanze a volta con ottimi affreschi e piccole gallerie con finestre ad arco che si aprono sulla corte centrale, attorno alla quale si sviluppa il resto del complesso, con gli appartamenti e loggiati esposti al sole. Un grande portone si apre sulla via selciata che attraversa Marchetto; sulla parete esterna della casa si può ammirare il grande affresco della “Madonna con Bambino e anime del Purgatorio”, restaurato nel 2006 dagli abitanti della frazione e dal DocBi. Verso valle – aperto ai panorami verso le colline biellesi, la pianura e il Monviso – si trova un piccolo ma delizioso giardino all’italiana, con virgole di bosso che contornano una rotonda fontana.

Cos’è il crowdfunding?
Insomma, Casa Regis è bella, al momento utilizzabile solo parzialmente. Ma Mikelle dice “Le stanze vuote, nel loro stato attuale e grezzo, possono essere utilizzate per ispirazione, installazione, interpretazione, video, performance concettuali, scrittura e seminari di gruppo. Accolgo con piacere pensatori, creativi, viaggiatori, artisti e amanti dell’Italia da tutto il mondo”.
Ecco che allora Mikelle fonda una associazione no profit che chiama Casa Regis – Center for Culture and Contemporary Art – che ha ora la disponibilità della casa. Con un piglio tutto americano fa partire un crowdfunding per mettere a norma l’impianto elettrico. Poi ne seguiranno altri, per le altre necessità.
Già sento i miei lettori a chiedermi cos’è il crow… qualcosa che si mangia? Crowd vuol dire folla, funding significa finanziamento. In pratica una moderna colletta popolare per sostenere un’idea o un progetto che va a vantaggio di tanti. Nel nostro caso è un modo per partecipare al recupero di un edificio storico e per mantenere viva la borgata.

www.casaregis.org

Questa prima campagna di raccolta è già a buon punto, più di metà della somma necessaria. Ma le regole di questo sistema prevedono una scadenza a fine settembre. Se qualcuno sente la generosità di contribuire (anche le somme molto piccole sono veramente apprezzate), c’è un elenco di compensazioni che vanno dall’arte ai servizi artistici. Trovate le indicazioni su www.casaregis.org o o sulla piattaforma crowdfunding www.kickstarter.com cercando il progetto Casa Regis.

Non so se il sogno di Mikelle andrà a buon fine, lo spero e certamente l’aiuterò con quello che so fare. Intanto qualcuno, anche dall’estero, dopo aver contribuito è già arrivato per rendersi conto della cosa. Lo spirito di Casa Regis sembra davvero tornare. E’ quello che avevo scritto non più di due settimane fa, in questa stessa pagina, parlando di qualità di vita e di una possibile nuova residenzialità, riferendomi proprio a Valdilana. Dove, non a caso, si trova Casa Regis.

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