Presepi per tutti i gusti. Aspettando il Natale in Alto Piemonte

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Sono davvero molte quest’anno le proposte e gli eventi legati al Natale, presenti nelle province dell’Alto Piemonte, a testimoniare la voglia di apertura e di incontro. Ho fatto sabato scorso una veloce puntata verso la zona dei laghi novaresi e in ogni paese ho trovato qualcosa da vedere.
A Fondotoce stavano inaugurando un presepe in piazza, a Suna di Verbania ho visto una parte della rassegna di presepi allestiti dalle famiglie davanti alle case affacciate al Lago Maggiore, con alcune idee molto belle. Devo ancora passare da Postua, dove ci vuole almeno mezza giornata per ammirare gli oltre duecento presepi. Ma lo farò a breve, intanto vi racconto quello che ho visto.

Sui laghi d’Orta e Maggiore
Un luminoso Natale ci aspetta quest’anno sui nostri laghi, a cominciare da Pettenasco sul lago d’Orta. Fino al 6 gennaio sarà visibile il suggestivo e illuminato Presepe galleggiante, unico nel suo genere, allestito al largo di Riva Pisola, mentre nelle borgate sono presenti diversi presepi realizzati dai frazionisti.
A Stresa si è trasferita quest’anno la Grotta di Babbo Natale, presente per una decina di anni a Ornavasso. Ora si trova sul più antico piroscafo a vapore d’Europa, il “Piemonte”, ormeggiato in riva al lago, all’altezza dell’imbarcadero della Navigazione. Le famiglie possono salire e assistere allo show, tra le atmosfere di inizio Novecento e lo sfondo del lago e delle Isole Borromee. Nel piazzale a fronte ci sono giostre e alberi di Natale girevoli, in pratica un piccolo e coloratissimo luna park, mentre nelle vie del centro, davvero ben illuminate, ci attendono mercatini e cantastorie.

Crodo, i presepi sull’acqua
Tra le rassegne più originali che ho visto, quella di Crodo con i suoi presepi sull’acqua è certamente la più interessante. In questa località della valle Antigorio, in Ossola, l’acqua è stata fonte di vita e di lavoro e anche il Natale si adegua. Nelle fontane, nei pressi di sorgenti e nei lavatoi sono allestiti più di sessanta presepi artigianali, fra tradizione e sperimentazione.
I curatori sono semplici e appassionati cittadini, tutti dotati di notevole creatività, dove piccole Natività minimaliste si alterneranno ad imponenti presepi frutto di grande maestria e realizzati con gli elementi offerti dalla natura. Presepi sull’acqua è alla settima edizione e si può vedere fino al 9 gennaio 2022.

A Fara il MudeP
Chi si trova a passare nelle ore serali sulla strada che da Novara sale verso Romagnano Sesia, faccia attenzione, poco prima di Fara Novarese, alle luci che si trovano sull’alto della collina alla nostra destra, coltivata a vite.
È un presepe di luci con figure a grandezza naturale, molto particolare per l’ambientazione: Mi ricorda quello famoso di Manarola, alle Cinque Terre. Qui non c’è il mare, ma mi è capitato di passare mentre sorgeva la luna piena e l’effetto era davvero suggestivo.
Sempre a Fara è aperto in questi giorni il MudeP, il Museo del Presepe, fondato nel 2016 dalla locale Associazione Amici del Presepio. Ha sede presso l’ex scuola primaria del paese e raccoglie presepi realizzati a partire dal 1992 per la Chiesa Parrocchiale e per la Clinica I Cedri.
Il percorso museale si sviluppa in cinque sale e inizia con un’introduzione storica al tema del presepio e del Natale. Alcune sale sono dedicate al Presepe popolare con ambientazione piemontese e una terza sala accoglie un presepe/diorama dal titolo “La benedizione dei Presepi”. Al piano inferiore è visibile un classico presepe napoletano, mentre una quinta sala è dedicata all’ambientazione palestinese.

Il Presepi di Morezzi e di Rivò
Tornando verso casa, non posso mancare al Presepe di Morezzi. Come ogni anno, le persone di buona volontà di questa piccola frazione di Masserano hanno allestito il presepe a grandezza naturale. Sono una sessantina le figure presenti che ben si inseriscono nella quiete della borgata, animandola di personaggi e dei loro mestieri, dal dottore, al barbiere e al mercatino rionale. Si ritrova anche qui, come per il Presepe di Marchetto, quella magia che ci fa diventare a nostra volta personaggi, in cammino verso la Capanna.
La stessa atmosfera che ritrovo a Rivò, piccola frazione di Coggiola, sulla strada per l’altipiano di Noveis. Gli amici valsesserini migliorano ogni anno l’allestimento del loro presepe a grandezza naturale e in parte mi spiace che le loro scene stiano perdendo l’ingenuità delle prime edizioni, a vantaggio di una migliore qualità estetica.
Nella sera della vigilia di Natale ci sarà la S. Messa alle ore 21 nella vicina chiesa di frazione Viera e con una fiaccolata si raggiungerà Rivò per il giro del Presepe, per chiudere con bevande calde e canzoni.

I presepi nel bosco
Al grandioso e affascinante Presepe Meccanico nella chiesetta di San Carlo a frazione Nelva, si affiancano nuovamente quest’anno i Presepi nel Bosco di Callabiana. Sono circa un centinaio e si possono vedere camminando per un’oretta nei sentieri tra i boschi della tranquilla località tra la valle dello Strona di Mosso e la Valle Cervo.
Un primo percorso parte dal Presepe Meccanico per raggiungere le borgate Corte e Fusero e la Locanda Erbavoglio. Particolarmente suggestivi sono i presepi nei lavatoi e quelli ricavati negli antichi spazi frazionali, tra un sottoscala e un portone. Un secondo percorso, più lungo, inizia dal municipio di Callabiana e segue il tracciato utilizzato dal programma Salute in Cammino, raggiungendo in meno di mezz’ora la Chiesa Parrocchiale, all’interno della quale si trovano altri presepi.

Mosso, chiesa parrocchiale
Nel percorso del Presepe Gigante di Marchetto, a Mosso, come ogni anno si inserisce il presepe realizzato nella chiesa parrocchiale del paese. È un allestimento molto curato nel suo apparato scenografico, per l’espressività dei personaggi realizzati a mano e per la qualità degli abiti confezionati su misura delle statue, alte circa 40 centimetri.
Ma soprattutto non lascia indifferente la “lettura” che viene data al presepe, dall’oscurità della voragine che fa da sfondo alla Natività, che allude ad un mondo senza Dio, al Bambino avvolto in fasce e deposto su un altare-mangiatoia, fino all’atteggiamento pensieroso di Giuseppe, che sembra riflettere ed estraniarsi dal contesto. Colpisce di fatto la distanza con la tradizione del grande allestimento all’esterno e proprio per questo merita davvero di essere visto, nella consapevolezza di un comune valore aggiunto.

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