Devoto Cammino – 5ª macro tappa. Da Crea al Sacro Monte di Orta

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Dal Sacro Monte di Crea (Al) al Sacro Monte di Orta (No), si sviluppa la quinta macro-tappa del Devoto Cammino. La lunghezza è di 135 km, con una possibile divisione in 6 tappe Trino Vercellese, Vercelli, Novara, Momo, Cureggio, Orta.

Da Crea a Vercelli
Fino all’attraversamento del Po, il paesaggio ondulato del Monferrato casalese domina la scena, con dislivelli contenuti ma con incredibili variazioni di colore da zona a zona, da campo a campo e da stagione a stagione. Da Trino il percorso diventa interamente pianeggiante e si dirige verso Nord, attraversando i campi coltivati a riso, con belle viste sulle Alpi e arrivando a Vercelli.
Città molto importante nel Medioevo, Vercelli propone valenze storiche e artistiche degne di centri abitati di dimensioni molto più grandi: la Cattedrale di Sant’Eusebio, con annesso Museo del Tesoro del Duomo nel Palazzo Arcivescovile, il Museo Borgogna e la Basilica di Sant’Andrea, uno dei primi e più importanti esempi di architettura gotica in Italia. Da 800 anni questo complesso stupisce gli occhi di tutti i pellegrini che percorrono la Via Francigena. Ma tanti altri luoghi interessanti meritano una visita, dai numerosi palazzi nobiliari al Museo Leone, dalla chiesa di San Cristoforo a Piazza Cavour.

Da Vercelli a Novara
La via più breve tra le due città, che in origine era anche quella storica, è ora occupata da strade importanti, come la Padana Superiore, dalla ferrovia e da svincoli autostradali. Il percorso a piedi deve quindi ingegnarsi per trovare un passaggio sicuro e non affollato, con qualche giro vizioso. Questo ci permette di scoprire un mondo, quello agricolo, che normalmente non viene preso in considerazione come componente del paesaggio, ma che visto da vicino può diventare uno spettacolo affascinante.
La pianura piemontese coltivata a riso offre in ogni stagione emozioni diverse. Il silenzio dell’inverno, con le nebbie e le gelate, ci riporta al letargo della natura. In primavera è il riflesso delle cascine e delle montagne nelle risaie allagate ad affascinarci, ma presto quel mare a quadretti prenderà altre forme e colori, dal verde brillante del riso appena nato fino a diventare a inizio autunno un oceano giallo, profumato di paglia e di graminacee.

Novara
Secondo alcune fonti la primitiva chiesa cattedrale di Santa Maria Assunta di Novara fu eretta da San Gaudenzio tra il 350 e il 400. La primitiva basilica venne sostituita da edifici romanici tra l’XI e XII secolo. Papa Innocenzo II consacrò il nuovo edificio il 17 aprile 1132. Alessandro Antonelli progettò nel 1854 il nuovo edificio della cattedrale. Nel 1857 venne demolito il quadriportico ed in seguito ricostruito in forme neoclassiche, mentre a partire nel 1865 vennero demolite le navate e la cupola della cattedrale romanica.
La Basilica di san Gaudenzio, Patrono di Novara, fu costruita su progetto di Pellegrino Pellegrini e fu completata nel 1590. A fine Settecento fu innalzato il campanile, mentre la cupola fu costruita su progetto di Alessandro Antonelli a partire dal 1844 fino al 1862. La statua del Salvatore, di Pietro Zucchi, fu sistemata alla sommità nel 1878, a 126 metri dal suolo.

