La primavera è ufficialmente iniziata ma non ce ne siamo ancora accorti. Quando, qualche settimana fa, ho pensato di dedicare la pagina di oggi ai picnic di Pasquetta, m’immaginavo prati fioriti, tovaglie sull’erba, formiche all’assalto e odore di crema solare. Per la verità, il meteo di questo Lunedì dell’Angelo sembra tendente al bello, ma di sicuro non è altrettanto favorevole la tendenza del nostro spirito. Siamo sicuramente in ritardo con la stagione e non è ancora apparso il Frate sulla Muanda, quella strana figura disegnata dall’erba nei pascoli alti di Pollone, allo sciogliersi della neve. In compenso, e per la prima volta dopo anni, a Bielmonte si potrà sciare anche a Pasqua.

Il canyon sul Cervo.

A Castelletto Cervo

Spulciando tra gli appuntamenti biellesi in programma a Pasquetta, ne ho trovato alcuni decisamente interessanti. Comincio con Castelletto Cervo, paese che mi sta oltremodo simpatico dopo che è diventato un posto tappa del Cammino Eusebiano, l’itinerario che da Vercelli porta a Oropa. Non a caso, chi vorrà approfittare del pranzo di Pasquetta proposto al Monastero Cluniacense potrà assaggiare il “Pulmetun”, ovvero la zuppa del pellegrino. Ma anche frittate alle erbe di primavera, formaggi e salumi locali, con un menu completo a 10 euro. Dopo pranzo continueranno le visite guidate al Monastero, monumento unico per la sua storia più che millenaria e alle 14,30 partirà una passeggiata ecologica alla scoperta dei fiori, delle erbe e del paesaggio del luogo. Ai bambini è dedicato un pomeriggio a sorpresa in compagnia di trucca-bimbi e di bravissimi amatori. La merenda, con tisane, infusi e dolci chiuderà la manifestazione.

L’area picnic a Marchetto.
Il parco giochi a Marchetto.

A Trivero e a Mosso

Alla Brughiera di Trivero, nella mattinata di Pasquetta si svolgerà una originale caccia al tesoro denominata “Tombola nel bosco”. I giovanissimi esploratori si cimenteranno in una avventurosa ricerca, con la quale potranno imparare a osservare la natura, a riconoscere gli alberi e le diverse specie vegetali che si trovano nei boschi dell’Oasi Zegna. Come in ogni tombola che si rispetti, i bambini dovranno completare una cartella, con ambi, terne e quaterne. In premio ci sono omaggi e sorprese per tutti. Dalla Brughiera di Trivero una comoda passeggiata di mezz’ora porta all’area attrezzata per picnic e al parco giochi di borgata Marchetto di Mosso.

La Trappa.

A Bagneri e alla Trappa

Dal Biellese orientale saltiamo dall’altra parte della provincia, per raccontarvi due belle iniziative nell’alta valle dell’Elvo. Li potete mettere insieme in una sola escursione, utilizzando per spostarvi il Tracciolino che collega Oropa con Graglia. Lunedì 2 aprile ripartono le attività alla Trappa di Sordevolo con un pranzo con specialità locali, per il quale è raccomandata la prenotazione. A parte il pranzo, può essere una buona occasione per visitare, a ingresso libero, questo grande complesso di fine Settecento. E’ un particolarissimo esempio di costruzione che lega i canoni architettonici del monastero, con le piccole celle che hanno ospitato i trappisti, alla tipologia costruttiva utilizzata nel secolo successivo per i primi opifici industriali. Dall’altra parte della valle si trova il villaggio alpino di Bagneri, che per Pasquetta fa una proposta particolarmente rivolta alle famiglie. Si inizia al mattino alle ore 11 con la Santa Messa, seguita dall’aperitivo e dal picnic preparato dagli Amici di Bagneri con le gustose proposte della tradizione primaverile. Al pomeriggio si potrà visitare l’Ecomuseo della Civiltà Montanara, la Madonna del Piumin e le altre sculture del Sandrun.

Santo Stefano di Sessano.

Sulla Serra morenica

Sicuramente la parte più occidentale del Biellese offre quest’anno molte belle occasioni per un rilassante picnic di Pasquetta. Siamo ad una altitudine limitata e un paio di gradi di temperatura in più ci faranno piacere. Saranno sicuramente affollate le aree attrezzate nel parco della Bessa, quella di Vermogno vicina al centro visite, alla partenza della passeggiata attrezzata tra i cumuli, e quella alla Fontana del Buchin, all’altezza del bivio per Magnano. Uno dei posti più belli della Serra che io conosca è l’area intorno alla chiesetta di Santo Stefano di Sessano, a Chiaverano. L’edificio religioso sorge isolato al culmine di una collinetta modellata dal ghiacciaio balteo e ha attorno grandi rocce levigate e piccole radure verdi coltivate con erbe officinali. Ci sono per la verità pochi tavoli che di solito, se la giornata è bella, vengono occupati di primo mattino. Ma le pietre lisce, seppur poco morbide, si prestano benissimo alla bisogna. Immancabile è il profumo di rosmarino che nasce sul posto e sempre sul posto muore, sulle numerose grigliate.

L’Alpe Sacchi.

Alla scoperta del supervulcano

Non è ancora tempo per bagnarsi nelle acque dell’alta valle del torrente Cervo, ma il periodo è giusto per raggiungere uno dei luoghi più affascinanti del Biellese: il canyon scavato dallo stesso torrente poco a monte di Castelletto Cervo. L’azione erosiva dell’acqua è in grado di modificare ogni anno, seppur di poco, l’aspetto di queste sabbia compatte che compongono l’alveo, formando colorazioni con diverse sfumature di giallo ocra e alcuni strati di forte colorito rossastro. Un luogo che sembra di un altro continente. Non meno emozionanti, andando verso oriente, sono le rive del fiume Sesia, dove la curiosità di questi ultimi anni si chiama supervulcano. Circa 300 milioni di anni fa, quando sulla Terra esisteva un solo continente chiamato Pangea, un vulcano è esploso eruttando un’immensa quantità di materiale. Il successivo processo che ha formato le Alpi ha di fatto rivelato la presenza di quel vulcano, disperdendone i resti geologici lungo il fiume valsesiano e nei dintorni: un caso unico al mondo.

Sul lago d’Orta.

Sul lago d’Orta

Gli altri luoghi magici dei miei picnic di primavera si trovano sulla sponda occidentale del lago d’Orta. Il primo è un luogo impervio ma grandemente spettacolare nei pressi del paesino di Egro. Un sentierino permette di raggiungere una rupe a picco sulle acque, dove si trova una piccola croce di ferro. Il posto è scomodo e permette la sosta di poche persone ma la vista su tutto il lago ripaga ampiamente il disagio momentaneo. L’altro posto magico, stavolta di facile accesso e di comodo presidio, si trova vicinissimo al santuario della Madonna del Sasso di Boleto. E’ riconoscibile dalle dune di bianco sabbione calcareo, sulla strada da Boleto a Valpiana. Lasciata l’auto, si può salire in pochi minuti sulle dune stesse, raggiungendo un privilegiato punto panoramico sul lago, sull’isola di San Giulio e sui paesi dell’altra sponda, con i giardini che in questo periodo cominciamo a colorarsi.

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