Stili di vita. In cammino, verso un nuovo anno

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E’ buona norma, sui giornali e in televisione, fare in questo periodo i bilanci dell’anno trascorso. Io non credo di essere bravo in questo e quindi preferisco guardare avanti e non indietro. E lo faccio parlandovi di quello che conosco meglio, e se possibile con delle buone notizie. L’argomento di oggi, del quale scrivo spesso e che sarà anche il principale filo conduttore della mia attività per l’anno che viene, riguarda il tema del “cammino”, nel senso più ampio del termine: come attività fisica per la salute, come promozione del territorio in riferimento ai percorsi storico-devozionali, e più in generale come filosofia di vita.

Auguri di buon lavoro
E per iniziare con una buona notizia mi viene a fagiolo la nomina di Lucia Azzolina a nuovo Ministro della Scuola. Ho incontrato l’onorevole Azzolina quindici giorni fa a Mosso, grazie all’invito di Giuseppe Paschetto a partecipare ad un convegno organizzato dalla locale Scuola Media.
A lei ho consegnato e illustrato il progetto “Scuole in Cammino” proposto dalla Rete dei Cammini e redatto insieme ad Ambra Garancini, presidente della Rete stessa. Il progetto, già presentato ai ministeri della Salute, della Cultura e del Turismo, intende favorire un approccio nuovo e multidisciplinare da parte del mondo dell’istruzione al grande patrimonio materiale e immateriale dei percorsi storici italiani.
Nel progetto sono prevedibili attività ludiche, azioni di storytelling, lettura del paesaggio, riscoperta della geografia e della storia, da fare anche con uscite di turismo scolastico con escursioni guidate da esperti. Prevede il coinvolgimento degli studenti anche nell’individuazione, progettazione e promozione turistica dei percorsi di “Salute in cammino”, già attivi nel Biellese grazie all’Asl.

Camminare porta felicità?
Non lo dico io, ma una ricerca dell’Università dell’Essex, fatta per conto del Wildlife Trusts, una istituzione che raggruppa 46 riserve naturali in Gran Bretagna. Alla stessa conclusione arriva la pagina culturale del Gruppo BNP Paribas, grazie ad un lavoro della Fondazione Telethon. Dove al concetto di felicità si aggiunge quello della salute.
Pare che non ci sia niente di meglio che qualche ora all’aperto per sentirsi più in forma e felici. Conosciamo il potere benefico della natura, ma lo comprendiamo meglio quando qualcuno lo quantifica con gli strumenti della scienzaI ricercatori inglesi hanno reclutato alcune centinaia di persone in programmi di conservazione della natura. I loro compiti prevedevano di svolgere lavori all’aria aperta con lunghe camminate e a contatto anche con animali.
Se all’inizio la percezione di benessere dei partecipanti erano inferiori rispetto alla media nazionale, dopo 12 settimane di volontariato si è registrato un miglioramento del 19%. I partecipanti hanno riportato “crescenti livelli di ottimismo, salute e attività in relazione alla loro permanenza nella natura”. 

Un aiuto per la salute pubblica
Alcuni dei volontari hanno dichiarato di sentirsi rinati una seconda volta, altri hanno sentito un importante aiuto contro la loro depressione e ansia, altri hanno riscontrato un miglioramento nelle capacità decisionali. Secondo gli autori degli studi citati, gli enti preposti alla salute – a cominciare dai Ministeri – dovrebbero assolutamente prendere nota di questi risultati, che sicuramente possono ridurre il peso della spesa pubblica grazie a nuovi modelli di prevenzione e di cura che vadano oltre i farmaci.
L’Oms, organizzazione mondiale della sanità, afferma che l’inattività fisica potrà diventare presto un grave problema non solo personale ma soprattutto sociale, a causa delle mutate abitudini di vita – altrimenti dette “comodità” – che non ci fanno trovare il tempo per pensare alla nostra salute, offrendoci infiniti pretesti per non fare movimento.

Cosa possiamo fare
Camminare è l’attività fisica più naturale, semplice ed economica, accessibile a tutti e ideale per migliorare – ad ogni età – la salute di corpo e mente. Dicono i medici che una sana gestione del cammino migliora il tono dell’umore e la salute del cuore, riduce la pressione arteriosa e la glicemia, regolarizza il colesterolo e rinforza muscoli e ossa, controlla il peso corporeo e riduce il rischio di molte malattie, tumori compresi.
L’oms raccomanda di praticare ogni settimana almeno 150 minuti di attività fisica moderata: significa in pratica camminare a passo svelto 30 minuti al giorno, anche in momenti diversi, per 5 giorni alla settimana. In conclusione, camminare fa bene alla salute personale ma anche alla società e all’ambiente. E’ una pratica non inquinante e fa risparmiare la persona e la comunità, grazie alle economie che possiamo ottenere sui costi sanitari e ambientali.

Piemonte in Cammino
Il Biellese è probabilmente la provincia italiana al primo posto nella prevenzione della salute con questo metodo, grazie al progetto “Salute in Cammino” promosso dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl, attivo da tre anni e che ha raggiunto oltre la metà dei Comuni. Ma è un primato più sulla carta, o meglio sui tabelloni, che non nei fatti. Serve ancora uno sforzo da parte di tutti per avere la giusta condivisione e comprensione dei vantaggi che si possono ottenere. Altre amministrazioni locali stanno aderendo, ma nel contempo alcuni Comuni piemontesi, più virtuosi di altri, chiedono di seguire la stessa esperienza. Per questo si sta pensando ad un programma che è stato provvisoriamente chiamato “Piemonte in cammino per guadagnare salute”, da attivare come una campagna di azioni e di strumenti per sensibilizzare i cittadini piemontesi a fare attività fisica con il cammino, allo scopo di reagire agli stili di vita particolarmente sedentari. Le iniziative possono essere attivate da tutti: istituzioni, scuole, associazioni e semplici cittadini.

Strumenti e azioni
Per attivare il programma a livello regionale è necessario realizzare alcuni strumenti tecnici, a cominciare da un portale internet che spieghi, anche con audiovisivi, i principi della campagna e che raccolga tutti i percorsi di Salute in Cammino, man mano che vengono attivati.
Questi percorsi sono mediamente lunghi un chilometro e – se camminati in andata e ritorno – permettono di fare quella mezz’ora giornaliera di attività fisica che l’Oms consiglia. Ma nel sito si possono aggiungere tutti gli altri percorsi di quell’area o di quel Comune, compresi i cammini storico-devozionali che stanno portando molti turisti e pellegrini da altre Regioni. In questo modo il portale diventa un vero e proprio strumento di promozione del territorio. Qui posso contribuire con i miei libri, dedicati appunti al cammini piemontesi. E’ prevista in primavera l’uscita del volume sul Devoto Cammino che tocca tutti i Sacri Monti piemontesi e lombardi. Agli strumenti tecnici si potranno coordinare e affiancare una serie di eventi “in cammino” sul territorio, volti a scoprire le valenze culturali e ambientali, ma anche quelle dei prodotti artigianali e gastronomici presenti. A questo programma hanno dato la loro disponibilità come “testimonial” Riccardo Carnovalini e Anna Rastello, reduci da un giro a piedi in Europa, durato un anno. Potranno raccontare la loro esperienza con serate pubbliche ed essere presenti per incontri “in cammino” con le associazioni, amministrazioni e con le scuole.

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