Presepi d’Italia e nel mondo. Il presepe, un segno mirabile della fede

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Pochi giorni fa è stato inaugurato a Mosso il Presepe Gigante di Marchetto, ora alla 32ª edizione. Due domeniche fa è toccato a papa Francesco ricordarci il valore di questa tradizione, cara al popolo cristiano, presentando a Greccio una Lettera Apostolica dall’evocativo titolo “Admirabile signum”. Immancabile quindi l’accostamento dei due eventi, il primo che nasce dalla buona volontà degli abitanti di una piccola frazione biellese e il secondo dalle parole scritte da questo straordinario pontefice. E proprio nella Lettera ci sono tutti gli elementi per questo collegamento ideale.

In ogni luogo
Scrive il Papa:“Con questa Lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze… È davvero un esercizio di fantasia creativa, che impiega i materiali più disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza”.
Così è a Mosso, una tradizione nata nel 1980, affiancandosi ad una molto più antica, quella del falò “per scaldare il Bambin Gesù”, ancora oggi ripetuta ogni 24 dicembre. Ma il grande fuoco dura solo per una sera, con mille persone a cercare buoni auspici nel vento che disperde le falispe.
Il Presepe Gigante dura invece un mese e mezzo e ogni giorno regala emozione. Prima era allestito nella borgata da dove ha preso il nome, ora è nel centro storico di Mosso, dove ha trovato spazi più adatti, ampi e comodi per chi lo allestisce e per le migliaia di visitatori.

Tale e quale…
Dice il Papa “Non è importante come si allestisce il presepe, può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta, è che esso parli alla nostra vita”. Ecco, quello di Marchetto parla “alla” nostra vita, ma anche “della” nostra vita. Nel Presepe ritroviamo i volti di persone scomparse che la bravissima Angela aveva riprodotto in gesso nelle edizioni degli anni ’80. Erano loro che ci davano i vestiti smessi ed era quasi un gioco rifare la figura a loro somiglianza. E’ successo anche quest’anno con il nostro farmacista Zantonelli. Ha prestato alcuni oggetti per allestire la scena della farmacia di paese e chiaramente si è ritrovato al suo posto – tale e quale – con tanto di camice bianco.
Ricorda il Papa: “A Greccio non c’erano statuine: il presepe fu realizzato e vissuto da quanti erano presenti”. Succede anche qui, in particolare verso sera. Chi cammina tra le statue a grandezza naturale si confonde con le stesse e il presepe, da gigante, diventa vivente.

Greccio.

Presepi artistici
Da qualche anno, nel periodo di Natale, trovo il tempo di girare l’Italia a cercare altri grandi presepi come il nostro, ma anche presepi artistici, meccanici, oppure rassegne di presepi tradizionali, come gli oltre 200 che potrete vedere da domani a Postua in Valsessera, oppure a Ossana in Trentino, a Crealla nell’ossolana Valle Cannobina, a Chironio nella canavesana Valle dell’Orco o a Sutrio, in provincia di Udine.
I presepi artistici a mio parere più belli li ho visti all’Abbazia di Vezzolano, sulle colline del Po presso Albugnano. Sono le “Miniature del Presepe” di Anna Rosa Nicola, famosa restauratrice di Aramengo d’Asti. Un allestimento particolare è quello dei presepi in ceramica a Castelnuovo Nigra, sopra Castellamonte, che riprendono la tradizione artigiana locale. I Presepi nel Bosco che ho visto tra la neve a Ziano di Fiemme, in Trentino, sono una raccolta di presepi tradizionali, ma con un tocco di creatività. Sulla stessa idea ispiratrice, da un paio di anni troviamo presepi anche nei boschi biellesi intorno a Callabiana. La tradizione natalizia di questo piccolo paese, ora proposta anche con i presepi nel bosco, nasce dal bellissimo presepe meccanico presente nella chiesa di san Carlo di frazione Nelva.

