Devoto Cammino dei Sacri Monti. In pellegrinaggio, tra Piemonte e Lombardia

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1387 chilometri a piedi in 57 giorni, con una media di quasi 25 km al giorno. E’ questo, in numeri, la sintesi dello straordinario viaggio di Gérard Chrétien, concluso lunedì 17 giugno al Sacro Monte di Ossuccio, sul Lago di Como. Avevo scritto di lui qualche settimana fa, quando stava per arrivare al Santuario di Oropa. Era partito da Reims, la sua città, il lunedì di Pasqua 22 aprile, percorrendo 800 chilometri di Via Francigena, tra Francia e Svizzera, e poi altri 700 toccando tutti i Sacri Monti piemontesi e lombardi. Arrivato in Vallese giovedì 16 maggio, non aveva potuto passare per il colle del Gran San Bernardo, ancora chiuso per neve. Risalendo la vallata del Rodano era giunto al Sempione e a Domodossola la settimana successiva.

Col naso in tasca
Da allora, e per una decina di giorni, ho avuto la fortuna di poter camminare con lui per lunghi tratti del percorso, condividendone gli incontri, le emozioni e i paesaggi. Conosco la lingua francese quanto lui comprende e parla l’italiano, cioè poco o niente, ma le parole tra di noi non sono mai mancate, come non sono mai mancati i silenzi, talvolta ancora più espressivi. Come gli sguardi che ci scambiavamo davanti alla bellezza delle scene nelle cappelle di alcuni complessi devozionali, ma anche di fronte al degrado di altri siti, non solo religiosi.
La simpatia del nostro pellegrino faceva il resto e laddove c’erano delle incomprensioni bastava che Gérard estraesse dalla tasca un naso rosso di plastica, e tutto si risolveva con un sorriso. L’andare a piedi permette davvero, come dice Reinhold Messner, “di capire il mondo e di capire se stessi” e non c’è modo migliore di conoscere gli ambienti e le culture, che abbiamo sempre davanti agli occhi, ma che l’ansia del giorno d’oggi non ci dà più il tempo di apprezzare come meriterebbero.

Oropa diversa
Il passaggio nel Biellese del Devoto Cammino dei Sacri Monti è iniziato venerdì 7 giugno percorrendo, da Ivrea al Santuario di Graglia, il Cammino di San Carlo in senso inverso al percorso tradizionale che affluisce alla Via Francigena. Andando verso Oropa, Gérard ha visitato il borgo alpino di Bagneri, accolto da Gilberto Ricolfi, e ha proseguito sul Tracciolino verso il santuario mariano. Dopo un primo passaggio in Basilica Antica e nelle gallerie, ha raggiunto le cappelle del Sacro Monte. Mentre a tavola apprezzava convintamente la polenta concia, per contro mi ha evidenziato come il percorso devozionale dedicato alla Madonna gli fosse sembrato quasi estraneo al complesso monumentale e in parte trascurato.
Mi è parso opportuno evidenziare a mia volta che proprio nella stessa mattinata avevo partecipato a Biella ad un convegno organizzato dall’Ente dei Sacri Monti, dove veniva proposto un intervento a favore di questa parte del Santuario.

Nelle gallerie di Oropa.

“Bonjour Madame…”
Da Oropa al Santuario della Brughiera il percorso segue uno dei classici cammini di pellegrinaggio che partono dal Biellese orientale. Era domenica 9 giugno ed è stato facile trovare gli amici Fabrizio, Simone, Marinella e Mikelle che con me hanno accompagnato Gérard da Sagliano a Pettinengo per la manifestazione “(T)essere insieme” e poi a Mosso, dove ho avuto il piacere di ospitarlo.
La giornata successiva ha visto il passaggio dalla Brughiera e dalle fioriture dell’Oasi Zegna. La meraviglia di Gérard davanti ai colori e alle opere d’arte nella conca dei rododendri è stata tanta, ma altrettanta è stata la sua partecipata attenzione al racconto delle sirene delle fabbriche che non fischiano più a Coggiola. Stavamo percorrendo la Strada dell’Oro, l’antica via operaia che scende da Castagnea verso la valle del Sessera e la vista degli stabilimenti inoperosi gli pesava nell’animo.
In compenso era divertente vedere lo stupore della gente che incontravamo nei paesi, in evidente difficoltà a rispondere al saluto in francese di quest’uomo dal passo svelto e dal pesante zaino.

