Un premio nazionale per “Salute in cammino”. A Callabiana l’oscar della salute

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Sarà il clima del Natale, ma oggi sono veramente felice di potervi raccontare qualcosa di importante che vede per una volta tanto il Biellese all’avanguardia a livello nazionale, in riferimento alla nostra salute. Si tratta del programma di prevenzione “Salute in Cammino, 10.000 passi per stare bene” voluto dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Biella e per il quale anche il sottoscritto si trova impegnato da anni, con notevoli soddisfazioni.

La premiazione dell’Oscar della Salute.

L’Oscar della Salute
L’ultima di queste soddisfazioni è un riconoscimento nazionale ricevuto dal Comune di Callabiana venerdì 16 novembre 2018, a Bologna, nell’ambito del meeting “Urban health: comunità, luoghi e partecipazione”. Si tratta del premio “Oscar della Salute” e a riceverlo sono stati il sindaco ing. Lorenzo Vercellotti e il dottor Giuseppe Graziola.
Il premio è stato ideato e promosso dalla Rete Città Sane, collegata all’Organizzazione Mondiale della Sanità e nata per promuovere la consapevolezza della salute pubblica con lo slogan “salute a tutto campo e benessere del singolo come benessere della comunità”.

L’esempio di Callabiana
Come si è arrivati al premio è presto detto: su invito del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Biella, il Comune di Callabiana accetta di partecipare al bando “Oscar della Salute” come capofila di tutti i Comuni già aderenti al programma Salute in Cammino. Verrebbe da dire che il topolino Callabiana – poco più di 140 abitanti nel verde della collina biellese – nell’ottenere il premio ha partorito un elefante, con riferimento all’attività di benessere e di salute pubblica intrapresa sul proprio Comune. In realtà Callabiana ha voluto fortemente essere alla testa di un movimento virtuoso che coinvolge gran parte del territorio biellese e che ora si sta espandendo sulle province vicine.
Ma soprattutto Callabiana può dimostrare come anche nel piccolo si può fare rete tra le persone e fare qualcosa di grande, semplicemente partecipando con poca spesa a progetti importanti che fanno da volano per la promozione e la manutenzione del territorio. Grazie al programma di Salute in Cammino, nel piccolo comune biellese è stata realizzata una “Scuola di Cammino” su di un sentiero di circa un chilometro di lunghezza, che collega il Municipio con la chiesa Parrocchiale, attraverso un bosco di notevole valenza ambientale che tra l’altro in questi giorni si anima di tanti presepi.

Giusto tre anni fa…
In riferimento al periodo natalizio, mi fa piacere ricordare la data del 22 dicembre 2015. Su invito del dottor Luca Sala, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Biella, si trovano i dottori Maurizio Bacchi e Giuseppe Graziola, la dottoressa Solangela Dagostino, il sottoscritto e altri, e viene posta la base per il programma “Salute in Cammino, 10.000 passi per stare bene”, unendo di fatto le esperienze maturate su tavoli diversi. Viene studiata in modo scientifico una strategia e prevista una metodologia di applicazione territoriale del programma e nasce il “format” attuale, con le Scuole di Cammino della lunghezza media di un chilometro. Grazie ad un concorso nelle scuole biellesi, vinto dalla Scuola Primaria di Lessona, il Bruco Millepiedi diventa il simbolo del programma. Da allora, con il programma Salute in Cammino di passi se ne sono stati fatti alcuni milioni. Vi hanno già aderito oltre trenta comuni della Provincia di Biella, comprese le città più importanti, tre comuni della Provincia di Vercelli e alcuni di altre province piemontesi. Ma il programma è aperto e in continua evoluzione, e vede anche la collaborazione di Arpa Piemonte e di associazioni sportive e di volontariato.