Da Novara a Orta
A Novara ritroviamo l’antica Via Francisca Novarese, già percorsa all’inizio del Devoto Cammino, da Domodossola a Pella. Per circa 50 chilometri l’itinerario attraversa verso Nord la pianura novarese, incontrando una dozzina di comuni, tra i quali Borgomanero, seconda città della provincia.
Merita la sosta, a Momo, la Chiesa della Santissima Trinità risalente all’XI secolo. A quel tempo l’edificio religioso costituiva una semplice cappella per la sosta dei viandanti. Risalgono a quel periodo l’abside romanica ed il basamento della torre campanaria. Oltre ad alcuni affreschi all’esterno, all’interno è visibile uno straordinario ciclo pittorico realizzato tra la fine del XV secolo e l’inizio di quello successivo.
Avvicinandosi al Lago d’Orta il percorso diventa più impegnativo ma regala un emozionante incontro con la bellezza del paesaggio lacustre.

Orta San Giulio
L’invidiabile posizione sul lago, la vicinissima isola di San Giulio, il Sacro Monte, la presenza di ville e giardini e di una buona qualità alberghiera di tradizione fanno di Orta San Giulio una delle perle del turismo italiano. Non a caso si fregia del titolo di “borgo tra i più belli d’Italia” e del riconoscimento della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano. In piazza Motta, affacciata sul lago, si ammira il Palazzo della Comunità o Broletto, di fronte al quale parte la Salita della Motta che porta alla bella parrocchiale dell’Assunta, costruita nel 1485 e ricostruita nel XVIII secolo.
Continuando nella salita si arriva al Sacro Monte, costruito a partire dal XVII secolo e dedicato alla vita di San Francesco.

Il Sacro Monte di Orta
Inizialmente il progetto prevedeva la costruzione di 36 cappelle ma durante un secolo di lavori ne furono poi costruite solo 20, disposte lungo un itinerario a spirale completamente immerso in un parco-giardino, a sua volta inserito nel magnifico paesaggio lacustre circostante.
In tutti i Sacri Monti il rapporto fra le architetture e l’ambiente è importante ma a Orta raggiunge dei livelli di particolare rilevanza. Qui le ispirazioni francescane improntate alla semplicità della natura disegnano anche la fisionomia del parco dove sono immerse le cappelle e i loro scenografici contenuti.
Le venti cappelle contengono quasi 400 statue in terracotta dipinta e a grandezza naturale e circa 900 affreschi che raccontano con un realismo spettacolare la vita di San Francesco, intesa come similitudine della vita di Cristo.

Nella prossima puntata:
La sesta macro-tappa del Devoto Cammino, dal Sacro Monte di Orta (NO) al Sacro Monte di Ghiffa (VB), si sviluppa per 78 km, divisibili in 3 tappe: Arona, Stresa, Ghiffa (Verbania) Da qui è possibile continuare fino alla Madonna del Sasso di Orselina (Locarno (Canton Ticino) camminando per 42 km, con tappa a Cannobio.
Il volume “Il Devoto Cammino dei Sacri Monti”, di Franco Grosso e Renata Lodari, ediz. National Geographic/Libreria Geografica si può trovare nelle librerie, o potete richiederlo a francogrosso.studio@gmail.com

Gerard Chretien, il primo pellegrino commenta
Per un escursionista, San Francesco d’Assisi è il venerabile Santo, un vero ecologo. Accompagna tutti gli amanti di Madre Natura e questo Sacro Monte a lui dedicato mi ricorda il mio pellegrinaggio ad Assisi, in particolare dalla seconda cappella, e ritrovo ciò che avevo sentito nel convento di San Damiano.
L’elemento fondamentale dei miei viaggi è la scoperta. Di nuovi paesaggi: natura, architettura ma anche cultura dei vigneti, tradizioni, lingue, tutto mi incuriosisce e mi stupisce! In Spagna mangiai per la prima volta nella mia vita un’arancia raccolta sull’albero, e conobbi questo piacere anche con mele, pere, ciliegie, prugne… In Italia ho visto campi di pomodori, boschi di nocciole, uliveti, a Pavia ho bevuto in una sorgente d’acqua che odorava di tiglio. Ho scoperto che si coltivano albicocche e fragole deliziose nel Vallese svizzero. Ho assaggiato oli italiani dei quali non immaginato la finezza e la diversità del gusto.

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