Camandona. Una passeggiata salutare e un orto… solare

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La Festa di sant’Anna a Camandona si svolge anche quest’anno negli due ultimi week end di luglio. E’ uno degli appuntamenti più sentiti della Valle di Mosso e attira da sempre persone da tutto il Biellese orientale. Ma la ricorrenza di sant’Anna è stata anche l’occasione per salutare il nuovo parroco, padre Luca della comunità Koinonia Giovanni Battista di Strona, che nell’ottobre scorso ha avuto l’incarico di amministrare, oltre alle parrocchie di Strona e Veglio, anche quelle di Camandona e Callabiana. Ieri, domenica 28 luglio, alle ore 15,30, padre Luca ha celebrato la S. Messa al Santuario del Mazzucco e la cerimonia è stata accompagnata dalle voci dei Cantori di Camandona.

Liberiamo il campanile
L’arrivo a Camandona di padre Luca e della Koinonia ha già portato ad un significativo risultato: è rinato il piccolo orto che circonda il campanile, a fronte della chiesa parrocchiale di San Grato.
Fino a qualche anno fa l’orto era curato da don Bertuzzi, parroco dal 1969, ma la sua malattia aveva determinato il lento abbandono e un progressivo assedio delle erbe sui tre lati della torre.
Ora il campanile andrebbe in un certo senso “liberato”, dando inoltre a tutti la possibilità di girargli attorno, se non altro per arrivare fino alla balconata da dove il panorama si allunga verso un’ampia parte della Pianura Padana, compresa la città di Milano, con le sue nuove torri.
A proposito di torri, Camandona ha una storia che ricorda quella di Pisa. La celebre torre pendente toscana cominciò ad inclinarsi durante la sua costruzione, verso la fine del XII secolo. I lavori si fermarono e quasi un secolo dopo, visto lo stabilizzarsi della situazione, i lavori ripresero ma gli ultimi tre piani vennero leggermente inclinati al contrario, per contrastare la pendenza.

Un orologio solare
Più o meno la stessa storia capitò a Camandona. Nel 1693 iniziò la costruzione del campanile, ma due anni dopo si sospesero i lavori, causa cedimento, e alcuni elementi della torre caddero nell’orto del parroco. Verso la metà del Settecento si costruì una tozza cella campanaria, sistemata definitivamente nel 1933 con un nuovo tetto e le due bifore per lato, cercando anche qui un’accomodatura dell’inclinazione.
Alla fine la pendenza risultò di 2,7°, non molto meno di quella della Torre di Pisa che – dopo i parziali raddrizzamenti degli anni Novanta – è pari a 3,7°. Questo significa che se dall’angolo alto di sud-ovest del campanile di Camandona si calasse un filo a piombo, questo arriverebbe a circa novanta centimetri di distanza dalla base. Su questa base si potrebbe riprendere un’idea che l’amministrazione comunale aveva presentato anni fa a don Bertuzzi, ma non realizzata.
Attorno al punto di arrivo, su di una tavola appositamente disegnata, si potrebbe creare uno splendido orologio solare. L’ombra del filo a piombo andrebbe a segnare le ore e i giorni più importanti del paese e della sua comunità, come vediamo in tante meridiane moderne.
In questo modo lo storico orto del parroco diventerebbe famoso e il campanile liberato darebbe tutt’altra dignità alla già bella piazza, andando a formare con la chiesa parrocchiale un sagrato ampio, singolare e luminoso.

Una bella rivalità
La festa di sant’Anna si svolge come sempre nella bella piazza di frazione Falletti. I padiglioni che ospitano i tavoli della sagra occupano la parte asfaltata, ma i posti più ambiti sono quelli all’ombra dei due ippocastani che caratterizzano lo spazio che fronteggia l’oratorio dedicato ai ss. Pietro e Paolo, uno dei più interessanti del paese.
Il programma fa leva sulle serate musicali e sulla qualificata offerta gastronomica, che vede le immancabili polente, le paste, le grigliate di carne, il fritto di pesce e molto altro. Su questo fronte si apre ogni anno una vera competizione gastronomica con i “cugini” di Callabiana, che subito dopo inizieranno la loro festa di agosto.
Ma presto ci si accorge che la rivalità è solo di facciata, utile ad attirare clienti nelle due belle località. Grazie alla splendida collaborazione tra le due Pro Loco, le persone volontarie che sovraintendono alla cucina e al servizio sono in gran parte le stesse, a garanzia della qualità.

Salute in Cammino
Una piacevole novità di quest’anno è la realizzazione anche a Camandona del percorso di “Salute in Cammino, 10.000 passi per stare bene”, il programma di benessere sociale studiato dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Biella. Salute in Cammino si pone l’importante obiettivo di contrastare la sedentarietà, migliorando lo stile di vita dei cittadini attraverso l’attività fisica del camminare, ritenuto da tutti il modo migliore, semplice ed economico, per “guadagnare salute”.
Ormai quasi la metà dei Comuni biellesi si sono dotati di questa semplice infrastruttura, ora esportata anche in alcuni comuni del Vercellese e del Novarese e recentemente presentata anche in Sardegna. Consiste in un percorso da fare a piedi di circa un chilometro, dove tutti possono imparare a camminare con il ritmo più adatto al proprio corpo, con l’auspico che questo breve sforzo stimoli le persone a continuare nell’attività fisica in modo costante, per arrivare – come dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità – a fare ogni giorno i “diecimila passi per stare bene”.

Toglieteci tutto, ma non…
Il percorso di Salute in Cammino di Camandona si svolge proprio nel tratto di strada chiuso al traffico che porta alla Festa di Sant’Anna. E qui mi torna a fagiolo riprendere quattro righe che avevo già scritto a proposito di questa passeggiata.
Qualcuno vorrebbe arrivare con l’auto fin sotto gli ippocastani di Falletti anche durante le giornate della Festa. Altri sbuffano al solo pensiero di fare la strada a piedi per meritarsi quelle salamelle alla piastra. E invece quei quattro passi di andata e ritorno, praticamente un paio di chilometri in piano, sono una delle cose più belle di questa Festa.
Lungo la strada incontri gli amici, saluti persone sconosciute, provi invidia generazionale per i ragazzini che filottano alla panchina del Lamun o che si scambiano messaggi seduti sui muretti.
Camminando ascolti la musica del complesso di turno che ti arriva ad ondate, guardi le luci verso la pianura e cominci a capire, dagli odori latenti, il menu della serata.
Poi arrivi nella piazza piena di gente e ti accorgi di aver lasciato dietro tutte le tue preoccupazioni.
In questo mondo che va di fretta, la passeggiata di fine luglio a Camandona ci riconcilia con un modo di vivere che avevamo dimenticato.
Toglieteci tutto, ma non il piacere di venire a pedi a sant’Anna. Grazie.

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