Un forte impegno sociale
Tra gli obiettivi è prioritario quello di stimolare i cittadini, in particolare i più sedentari, a praticare l’attività fisica del cammino, come strumento utile per la prevenzione di numerose patologie. E’ infatti provato che le malattie cronico-degenerative come il tumore e l’infarto, possono essere con una costante attività fisica e contrastando la sedentarietà. Inoltre il cammino è il modo più naturale, accessibile ed economico, per la promozione di sani stili di vita che fanno “guadagnare salute”. Ma l’importanza del programma va ben oltre al puro aspetto sanitario e ambientale, per diventare un grande impegno sociale. L’OMS dichiara che l’inattività fisica è oggi il maggior problema al quale andrà incontro la popolazione del mondo occidentale, più del fumo e delle droghe. Questo a causa del cambiamento degli stili di vita che porta ad una maggiore sedentarietà, creando da una parte un allungamento dell’età media, ma dall’altra determinando un anticipato ricorso a cure e farmaci per supplire al deficit motorio. Ne consegue uno sbilancio economico molto forte, in prospettiva non sostenibile. Camminare con le modalità suggerite da Salute in Cammino favorisce l’incontro tra le persone, lo scambio di informazioni e il superamento delle disuguaglianze sociali. I percorsi sono uno spazio di relazione di facile accesso, prossimo ai luoghi di residenza e sono ambienti adatti per reagire a condizioni di marginalità e solitudine. Non ci sono livelli di difficoltà e gran parte dei percorsi sono accessibili a persone di diverso grado di abilità, di età anagrafica e di salute.

Promozione del territorio
La partecipazione dei Comuni al programma Salute in Cammino ha generato una serie di azioni e di sinergie positive che – oltre a migliorare la salute e il benessere dei cittadini – mettendo in connessione tra di loro i diversi percorsi e sentieri locali, collegandoli anche a cammini storico-devozionali esistenti, con un risultato molto interessante per quanto riguarda la promozione turistica.
Ne è la prova la condivisione della Rete dei Cammini, consociazione che riunisce le associazioni italiane che si occupano di cammini storici, che ha inserito il protocollo di Salute in Cammino nella mozione parlamentare “Scuole in Cammino” indirizzata al Ministero dell’Istruzione per inserire l’attività del cammino nel Piano Formativo di ogni ordine di scuola. Analoga condivisione di obiettivi è stata fatta dall’UNPLI, unione delle Pro Loco d’Italia, attraverso il portale www.camminitaliani.it.

Prospettive e necessità
Il successo del programma Salute in Cammino è al momento favorito da un sostanziale passaparola tra amministratori e cittadini che vedono aumentare i percorsi sul territorio, ma manca ancora una sua visibilità ufficiale attraverso una promozione efficace finora mai attuata. Sono già stati organizzati corsi per “walking leader”, ovvero promotori locali e alcune importanti istituzioni regionali, a cominciare dall’ARPA, dal CAI e dall’UNPLI, hanno già manifestato il loro interesse, ma occorre ancora fare molto lavoro in questo senso. Si auspica che il riconoscimento al Comune di Callabiana possa portare i benefici promozionali che il programma “Salute un Cammino, 10.000 passi per stare bene” merita ampiamente.

Una Rete di salute con UNCEM Piemonte
Nell’ottica di diffondere ulteriormente i valori socio-sanitari-economici del progetto e quindi favorire l’adesione di enti e la fruizione dei cittadini, è nata una collaborazione con la Delegazione Piemontese Uncem. Su impulso della vicepresidente Paola Vercellotti, è in corso di stesura un protocollo di intesa per la realizzazione di una “rete piemontese dei paesi di Salute in Cammino” sulla falsariga della Rete Citta Sane. L’obiettivo iniziale è la realizzazione di un sito internet che evidenzi gli aspetti scientifici del programma e presenti tutti i percorsi esistenti e i sistemi escursionistici collegati, anche per una valida promozione turistica; parallelamente si intende riunire i Comuni già aderenti al programma ed estendere il progetto ai tanti comuni montani piemontesi che vorranno entrare, organizzando con loro incontri di informazione ed eventi in cammino.

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