Tra la Serra e la Pianura. Salussola: storia, arte, natura e bellezza

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Mi ha sempre attratto quel campanile sfuggente verso l’alto, che cattura lo sguardo di chi da Biella va a Torino. Proprio là, dove la pianura biellese s’increspa nelle prime propaggini della Serra, sorge Salussola.
“Sola” cioè isolata? Non più di tanto. In “salus”, cioè in salute? E’ bello pensarlo. O forse è colpa dei “Salii” – altro nome dei Celti – che adoravano il “sole”?
Ho ripreso tutto quello che avete appena letto dal sito www.salussola.net, curato da Claudio Circolari, e a lui devo gran parte delle altre notizie che leggerete. Dire che Claudio Circolari è “appassionato” della storia del suo paese è fargli un torto. La passione è un conto, la profonda conoscenza e la capacità di trasmetterla è un’altra cosa. Con me ha camminato in lungo e in largo per farmi scoprire piccole e nascoste gioie, che insieme stiamo trasferendo in un progetto di promozione di Salussola, voluto – con bella intuizione – dal sindaco Carlo Cabrio, con l’appoggio della Pro Loco e del Museo Laboratorio dell’Oro e della Pietra. Un grazie a tutti.

La certezza della storia da capire camminando
Se le origini del nome Salussola sono ancora incerte e probabilmente legate alle leggende degli antichi popoli di questa terra, sicura è invece la sua storia secolare. Lo hanno testimoniato le recenti scoperte archeologiche, lo raccontano le sue mura, lo dicono i reperti custoditi nel locale Museo.
Il modo migliore per conoscere il passato e capire il presente è appunto quello di percorrere a piedi le sue strade antiche e i suoi sentieri. Senza fermarsi ai confini comunali, che per la storia e per la natura sono vincoli obsoleti, ma andando oltre le prime colline moreniche, verso Dorzano, Roppolo, Zimone e Cerrione. E tornando per altri percorsi, chiudendo anelli di conoscenza e di bellezza che vi permetteranno di scoprire un paese tra i più interessanti del Biellese.

Un simbolo d’arte
Incontrerete le cascine e i vigneti che ancora danno un vino prezioso e piccoli nuclei di case che ci parlano di una fiera civiltà contadina. Troverete – non senza un minimo di fatica – la Torre di San Lorenzo, ora nascosta dal bosco sull’alto di un colle ma un tempo punto di osservazione e controllo del territorio.
Nel nucleo storico, racchiuso tra le mura di difesa, si potrà ammirare la Pieve di Santa Maria Assunta dalle chiare linee romanico-gotiche, ma anche le numerose opere d’arte moderna sui muri delle case, tra le quali quelle di Gastone Cecconello, artista di Salussola, che ha suggerito il simbolo “Salussola, arte, storia, archeo”, ispirato dalle sue figure antropomorfe che si rifanno ai Vittimuli, abitanti di questi luoghi già in epoca pre-romana e dai Romani stessi impegnati, presumibilmente in regime di schiavitù, per i lavori di estrazione dell’oro dalla Bessa.

Il belvedere panoramico
Se sono i primi rilievi della Serra a caratterizzare i percorsi di ponente, dalla parte opposta è la cerchia delle Alpi e la pianura biellese a dominare il paesaggio. Dalla terrazza belvedere di piazza 9 Marzo, tra la chiesa parrocchiale e il Municipio, si ammira uno dei più ampi ed estesi scenari del Biellese, grazie anche alla presenza di un binocolo fisso e della tavola panoramica che avevo realizzato più di dieci anni fa.
Da qui si vede una buona parte della cerchia delle Alpi, dal Monte Rosa – che si eleva sopra le Alpi Biellesi – fino alle Alpi Retiche con il Bernina e con il Monte Disgrazia. Il panorama vicino comprende la città di Biella, la pianura biellese e in direzione Est è visibile la cupola di san Gaudenzio a Novara.

I Sentieri dei Vittimuli
Il progetto “Salussola, arte, storia, archeo” ha previsto in questa prima fase l’individuazione e la segnaletica di tre percorsi, raccolti nel titolo “I Sentieri dei Vittimuli”, distinti da un codice di colori. Il primo percorso a essere segnalato è quello rosso, utilizzato per il programma Salute in Cammino dell’ASL di Biella, ormai presente in oltre 30 Comuni biellesi e anche fuori provincia.
Parte dall’area all’incrocio tra via Vialardi e via Zimone per andare verso Prelle, con un primo chilometro dove, grazie al cartelli con i tempi, si può conoscere qual è per ognuno la velocità di cammino più adatta per “guadagnare salute”. Il percorso rosso raggiunge l’area attrezzata di Prelle e ritorna verso il paese passando per la Cascina Carrubi, sede del centro agricolo Anffas, completando un anello lungo 3100 metri.
Il Sentiero della Torre, lungo 4300 metri, raggiunge la torre di san Lorenzo, posta al confine con Roppolo, prosegue in questo Comune verso il Roc della Regina e rientra all’area di Prelle, che di fatto è il punto di raccordo di tutti i percorsi.
Il percorso verde, dedicato a san Secondo martire, segue gli altri percorsi da Prelle verso la Cascina Carrubi, raggiunge la frazione San Secondo e la strada vecchia per Dorzano. Con questa, il percorso rientra al centro di Salussola, passando accanto alle fondamenta della pieve dalla quale prende il nome.

La torre di san Lorenzo
La torre di San Lorenzo (o di Montalto) è un rifacimento settecentesco di una torre medievale d’avvistamento (bastìa), con origini più lontane riconducibili alle Chiuse Longobarde. Prende il nome da un antico villaggio che si trovava in un luogo ora in comune di Roppolo, abbandonato dagli abitanti nel XIV secolo e successivamente scomparso.
In età comunale la costruzione era parte integrante, con altre torri, del sistema di avvistamento e difesa del castello e del borgo fortificato di Salussola.
E’ una struttura quadrata e possente, priva di finestre, a parte le feritoie sopra l’architrave della porta d’ingresso che riporta scolpita la data 1776.

Visitare Prelle
Il borgo rurale sei-settecentesco di Prelle sorge in una tranquilla vallata sulle pendici delle dorsali minori della Serra attraversato dalla strada campestre dei Mazzucchi, un percorso medievale con un fondo in ciottolato e due piccole rue che danno su altrettanti cortili. Ognuno di questi ha una fonte e una Vergine affrescata: la Madonna d’Oropa e la Madonna del Pilone, con una rosa rossa.
Tra i vecchi edifici del borgo spiccano le stalle e i fienili, ammirevoli costruzioni e vera ricchezza della povera gente, che costruiva le stalle come fossero delle dimore.
Sono ancora visibili dei semplici balconi di legno, dove i contadini mettevano ad essiccare le pannocchie e le granaglie. E’ presente anche un torchio che serviva tutta la comunità e uno sportello in ferro, quello che è rimasto del forno comune a legna, datato 1858.

Filosofia comune
Camminando per i sentieri di Salussola si ha l’opportunità di scoprire che qualcosa sta cambiando – o meglio sta tornando – anche nel paesaggio agricolo. Ci sono nuove vigne e si sono ripiantati vigneti laddove già esistevano in passato, anche con giovani imprenditori agricoli. Succede alla Cascina Riunci di Sopra, nella zona di Prelle e verso San Secondo attorno alla Ca’ Bianca, antica e prestigiosa dimora.

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