Dove l’unione fa la forza. Insieme, all’alba del nuovo anno

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Sono le 8 in punto del 6 gennaio. Dalla finestra vedo la mia prima alba del 2019, nei giorni scorsi il sole si era alzato prima di me. Ma oggi ho fretta di vedere cosa c’è nella calza, da un bel po’ mi stavo rigirando tra le coperte pensando alla solita pagina bianca da riempire, quella che ora state leggendo. La Befana mi ha portato una gran quantità di roba, tutta insieme. Ecco, insieme è la parola giusta. La metto nel titolo, insieme all’alba.

Valdilana
Il primo insieme che trovo nella calza lo vedo anche dalla mia finestra ed è un Comune nuovo di zecca: Valdilana. C’è già una bella luce in alto, sul Rubello, la Panoramica e l’Oasi Zegna. A 500 metri da casa mia c’è borgata Sella di Mosso, tanta storia è nata qui. Poco più in là vedo le case di Fila e la chiesa di Botto di Trivero. A destra c’è la fabbrica dei Reda, le case di borgata Cerruti e il campanile pendente di Crocemosso. Appena sotto la frazione Rivetti. Fateci caso, non ho parlato di persone o di famiglie, ma di luoghi. Tutti di Valdilana, nel raggio di un breve sguardo mattutino. Se la storia, la cultura e il saper fare di questa gente valgono ancora qualcosa, allora non c’è nome più giusto per questa nostra valle. E chi afferma il contrario è un ignorante, nel senso più nobile del termine.

Dalla cultura di fabbrica alla fabbrica di cultura
Questo può fare Valdilana: trasformare il saper fare in saper essere e comunicarlo. Essere nuovamente quelli che, prima di altri, hanno filato e tessuto la lana creando un’economia secolare, e che ora sono chiamati a passare dalla cultura della fabbrica alla fabbrica della cultura. E’ proprio questa l’indicazione strategica data dalla Regione Piemonte alla Provincia di Biella, come risultato degli Stati Generali del Turismo che si sono tenuti l’anno scorso.
Un primo esempio positivo l’abbiamo in casa. E’ Casa Zegna. Nello stesso edificio dove vent’anni fa si trovavano uffici e laboratori del lanificio ora si produce cultura, con ricerca, mostre e iniziative che spaziano dall’ambito sportivo a quello sociale.

Una galleria d’arte che non ti aspetti
A Valdilana si sta consolidando anche una forte predisposizione ad accogliere nuove espressioni legate all’arte. Dalle grandi opere di “Attraverso i Muri” avviate grazie alla Fondazione Pistoletto alle istallazioni “all’Aperto” ancora legate a Zegna, è già possibile dalle mie parti compiere un tour artistico di estrema soddisfazione, in particolare per chi non se lo aspetta. Alle banderuole di Daniel Buren sulla fabbrica di Trivero e alle spettacolari trasparenze di Dan Graham nella conca dei rododendri, si stanno aggiungendo i nuovi murales a Valle Mosso e i colori di Ugo Nespolo che andranno a caratterizzare il “paese su misura” di Mosso. In questa ottica trovo un altro “insieme” nella mia calza del 2019: è la candidatura di Biella a “creative city” come distretto simbolo per l’eccellenza tessile, riconosciuto dall’Unesco, al pari di Alba per il cibo e di Torino per il design. L’iniziativa è partita (insieme) dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, dalla città di Biella e dall’Unione Industriale Biellese.

Un ottimo Natale
Oggi l’offerta turistica e culturale che il Biellese può offrire al mondo può esaudire molto più facilmente il desiderio di personalizzazione e di autenticità che caratterizza il turista contemporaneo, desiderio che i classici prodotti piemontesi – come la montagna e il lago – non sono più in grado di soddisfare da soli.
E’ necessario quindi che si uniscano le offerte, sia per stagionalità che per tipologia di prodotto, allo scopo di aumentare il valore turistico dei territori, anche per brevi periodi. Un ottimo risultato l’abbiamo appena ottenuto mettendo in rete il Presepe Gigante di Marchetto a Mosso con i Presepi nel Bosco di Callabiana e con il Borgo di Babbo Natale al Ricetto di Candelo. Sono stati migliaia i visitatori, provenienti anche da fuori Regione e molti con i bus turistici, che hanno visitato nella stessa giornata queste manifestazioni. E pensare che è venuta meno, per mancanza di neve, la sinergia con l’offerta invernale dell’Oasi Zegna e di Oropa, inizialmente prevista.

Cammini piemontesi
Ora si spera che per il prossimo inverno questa rete di azioni comuni sia favorita e coordinata dalla Provincia di Biella, che potrebbe riprendersi quelle funzioni promozionali che le ATL non sono più in grado di garantire. Lo ha fatto, ad esempio, la Città Metropolitana di Torino con l’iniziativa “Presepinsieme” dedicata alle manifestazioni natalizie del Canavese. Un altro ambito dove si sta già lavorando per attivare una regia regionale è quello dei cammini storico-devozionali, settore in grande crescita che quest’anno potrà avvalersi anche della sinergia con l’Anno del Turismo Lento, dichiarato per il 2019 dal Ministero per i Beni e le attività culturali.
A fine marzo uscirà l’Atlante dei Cammini Piemontesi, a conclusione di una indagine che ho realizzato nello scorso anno per conto dell’Assessorato al Turismo di Regione Piemonte. Sarà una pubblicazione importante, disponibile in libreria e anche allegata al giornale “La Stampa”.

Alto Piemonte
Tornando alle sinergie operative, nella mia calza di oggi ho trovato anche la prevista fusione delle ATL di Biella e di Vercelli. Si tratta per la verità di un necessario rispetto del Decreto Madia, ma in questo caso l’unione potrebbe davvero fare la differenza. I numeri degli arrivi turistici a Biella e Vercelli sono sostanzialmente gli stessi da dieci anni. Nel resto del Piemonte, dove si è fatto rete, l’aumento è di quasi il 50%. Biella, da sola, non ha mai avuto la possibilità di farsi vedere ed apprezzare nei circuiti turistici che contano e l’operazione BI-VC deve essere un primo passo verso fusioni ancora più ampie e necessarie. Il documento di indirizzo degli Stati Generali del turismo piemontese aggrega già anche Novara, ma il logico punto di arrivo è la Destinazione Alto Piemonte con l’integrazione di Verbania. Per contrastare efficacemente i laghi lombardi e aumentare i giorni di presenza, il turismo sul Lago Maggiore e su quello d’Orta ha necessità di un retroterra che comprenda il Monte Rosa – non dimezzato tra Valsesia e Ossola – i Sacri Monti, le buone terre del vino e del riso e le altre eccellenze produttive, come i migliori tessuti del mondo. Alto Piemonte non è solo una denominazione geografica, ma è una forte indicazione di qualità, che può diventare un brand di territorio come Alto Adige/Sud Tirol o come lo sono già i suoi vini. Invito gli amici e gli addetti ai lavori a visitare il sito www.visitaltopiemonte.com. E’ il nuovo portale gestito dal consorzio Alto Piemonte Turismo. Comincia ad essere funzionale e a produrre risultati di visibilità, un ottimo esempio di come si deve lavorare in questo campo. Insieme.

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