Monferrato. Una partenza golosa per i cammini piemontesi

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Cosa ci azzecca il camminare con il mangiare e bere bene? Semplice, i golosi hanno bisogno di attività fisica per smaltire gli eccessi e i camminatori, dopo una bella passeggiata, apprezzano molto di più la buona tavola. E visto che credo di cavarmela bene in entrambi i ruoli, vi invito domenica prossima ad accompagnarmi in una passeggiata enogastronomica sulle colline del Monferrato, preceduta dalla presentazione del mio libro “Cammini storici del Piemonte”. L’evento fa parte del programma di Golosaria Monferrato 2019, già annunciato venerdì scorso su questo giornale da Arnaldo Cartotto, il mio dirimpettaio di pagina con la rubrica De gustibus, citandolo come esempio virtuoso (e goloso…) da prendere come modello e da proporre anche nel Biellese.

Golosaria
Questa grandiosa rassegna itinerante, distribuita tra le provincie di Alessandria e di Asti, coinvolge più di trenta luoghi – tra paesi, castelli e ville – e diverse centinaia di espositori, produttori, ristoratori, associazioni e pro loco. Per l’occasione, tra sabato 30 e domenica 31 marzo tutto il territorio monferrino sarà costellato da appuntamenti, feste, assaggi ed eventi culturali. Nella passata edizione sono passate oltre ventimila persone, che si sono distribuite tra le varie opportunità offerte, con brevi spostamenti in auto o a piedi. Il castello di Casale Monferrato (produttori, cucine di strada e birre artigianali) e il castello di Uviglie a Rosignano Monferrato (vino, champagne e bollicine), sono le due location principali ma troverete animazioni ovunque, da Albugnano a Castell’Alfero, a Castelnuovo Don Bosco, Moncalvo, Ozzano e in tanti altri paesi.

Si cammina nell’arte
A invitarmi a Golosaria è stato lo stesso ideatore della manifestazione, il giornalista Paolo Massobrio, che ha voluto la presentazione del mio nuovo libro alla partenza della passeggiata “A Fubine e dintorni si cammina nell’arte”. L’appuntamento è per le 10 di domenica alla splendida Tenuta Montemagno nei dintorni di Montemagno d’Asti. Dopo la presentazione del volume, alla presenza di Massobrio e di Antonella Parigi, assessore regionale alla Cultura e Turismo, si camminerà per poco più di un’ora verso Altavilla, dove sarà possibile degustare i prodotti (non solo alcoolici) della nota Distilleria Mazzetti d’Altavilla e visitare l’atelier dell’artista Aldo Mondino. Dopo un’altra buona ora di cammino sulle colline monferrine si arriverà a Fubine, con una visita all’Infernot della Volpe. Gli infernot sono delle cantinette ipogee, interamente scavate a mano nella particolare “pietra di cantone” tipica di questi luoghi. A Fubine ci saranno altre degustazioni di vini e prodotti tipici, l’apertura della mostra di Peter Nussbaum, la visita ad una mostra di abiti della collezione privata di Mila Schön e alle auto d’epoca del figlio Giorgio Schön, nella sua tenuta di Colle Manora.

Quell’impronta slow
La presentazione ufficiale del volume sui cammini storici piemontesi ci sarà tre giorni dopo a Torino, mercoledì 3 aprile, al Circolo dei Lettori. La pubblicazione è stata fortemente voluta dall’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte, con l’obiettivo di farne uno strumento di scoperta intelligente e sostenibile del territorio. Scrive l’assessore Parigi nella presentazione “Il 2019 è stato scelto, a livello nazionale, come anno del turismo lento: quale occasione migliore, quindi, per valorizzare i tanti cammini che costellano i territori e le valli del Piemonte? Un patrimonio spesso poco conosciuto, anche dagli stessi piemontesi, che questo volume ha il grande pregio di raccontare e valorizzare in modo approfondito. Sono convinta che il settore turistico regionale possa trovare qui un grande punto di forza, grazie a quell’autenticità e a quell’impronta “slow” tipica dei cammini. Questo ambito, come spesso succede in Piemonte quando si parla di turismo, non si limita agli aspetti paesaggistici o naturalistici, ma è profondamente legato alla cultura: non è un caso, infatti, che praticamente tutti i percorsi presenti siano legati all’UNESCO. Si tratta dei cammini che toccano i Sacri Monti, le Residenze Sabaude, le colline del Monferrato e delle Langhe”.

Vie storiche e di pellegrinaggio
La strategica posizione del Piemonte ha favorito la presenza di percorsi storici consolidati fin dal tempo dell’Impero Romano, in particolare nella parte Nord della Regione, più vicina ai più importanti passi alpini. Il più conosciuto dei cammini presenti nella guida è la Via Francigena del Gran San Bernardo, con un tratto piemontese di quattro tappe da Pont-Saint-Martin a Vercelli; mentre la Via Francigena del Moncenisio, passante per Susa e Torino, a Vercelli va a unirsi alla precedente per formarne una sola per Roma. Esiste una Via Francigena del Monginevro da Susa verso la Francia, che si preferisce segnalare in senso contrario come collegamento con i rami francesi del Cammino di Santiago. Scende invece dal passo del Sempione la Via Francisca Novarese, che raggiunge Novara e affluisce a Mortara alla Via Francigena.

La devozione
Altro elemento determinante, vero filo conduttore ai cammini piemontesi, è la straordinaria presenza di Sacri Monti, di complessi devozionali e di santuari. Il ritmo del cammino è ovunque scandito da queste strutture, in particolare nelle zone pedemontane; ma anche in pianura è proprio il campanile a fare da marcatore del territorio e a indicare la meta intermedia o finale. La linea dei Sacri Monti e dei Santuari dell’Alto Piemonte è quella che definisce il Cammino di San Carlo da Arona a Viverone, dove confluisce nella Via Francigena. Non mancano sui percorsi piemontesi altri luoghi importanti della religiosità, come le abbazie e i monasteri. E’ doveroso segnalare la Novalesa, la Sacra di San Michele, S. Antonio di Ranverso, Superga, Vezzolano, S. Andrea di Vercelli, Isola di San Giulio a Orta, Monte Mesma di Ameno, Monastero di Bose a Magnano.
Oltre a san Carlo, vengono elevati agli onori dei cammini piemontesi anche sant’Eusebio, primo vescovo del Piemonte e “testimonial” del Cammino Eusebiano che da Vercelli raggiunge Oropa e Crea, e San Bernardo di Aosta, onnipresente con gli ospizi nei passi alpini valdostani e del Sempione.

Tra Torino e Monferrato
Il territorio piemontese posto a sud del Po è un ambito di grande interesse paesaggistico per la presenza delle colline torinesi e del Monferrato. Non poteva quindi non essere attraversato da alcuni percorsi con le caratteristiche dei cammini e infatti troviamo una rete formata dal Cammino delle Colline del Po, originato dal percorso disegnato a inizio degli anni ’90 tra Superga e Crea e prolungato da Moncalieri (in pratica da Torino) a Casale Monferrato, e dal Cammino di Don Bosco che collega, con alcune varianti, i luoghi della nascita e dell’infanzia del santo piemontese con quelli che videro a Torino il compimento della sua opera sociale e spirituale.

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