Mosso-Valdilana. La magia e i volti del Presepe

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Cera una volta un bimbo…
È vero, quel bimbo c’è ancora e lo potete trovare nella prima scena del Presepe Gigante di Marchetto, allestito a Mosso S. Maria. La scena racconta di un bimbo che, cresciuto quel tanto che serviva per arrivare con gli occhi all’altezza del tavolo dove veniva allestito il presepe, s’immaginava di diventare piccolo come le statuine, per poter camminare nei sentierini di segatura verso la Capanna.

La storia racconta ancora che lo stesso bimbo, non avendo potuto esaudire il desiderio, da grande fece diventare alte come lui le statue del presepe. Grazie all’avverarsi di quel sogno, tutti hanno ora la possibilità di diventare personaggi del presepe. È questa la magia del Presepe Gigante, in particolare nelle ore serali, quando la penombra sembra dare vita alle figure a grandezza naturale.
L’altro aspetto che piace molto ai visitatori è il realismo delle scene, che si evidenzia nella riproposizione dei diversi mestieri e in particolare nelle espressioni dei volti. Anche per questo c’è una bella storia.
Quando negli anni ’80 iniziammo la tradizione del Presepe Gigante, fatte le strutture con lo scheletro di legno, imbottito poi di paglia per dare corpo, si pose il problema di recuperare i vestiti.
La raccolta venne fatta tra gli abitanti di Marchetto, che tirarono fuori i loro abiti smessi. Fatto sta che Angela Garbaccio Valina, incaricata di fare le teste in gesso – vista la sua attitudine e bravura al disegno e alla pittura – pensò di fare i volti a immagine e somiglianza di coloro che avevano dato quel vestito. Ne uscì un “doppio Marchetto” e alcune di quelle figure vengono ancora oggi riconosciute. Ricordo che una vicina di casa, alla quale era stato riservato questo trattamento, durante l’allestimento venne un giorno a suonarmi il campanello e mi disse “va a cangémi c’ulla testa c’an pias nen!”
Ad Angela si deve quest’anno il pannello di fondo della Natività, che riproduce un paesaggio palestinese. La stessa scena, ambientata quest’anno tra due colonne del vecchio asilo di Mosso, si rifà un poco ad una Natività del Beato Angelico. In questo modo si continua il filone artistico, iniziato un paio di anni fa con una splendida Madonna coricata, ripresa da un quadro di Giotto.
Le scene del Presepe vengono allestite sotto la regia di Luciana Furlan, attentissima ai dettagli e bravissima a valorizzare gli angoli del borgo storico di Mosso. Come se non bastasse, ogni anno completa la presentazione con “la filastrocca di nonna Luciana”, mettendo in rima le oltre venti scene…

Statuine e muschio da sistemare,
il Natale sta per arrivare.
Quanti pazienti da visitare…
oggi il Dott. Alfonso ha un bel da fare.

Le caldarroste sono una bontà,
le mangiano tutti a qualunque età.
I nonni nel cortile ritornano bambini
inventando tanti giochi per i loro nipotini.

Quattro chiacchiere in compagnia
e i pomeriggi volano via.
Un buon tè nel giardino,
per sapere come sta il buon Tonino.

Cunda e Marietta al mercatino dell’usato
cercano ciò che non hanno mai trovato.
Pinin fa la scelta degli stracci.
Qualche donna oggi andrà in cerca di canovacci?

Le pentole da riparare, i coltelli da affilare,
l’Eraldo e il Camillo hanno sempre da lavorare.
Suor Ottavia dei bimbi si prende cura,
insegnar loro le buone maniere è sua premura.

Teresina prepara il bagnetto
al calduccio del caminetto.
Ilio il calzolaio ha risolto un bel guaio,
la scarpa rovinata lui l’ha presto aggiustata.

Si gioca a carte nell’osteria,
tra bicchieri, vino e allegria!
Peru tutti i materassi ha riempito,
la lana nelle ceste ha finito.

Fuliggine dappertutto per Giuan lo Spazzacamino
che lavora sodo dalle prime luci del mattino.
La ninna nanna della mamma
fa fare al cuore una dolce nanna.

I vestiti della sarta Marinella, son sempre piaciuti
lei lavora abilmente tutti i tessuti!
Lena di tutti i colori ha i bottoni,
per camicie, gonne e pantaloni.

Le donne in coda alla fontana
devono riempire le brocche per tutta la settimana.
Dopo una lunga giornata a lavorare,
nella stalla ci si ritrova a raccontare.

I pastori verso la capanna sono in cammino,
per conoscere e adorare Gesù bambino.

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