Presepi piccoli e grandi
Quella dei presepi con le statuite animate da movimenti meccanici è una tradizione molto italiana. Il più grandioso che ho visto è il presepe storico nella chiesa dell’Annunziata, in via Po a Torino. Ne segnalo altri che ho visitato: il Presepe sotto la Neve nella chiesa di san Giuseppe di Ciriè, quello di Crevari, frazione di Voltri (Genova), a Manerba sul Garda e nel Santuario di Loreto. Ma forse il più bello per la ricchezza dei dettagli e per la precisione dei meccanismi è quello di Pontey in Valle d’Aosta, non lontano da Chatillon. Nel mulino, poco più grande di una scatola di scarpe, potete mettere voi una manciata di grano e poi raccogliere la farina.
Tra le raffigurazioni natalizie a grandezza naturale ho visto l’elegante Presepe della Marineria sulle barche storiche al porto canale di Cesenatico, il Presepe dei Sabbioni a Crema, ricchissimo di popolari dettagli e il presepe luminoso di Manarola, nelle Cinque Terre, affascinante per la bellezza del luogo. A Torino, nel Borgo Medievale, si può ammirare il fantasioso Presepe di Emanuele Luzzati, a S. Cristina e a Ortisei i classici presepi il legno della Val Gardena, e da quelle parti i presepi giganti di Tesero e di Faedo, in Trentino. Pentema, borgo nascosto nell’entroterra genovese, è un presepe “naturale” già di suo, che propone un centinaio di statue a grandezza naturale.

Un presepe da Guinness
Ma basta fare una semplice ricerca su internet per trovare centinaia di presepi in ogni parte del nostro Paese. Molte persone mi chiedono se il Presepe Gigante di Marchetto è il più grande d’Italia. E’ probabile, ma ai bravissimi volontari che lo realizzano non interessa più di tanto entrare nel libro dei primati. Sanno che l’espressività dei volti, la ricerca nei particolari dei mestieri scomparsi, le scene di vita riproposte come fossero quelle della casa accanto, sono reali e impagabili. Lo dicono i visitatori che ogni anno vengono apposta da ogni parte del Nord Italia, e che tornano per ritrovare una stessa ma sempre diversa emozione.
Le statue a grandezza naturale sono poco meno di duecento che riempiono uno spazio calpestabile di circa 10.000 metri quadri tra le vie storiche del paese. Bisogna aggiungere anche gli spazi “verticali”: facciate antiche, balconi fioriti e grandi pannelli fotografici. Il percorso da fare a piedi è di circa un chilometro ed è fruibile anche da carrozzelle. Mediamente la visita non dura meno di un’ora, per il compiacimento di grandi e piccoli.

Dall’Europa a Matera
La mia ricerca tra le più importanti manifestazioni natalizie ha trovato in Europa alcuni presepi che vengono definiti, nella loro promozione, “i più grandi del mondo”. Ebbene, il Diorama di Einsiedeln, in Svizzera non lontano da Zurigo, occupa cento metri quadri all’interno di una struttura moderna. Il Belen (presepe) de Monzon, nell’Aragona spagnola, è disposto su 535 mq, con 8000 figure alte al massimo 40 cm. Per gli spagnoli è il più grande del mondo, e probabilmente lo è per il numero delle figure.
Molti presepi italiani a grandezza naturale sono di dimensioni che si avvicinano a quello di Mosso, ma il nostro rimane davvero unico per dimensione e spettacolarità. E se proprio vogliamo dirla tutta sul più emozionante, bello e grande presepe del mondo, credo che nessuno possa battere Matera, quest’anno capitale europea della cultura. Nell’incredibile scenario dei Sassi, va in scena il Presepe Vivente, con centinaia di attori e figuranti che riproporranno i diversi contesti della vita quotidiana della Giudea di duemila anni fa.

Il Presepe Vivente di Matera.
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