Valdilana e dintorni. Più bellezza in Valle con il Rotary e con il Fai

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Che cos’è la bellezza? Bella domanda. Se cercate una risposta sui vocabolari o su wikipedia vi perderete in un mare di parole e alla fine la sintesi che mi è venuta fuori è questa: “la bellezza è l’insieme delle qualità che un’opera dell’ingegno, una persona o un luogo fanno percepire, grazie alle sensazioni piacevoli che suscitano”Si può aggiungere che nel concetto di bellezza si uniscono estetica ed etica, cioè l’aspetto esteriore dell’opera e il suo valore morale, quest’ultimo spesso non visivamente percepibile. Questo è il mix che crea condivisione e popolarità. Parlo di questo perché il Rotary Club di Valle Mosso ha lanciato un concorso aperto a tutti, dal titolo “Premio + bellezza in Valle”, chiedendo a me e ad altre persone di sostenerlo e divulgarlo per farne comprendere motivazioni e obiettivi. Mi diventa logico, a questo punto, il collegamento con le Giornate FAI di Primavera che questo sabato e domenica, in Valdilana, aprono due straordinari esempi di bellezza etica, estetica e storica: il Palazzo Sella a Mosso, con il parco e l’Opera Pia, e Casa Zegna a Trivero, con il lanificio, il negozio storico al Centro Zegna e le opere d’arte “all’aperto”.

Ostentate gente, ostentate!
Si ha quasi paura di far vedere le nostre bellezze. I paesi più ammirati del Biellese, vedi ad esempio quelli che si affacciano al sole nella media valle dell’Elvo, sono ricchi di belle residenze, con parchi e giardini. Ma la maggior parte di queste delizie hanno alte mura di protezione o lunghe siepi a difesa da sguardi indiscreti. Comprendo la privacy e la sicurezza, ma il paesaggio ci rimette. E chi si azzarda ad ostentare, magari con una recinzione leggera che lascia vedere il contenuto, viene talvolta tacciato di essere un esibizionista. E pensare che anche il Carducci aveva provato a citare nella sua ode al Piemonte i “fumanti camini” ostentati da Biella. Ma ormai ci siamo persi anche quelli, o perlomeno non fumano.

Il coraggio dell’arroganza
Di certo il carattere biellese non aiuta. Se chiedi ad una persona del posto come sta – e lo vedi in splendida forma – se ti va bene ti risponde “non c’è male” o peggio “n’cusè”, che si potrebbe tradurre con “abbastanza bene”. D’altra parte nel dialetto piemontese non esiste l’espressione “ti amo”. Al massimo arriviamo a dire “ti voglio bene”. E c’è una bella differenza! Il nostro animale simbolo è l’orso, e già questo la dice lunga. Mi tornano in mente le parole di Nino Cerruti alla presentazione della candidatura di Biella Creative City: “A volte dobbiamo avere il coraggio di essere arroganti e di fare rumore. Abbiamo nelle mani delle risorse straordinarie ma siamo i primi a gestirle con timidezza. In questo mondo se non sei un po’ incosciente vieni messo in un angolo e noi in un angolo non ci dobbiamo andare”. E allora forza, proviamo a essere meno orsi e per una volta tanto diventiamo pavoni e apriamo la ruota.

Più bellezza, più qualità della vita
Il concorso del Rotary intende premiare gli interventi che abbiano portato al miglioramento estetico della Valle di Mosso, sia in campo urbano ed edilizio, sia in campo ambientale e paesaggistico, contribuendo alla qualità della vita di chi abita la valle e di chi la frequenta. L’area candidabile al premio comprende tutto il territorio dell’ex Comunità Montana Valle di Mosso, da Pettinengo a Trivero e dall’Alta Valsessera a Lessona. Qualcuno dei miei lettori che abita in questa zona ha rifatto la facciata della casa, magari restaurando un antico affresco, oppure ha pulito il bosco di proprietà, ripristinando la mulattiera che portava alla cascina? Ecco, questi potrebbero essere due esempi di interventi migliorativi, candidabili al premio.

Le regole
Sono appunto queste le due sezioni del concorso: interventi di natura edilizia e interventi ambientali. Possono partecipare soggetti privati e pubblici e le candidature possono essere fatte da chi ha realizzato l’intervento, oppure da terzi ma con il consenso del soggetto realizzatore.
Le opere candidabili devono essere state realizzate nei cinque anni precedenti il termine di presentazione, che è il 30 aprile di quest’anno. La partecipazione è gratuita, e una qualificatissima giuria esaminatrice premierà a giugno gli interventi meritevoli del riconoscimento “Premio + bellezza in Valle”.
Altre indicazioni, il bando completo, il formulario di partecipazione li potete trovare sul sito internet www.premiopiubellezzainvalle.it.
Cosa si vince? Al momento non è dato a sapere, ma di sicuro qualcosa vinceremo tutti, se sapremo guardare con occhi nuovi la nostra terra, impegnandoci a fare qualcosa per migliorarla.

Saper vedere
Nel mio vagabondare per il mondo, come tutti sono sempre alla ricerca del bello e molte volte me lo ritrovo vicino da casa, ma forse l’abitudine ad averlo sotto gli occhi ogni giorno non ce lo fa vedere. Quando accompagno qualcuno lungo i cammini della valle, in gran parte persone mai state qui, tutte le volte mi stupisco davanti alle loro espressioni di ammirazione per i nostri paesi, i nostri boschi e i panorami. Ad esempio davanti alla cappelletta con l’angelo nero, credo unica, o alla casetta sull’albero, o al pozzo fiorito nel cortile.

Vi racconto di qualcosa di bello che sta facendo il giro del mondo e che potremmo avere anche qui. Sono le Grandi Panchine di Chris Bangle, un designer americano che abita nelle Langhe. L’idea delle panchine fuori scala non è nuova, ma lo è il contesto in cui si trovano. Il cambio di prospettiva dato dalle dimensioni della panchina fa sentire chi vi siede come un bambino, capace di meravigliarsi della bellezza del paesaggio.

Chi mi aiuta?
Quando due anni fa ho scoperto la cosa e sono andato a cercarle, le panchine della Big Bench Community Project erano una quarantina. Ora sono sessanta, in gran parte tra Langhe e Monferrato e ormai anche fuori Piemonte. Costruite senza fondi pubblici, solo grazie a sponsor privati. Chris Bangle fornisce gratuitamente disegni e indicazioni, chiedendo come unica condizione che fossero poste in un punto panoramico, accessibile al pubblico e che rispettassero lo spirito social della community: non un’installazione privata, ma parte di un’esperienza collettiva che tutti possono condividere e sperimentare venendo in queste zone. Non una panchina “da vedere” ma “per vedere” quanto c’è attorno. Io ho già un paio di posti dove farebbero una gran figura. Chi mi aiuta?

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