Ospitalità Biellese. Come cambia il turismo, anche da noi

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Nel giugno del 2014 avevo intitolato in questo modo la mia pagina del venerdì e quello stesso articolo è il primo che trovate nel libro “Dietro l’angolo”. Allora scrivevo che “spesso si sente dire che l’economia biellese potrebbe rinascere grazie al turismo”. Era certamente un’illusione più che una speranza, ma intanto alcune cose stanno cambiando e sta succedendo qualcosa di positivo.

Ada, Gino, Pia, Nino.

Turisti digitali

Poco più di un mese fa ho partecipato a Biella ad un incontro sul tema dell’ospitalità fatta in casa, in inglese “home-sharing”, ovvero di chi mette a disposizione una parte dell’abitazione o un appartamento adiacente al turista che preferisce l’accoglienza famigliare a quella classica della struttura alberghiera. E’ questo il mondo dei bed & breakfast tradizionali e ora anche della piattaforma digitale Airbnb, il portale online che mette in contatto persone in cerca di camere con altre persone, in genere privati, che dispongono appunto di questi spazi extra. Airbnb nasce negli Stati Uniti nel 2008 grazie a tre geniali ragazzi americani, squattrinati e dai nomi impossibili: Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk. Per partecipare a una conferenza a San Francisco sul design industriale, i tre non trovano camere alla loro portata, vengono alloggiati da un collega che non conoscono e intuiscono in quel contesto la potenzialità di questo tipo di ospitalità.

Un fenomeno crescente

Alla serata di gennaio per parlare di home-sharing erano intervenuti l’assessore regionale al turismo Antonella Parigi, il direttore dell’ATL di Biella Stefano Mosca e altri esperti del settore. L’attenzione della Regione Piemonte verso queste formule di turismo innovativo è testimoniata dal protocollo d’intesa con Airbnb, considerato, come espresso dall’assessore “un alleato prezioso in quanto pone l’attenzione del turista verso piccole borgate e destinazioni minori difficilmente raggiungibili dalla promozione regionale”Proprio questa è la novità più interessante del crescente fenomeno dell’ospitalità famigliare: le offerte di camere e alloggi non si trovano nelle destinazioni turistiche più conosciute ma si distribuiscono su tutto il territorio. Il Biellese, come ha ben evidenziato Stefano Mosca nel suo intervento, dispone di 266 strutture ricettive per un totale di oltre 6500 posti letto tra alberghi, ostelli, campeggi, agriturismi, b&b, rifugi, affittacamere, ecc. La piattaforma Airbnb promuove nel Biellese circa mille posti letto, 600 dei quali già compresi nella ricettività tradizionale e altri 400 presenti solo sul loro portale.

Arcobaleno a Pettinengo.

In Valle Elvo

Per capire meglio l’evoluzione del fenomeno, sono andato a cercare e a visitare alcune strutture dell’home-sharing biellese. Non ho preso in considerazione gli alloggi a Biella e nei comuni della cintura, che sono comunque numerosi, e mi sono concentrato sulla zona collinare e premontana. E’ questa una fascia molto bella di territorio, che può giocarsi una buona fetta della domanda, in particolare per brevi vacanze di mezza stagione. La ricerca ha evidenziato come sia stata la Valle Elvo, sicuramente la più solare e attrattiva delle vallate biellesi, ad anticipare questa tendenza. Tra Pollone e Netro troviamo un bel numero di alloggi, a certificare come i nostri paesi siano molto adatti per questo tipo di accoglienza diffusa, già testimoniata dalla presenza degli appartamenti-vacanza dei Villaggi Valle Elvo tra Sordevolo, Muzzano e Graglia.

Verso Graglia.

Teatranti ed eremiti

In Valle Cervo ci sono più di trenta locazioni, più in bassa che in alta valle, che è già attrezzata con piccoli hotel, rifugi e con la disponibilità anche pellegrina dell’Ospizio di San Giovanni d’Andorno. Nella frazione saglianese di Oneglie un antico casale modernamente ristrutturato offre una panoramica e tranquilla accoglienza. Dalla parte opposta della valle, altrettanto immersa nel verde, si trova la frazione Falletti e la “residenza d’artista” di Manuela Tamietti con 14 posti letto e il di più di un teatrino dove tiene i suoi corsi di recitazione. Poco lontano, a San Giuseppe di Casto, il b&b Gli Eremiti offre agli ospiti un piccolo ma carinissimo appartamento per quattro persone, con l’aggiunta della gentilezza di Claudia, la proprietaria di casa. Ecco, la differenza di questa ospitalità rispetto a quella tradizionale è proprio il rapporto positivo che si instaura tra chi ci viene a soggiornare e chi ci vive, ed è questo il modo migliore per far conoscere il luogo che sta visitando.

Falletti di Sagliano.
San Giuseppe di Casto.

Ai piedi dell’Oasi Zegna

Per comprensibili motivi di appartenenza, ho voluto approfondire la ricerca nelle mie vallate del Biellese orientale. Qui esiste una destinazione turistica consolidata, l’Oasi Zegna, che ha nella zona della Panoramica Zegna e a Bielmonte in particolare il suo nucleo forte di ospitalità, con circa 150 posti letto. Mentre questi numeri sono sostanzialmente stabili da anni e il lavoro si è concentrato sul miglioramento della qualità dell’accoglienza, nella parte inferiore dell’Oasi Zegna, quella che va a sfumare nelle borgate del Triverese della Valle di Mosso, c’è stato un notevolissimo incremento delle strutture di ospitalità. Al punto che i posti letto disponibili sono di fatto altrettanti, cioè circa 150, tra b&b tradizionali, locazioni Airbnb, agriturismi, affittacamere, ostelli e case per ferie. Valga per tutti l’esempio del Santuario della Brughiera, con il Castagneto, ristorante e affittacamere, la Cascina il Faggio, il residence Casabrin, gli agriturismi il Pascolo e la Cascina del Prapien, il b&b la Stalla e l’ostello del Santuario. Vicinissimi alla Brughiera sono il b&b Ca di Trau di Grazia Giachino, ospitato in una nobile e antica casa nel centro storico di Mosso e la pensione residence Janua Coeli, prossima al Parco Avventura e al viadotto di Pistolesa dove si pratica il bungee jumping. A Veglio troviamo il b&b Cielo e Pane, che ti accoglie con le fiorite mascotte Ada, Gino, Pia, Nino, nomi che mettono tranquillità e lentezza, mentre alle Piane di Veglio, in magnifica posizione, vi aspetta la Locanda Baitanella.

Mosso.

Lungo il Cammino di San Carlo

Questo accogliente quadretto si completa a Camandona con lo storico b&b di Emanuela Prina Cerai e con l’ostello nell’ex Asilo Ferrua, mentre a Callabiana trovate un confortevole alloggio alla Locanda Erba Voglio, arricchita dal piccolo e grazioso centro benessere. Discorso a parte merita infine Pettinengo dove troviamo ben tre bed & breakfast: l’Uva Fragola di Alessia Costa, la Casa Clementina di Sissi Castellano e il Balcone del Biellese di Marisa Rapa. E’ notizia di questi giorni la prossima riapertura della caffetteria di Villa Piazzo, curata da Marisa Rapa con PaceFuturo, che insieme gestiranno anche la foresteria attigua. Pettinengo è anche punto tappa del Cammino di San Carlo, una sede tra le più gettonate per la sua posizione privilegiata e dove si collocano gran parte delle strutture che ho segnalato.

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