Emergenza Coronavirus. Stare in attesa o progettare il futuro?

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L’altro giorno sono andato in banca, non vi dico quale, e ho fatto un deposito importante sul mio conto corrente. L’offerta era allettante, con interessi a due cifre, spero che l’investimento renda davvero così. Anche una persona che conosco è andata nella stessa banca, ma per prelevare dal suo conto, che so essere in rosso. Potrà usare quei valori subito, spero per fare qualcosa di utile per lui, ma purtroppo in seguito dovrà pagare degli interessi alti, anche questi in doppia cifra. Il problema è che gran parte dei suoi interessi li dovrò pagare anch’io e come me tanta altra gente.

Quanto vale?
Il quartier generale di questa banca non è su questa terra, potrebbe essere in un paradiso, ma non fiscale, credo. Questo è un grande vantaggio, non ci sono manipolazioni, non ci sono gli hacker, non ci sono prelievi forzosi, insomma è un conto corrente giusto, onesto, impeccabile. Come funziona? Si parla di una contabilità allargata, che considera i nostri comportamenti e il nostro pensiero, ad esempio ciò che noi doniamo alle altre persone. C’è però un però – lo dico sottovoce guardandomi attorno – è tutta una economia sommersa, non paga tasse, non è quotata e quindi non corre rischi, ma si dice che sia la più grande economia del mondo.
Ecco, l’avrete già capito, io sono un correntista della Banca dell’Universo. Quanto vale questa economia? Quanto vale l’attenzione e l’amore di una madre per un figlio e per un’infinità di anni, quanto la fedeltà nei rapporti di lavoro? Quanto vale il senso della Bellezza e il rispetto della Natura? Se dovessimo monetizzare tutto questo, a che cifre arriveremo?
In realtà siamo portati a non apprezzare ciò che non ha un prezzo. Però le cose di vero valore non hanno un prezzo. Che valore ha l’amicizia, la fiducia, l’amore, il coraggio, l’etica?

Che mondo sarà?
Ora, cari lettori, vi chiederete: ma il Grosso, dovendo stare dentro casa, è andato fuori di testa? Può darsi, ma più di così… In realtà, i decreti ministeriali che ci invitavano a tenere la distanza sociale non hanno fatto altro che ridurre la distanza verticale, avvicinando la mente al cuore e questo ci ha permesso – spero anche per voi – di essere più in sintonia con noi stessi, più coerenti con i nostri veri valori, che la frenesia del mondo lasciato fuori ci aveva fatto dimenticare.
Ora che abbiamo cominciato a uscire, peraltro guardandoci attorno come fossimo tutti untori, abbiamo cominciato a renderci conto che il mondo ritrovato è un altro. Non ho ancora capito se migliore o peggiore, sarà da vedere.
Di una cosa però sono sicuro. Mentre il mondo fuori sembrava fermo, dentro la mente, più vicina al cuore, lavorava di più. Per chi è rimasto dentro a poltrire sul divano, il mondo fuori sarà peggiore. Per chi ha lavorato bene, il mondo fuori sarà migliore.

La mente è come un orto
Il cervello è una massa che pesa meno di un chilo ma in grado di elaborare milioni di dati in un nano secondo, una potenza impressionante che progetta cose straordinarie. E funziona come un orto. Mia moglie – è lei che ha il pollice verde in famiglia – ha appena piantato pomodori e fagiolini, e trapiantato insalate e cipolle. Il mio pollice è invece blu scuro a causa di una martellata piantando un supporto per l’antigrandine.
L’orto non sceglie cosa produrre ma moltiplica i semi che riceve, il cervello non decide cosa produrre ma elabora in funzione degli input che riceve.
Se noi abbiamo un obiettivo, uno scopo, una destinazione da raggiungere, andremo a cercare le sementi necessarie per poterla raggiungere. I giornali, i documenti, libri, i video, sono gli input che il cervello elabora per ottenere risultati straordinari.
Se invece non abbiamo obiettivi e restiamo sul divano, il terreno rimane incolto. In realtà nessun terreno è incolto, il vento porta i semi e su tutti i terreni può crescere qualcosa, come nel nostro cervello.
Solo che, se sono io a cercare le sementi migliori, il mio prodotto sarà migliore. Mentre quello che arriva dal vento sarà erbaccia gramigna e varrà poco o niente.
Ecco perché sfruttare questo tempo sospeso per progettare il futuro è la scelta vincente.

Il valore del verbo
Sapete che differenza c’è tra guardare e vedere? Il guardare è un atto verso l’esterno, il vedere viaggia al contrario, verso di noi. Posso guardare il cielo e l’azione finisce lì. Ma se vedo un aereo mi chiedo sempre dov’è diretto, e quel vedere mi rimane dentro in cerca di una risposta.
Guardare con gli occhi una situazione preoccupante come quella che stiamo vivendo, mi aiuta a immaginare con la mente come migliorarla, a vedere la realtà in modo positivo.
Invece di fermarsi a piangere guardando al passato, a cercare colpevoli e complotti, proviamo ad attivare un pensiero per il futuro. Prima lo facciamo, meglio è.
Abbiamo ricevuto un messaggio forte dalla natura. E’ vero, sta riducendo il PIL ma ha migliorato la qualità dell’aria e in definitiva anche la qualità della vita, se non la nostra quella dei nostri figli.
E se quello che stiamo vivendo fosse un effetto del conto corrente dell’universo? Troppa gente che è andata a prelevare, depredando le risorse della natura e molti meno a versare, ad esempio, ore di buoni propositi e di volontariato?

Dicono…
Come funziona questo conto? E’ a reciprocità indiretta, vuol dire che non dò a una persona ma all’universo e quindi non posso aspettarmi un ritorno diretto, ma mi arriverà in altro modo, non so come, non so quando. Dicono che contabilizzi i gesti, i pensieri, gli atteggiamenti anche più piccoli.
Se raccolgo un pezzo di carta buttato a terra non faccio un favore a chi lo ha buttato, non se lo meriterebbe neanche, ma faccio un buon gesto nei confronti della natura e il ragioniere dell’universo contabilizza. Poi succede che arrivano delle cose piacevoli, dei vantaggi imprevisti, e diamo il merito alla fortuna. E se non fosse la fortuna, se fosse il conto corrente dell’universo che distribuisce gli utili? Se così fosse sarebbe una gran bella cosa.
Ma chi è il gestore di questo conto? Se fosse l’uomo? Non credo, dovremmo essere molto più premurosi nei confronti dei nostri simili. E se invece fosse la natura o il creato o altra entità superiore? Eh, beh, allora essere in credito con il conto corrente dell’universo sarebbe molto, molto più importante.
Sarà solo una metafora, però…

Quanto avete letto non è farina del mio sacco, anzi in questa pagina mi ritrovo di più nei panni di un bravo mugnaio, che sa scegliere il grano da usare. Sono pagine, riflessioni, discorsi fatti con alcuni amici – che ringrazio – tra l’altro tutti incontrati negli anni lungo i miei cammini. Vi parlo di Ippolito Ostellino, dottore forestale e direttore di parchi nel Torinese, di Max Biglia, monferrino che si firma presidente della Confraternita degli Stolti, e soprattutto di Eusebio Gualino, manager e amministratore delegato di una importante azienda valsesiana. Se andate a cercarli sui social potrete ritrovare questo e altro.

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