A Trivero al Centro Zegna.

“Non a piedi, spero…”
Gérard non ha fatto tempo a raccontarmi di Guardabosone e dei suoi musei che il giorno dopo si è trovato nella meraviglia del Sacro Monte di Varallo. “Il mio vocabolario non ha parole per ringraziarvi e per esprimere lo stupore e l’emozione che ho provato ad entrare nella Cappella della Crocifissione…” ha scritto a Elena Defilippis e a Stefano Aietti che lo hanno accolto. E altrettanto sincero è stato il ringraziamento ad Alessandro Dealberto, che ha fatto in modo che il Comune di Varallo lo ospitasse per la notte all’albergo Italia.
Mercoledì 12 giugno c’ero anch’io sul Lago d’Orta per la visita all’Isola di San Giulio, con la impagabile e simpatica guida del sindaco Angeleri. Nei pochi metri quadrati dello splendido borgo abbiamo incontrato e salutato turisti in una mezza dozzina di lingue diverse.
Venerdì 14 Gèrard Chrétien ha raggiunto il settimo e ultimo dei Sacri Monti piemontesi, a Ghiffa sopra Verbania, accolto da Renata Lodari, presidente dell’Ente che li governa e da don Angelo Nigro. In quell’occasione ha ricevuto l’invito a tornare in autunno per un importante convegno sul pellegrinaggio e per la presentazione del libro sul Devoto Cammino che conterrà anche la sua esperienza. Ha accettato con una richiesta: “Non a piedi, spero…?”.

A Pella sul lago d’Orta.

Le Greenway sui laghi
Gli ultimi tre giorni in terra lombarda sono stati una bella e degna conclusione del Devoto Cammino. Passato in battello da Verbania a Laveno, Gérard ha camminato su di una piacevole pista ciclo-pedonale verso Cittiglio e Gemonio. Poi ha attraversato il Parco del Campo dei Fiori su di un fresco sentiero tra i boschi che lo ha portato a Velate, già in vista del Sacro Monte di Varese, raggiunto attraverso la monumentale Via delle Cappelle. Ad accompagnarlo c’erano Mario Zeni e Ferruccio Maruca, quest’ultimo dirigente di Regione Lombardia e promotore della Via Francisca del Lucomagno. Nel Santuario, accolto dall’Arciprete don Sergio Ghisoni, ha visitato la chiesa, la cripta e i Musei Baroffio e Pogliaghi.
Domenica 16 e lunedì 17 giugno non potevo mancare per le tappe finali verso Ossuccio e il suo Sacro Monte, proprio dove il Lago di Como “volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti…”.

Sul lago di Como.

Nel nome della fede
Ad accoglierci a Como vi erano, oltre ad alcuni amministratori locali, la presidente della Rete dei Cammini Ambra Garancini e l’architetto Giorgio Costanzo, che ci hanno guidato sull’ultima parte del cammino lungo la Via Regina, verso Cernobbio, Laglio e Sala Comacina.
Lo spettacolare paesaggio lacustre ha accompagnato i nostri passi lungo vie verdi profumate al gelsomino, tra parchi, ville dei divi e villaggi sospesi a filo d’acqua.
Il timbro sulla credenziale, fatto da don Sergio Tettamanti rettore del Santuario della Madonna del Soccorso, ha suggellato l’esperienza di Gérard Chrétien. Sul registro delle visite ha scritto “Ho visitato con vero piacere ciascuno dei nove Sacri Monti, per sentire la forza spirituale di questi luoghi costruiti dagli uomini, in nome e testimonianza della loro fede. Ho ricevuto accoglienze benevoli e gentili, parole forse desuete ma piene di significato per il pellegrino. Grazie”.

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