Sacri Monti piemontesi e lombardi. Un pellegrino francese sul Devoto Cammino

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“C’est un temps propice aux escargots…”. Così ha risposto Gérard Chrétien al sindaco di Orta San Giulio, Giorgio Angeleri, che si scusava per l’accoglienza con il cattivo tempo. Ma questo viandante francese non sembra certo una lumaca: 830 km a piedi in 33 giorni e altri 600 ancora da fare! Il signor Chrétien (“cristiano” di cognome e di fatto) è il primo pellegrino a compiere il Devoto Cammino dei Sacri Monti. Partito da Reims il lunedì di Pasqua, è giunto al Calvario di Domodossola il 23 maggio, pestando neve per due ore al Passo del Sempione. Dopo Orta ha raggiunto il Sacro Monte di Crea passando per Novara e Vercelli, ha toccato Superga e a inizio giugno è stato accolto al convento del Monte dei Cappuccini a Torino. Poi è passato a Belmonte e ha raggiunto il complesso devozionale canavesano presso Cuorgnè.

Gérard Chrétien.

Nel Biellese
Gérard ha fatto pochi giorni fa il percorso da Ivrea a Graglia Santuario, attraversando la Serra da Chiaverano a Donato. Poi è arrivato ad Oropa, passando per Bagneri e seguendo poi il Tracciolino. Infine ha raggiunto il Santuario della Brughiera, compiendo al contrario il classico percorso di pellegrinaggio della parrocchia di Trivero, circa sei ore di cammino che passano per il ponte della SS. Trinità di Sagliano, Callabiana, Camandona, Veglio e Mosso. Oltre le tappe biellesi, continuerà poi per Guardabosone, Varallo, Orta, per poi proseguire verso il più orientale dei Sacri Monti piemontesi, quello di Ghiffa, sul lago Maggiore. Chiuderà tra una dozzina di giorni il suo Devoto Cammino arrivando al Sacro Monte di Varese e infine a quello di Ossuccio, sul lago di Como.

Una giusta spiritualità
Gérard Chrétien arriva da Reims, nella regione francese dello Champagne. Ha cominciato a camminare sui lunghi percorsi qualche anno fa, dopo la pensione, al termine di oltre 40 anni di lavoro in diversi campi, dal sociale al formativo. Ogni anno, il lunedì di Pasqua parte da casa, assolutamente da solo. La moglie non lo segue, impegnata con figli e nipoti. Ha già fatto 2000 km verso Santiago, la Via Francigena verso Roma, un lungo tour delle abbazie legate all’arcangelo Michele, il Chemin d’Assisi e altri cammini. “Cammino in solitaria per ritrovare me stesso, per essere in comunione con la natura e per scoprire l’essenza delle cose”, ha detto a Caterina Cannavà, che lo intervistava per il Tg3 della Rai. Con discrezione, cela la sua intensa spiritualità nel piccolo rosario che porta all’occhiello, dove con la croce compare anche il Thau, la “T” dell’alfabeto ebraico che san Francesco usava per firmare i sui scritti. E’ molto devoto al santo di Assisi e a Orta – dopo aver visitato le cappelle con la storia di Francesco – ha discusso di S. Chiara con padre Daniele. Ogni lunedì digiuna, in ideale appoggio alle popolazioni più povere del mondo.

Devozione in forma di delta
Gérard è socio di una associazione francese di pellegrini e in un loro convegno ha conosciuto la realtà dei nostri Sacri Monti. Incuriosito, con una ricerca è arrivato al sottoscritto, che aveva da poco terminato l’indagine e pubblicato il libro sui Cammini Storici del Piemonte. A seguito di questa ricerca e su sollecitazione di Renata Lodari, presidente dell’ente di gestione dei Sacri Monti piemontesi, ho messo in successione una mezza dozzina di percorsi devozionali piemontesi e lombardi, aggiungendovi qualche tratto di collegamento. In pratica sono venuti fuori oltre 700 km che suggeriscono un tracciato a forma di delta greco, al quale si deve il nome di Devoto Cammino. Dal Sempione si scende per la Via Francisca Novarese, a Vercelli s’incrocia la Via Francigena e a Crea si arriva con il Cammino Eusebiano. Si va per Superga sul Cammino delle Colline del Po e poi, oltre Torino, si ritorna verso nord incrociando nuovamente la Francigena e la Via Romea Canavesana. Da Ivrea si prende – praticamente in senso inverso – il Cammino di San Carlo per Oropa e Varallo, ripassando per Orta e proseguendo per Verbania e Ghiffa. Attraversato il lago Maggiore, con altre tre tappe il Devoto Cammino si conclude nei Sacri Monti lombardi, da dove è possibile proseguire in ogni direzione pellegrina con la Via Francisca del Lucomagno o con Via Francigena Renana.

Paesaggi grandiosi
E’ significativo notare come lungo il Devoto Cammino dei Sacri Monti si trovino ben quattro siti riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Sono quasi tutti seriali, cioè formati da più luoghi riuniti in un’unica denominazione, come i nove Sacri Monti (iscrizione Unesco del 2003), le Residenze Sabaude (1997) e il paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato (2014). E’ del 2018 il recentissimo riconoscimento per Ivrea. Questo significa che in realtà i luoghi percepiti e segnalati come siti Unesco, con la presenza di una targa ufficiale, sono in pratica oltre venti. E’ un numero straordinario, probabilmente unico al mondo in così breve spazio. Ma è soprattutto il paesaggio a connotare meravigliosamente il Devoto Cammino: si incontrano il lago Maggiore, il lago d’Orta, e quello di Como, si attraversa il sistema dei parchi torinesi, dalla Mandria a Venaria Reale, si cammina sulla collina a sud del Po, con il Monferrato del vino, della pietra di cantone, degli infernot. E con il profilo delle Alpi sempre presente a fare da sfondo. Il percorso tocca anche la Serra e l’Anfiteatro Morenico d’Ivrea, l’Oasi Zegna e l’archeologia industriale biellese, le grandi cascine del riso vercellese.

Un libro in progetto
Oltre ai Sacri Monti, sono innumerevoli i complessi devozionali minori, i santuari, i monasteri e le abbazie, come Vezzolano, S. Andrea di Vercelli, l’isola di San Giulio a Orta e il Monte Mesma di Ameno. Le principali città attraversate sono Torino, Vercelli, Novara, Verbania, Varese e Como, ma si passa anche da Domodossola, Omegna, Varallo, Borgosesia, Ivrea, Cuorgnè, Lanzo Torinese, Venaria Reale, Trino Vercellese, Borgomanero. Un altro grande vantaggio che viene favorito dai cammini, in termini di promozione turistica, è quello di raggiungere anche le piccole località, normalmente escluse dai tradizionali flussi ma di grande interesse storico-culturale. Il Devoto Cammino passa da Guardabosone, dalla borgata Sella di Mosso, da Castellamonte e Colleretto Giacosa nel Canavese, da Albugnano. Tocca i “borghi più belli” e le bandiere arancioni del TCI: Cocconato, Mergozzo, Orta San Giulio, Varallo, Vogogna. Dice Chrétien in chiusura dell’intervista televisiva “sul Devoto Cammino vedrete cose che non immaginavate, incontrerete persone di cui non sospettate neanche la gentilezza, il sorriso e la disponibilità. E’ un percorso molto gradevole ed è una esperienza straordinariamente bella…”
La sua testimonianza sarà riportata in un volume sul Devoto Cammino che uscirà in autunno in una prestigiosa collana di National Geographic, edita in Italia da Libreria Geografica.

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