Valsessera. Castagnea e la luce dell’arte

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Sono molte – e per certi versi strane – le storie che legano la cultura identitaria biellese, di matrice tessile, con le espressioni artistiche e con i relativi esponenti, dai pittori (tanti), agli scultori, scrittori e musicisti (pochi) che via via sono apparsi sul nostro territorio. Cresciuti per secoli a “pane e flanella”, non c’era qui molto spazio per quanti “intraprendevano” una professione liberale, come prestatori di opere intellettuali e non continuavano il lavoro principale della famiglia.

La mostra alla Ruota
L’occasione per parlare di questo mi viene dalla visita di una bella mostra che il DocBi ha allestito alla Fabbrica della Ruota di Pray Biellese, dedicata a Romolo Ubertalli, pittore e fotografo nato a Mosso S. Maria nel 1871 e vissuto tra Torino – dove si era laureato in giurisprudenza per poi formarsi come artista – e Castagnea di Portula, dove risiedeva la sua famiglia.
L’esposizione, oltre ad alcuni quadri, si compone soprattutto di sue fotografie, di appunti, schizzi, taccuini e fogli sparsi che provengono dal fondo archivistico della famiglia, donato ad DocBi e conservato presso il Centro di Documentazione dell’Industria Tessile, nella stessa struttura dell’ex Lanificio Zignone. L’apertura della mostra, nei giorni festivi dalle ore 14,30 alle 18,30, è stata prolungata fino a domenica 13 ottobre, ma gruppi e scuole possono andarci tutti i giorni su prenotazione allo 015 766221 o anche inviando un messaggio tramite la pagina Facebook del DocBi.

Parentele
Prima di parlare dell’arte di Romolo Ubertalli, è però doveroso tornare alla mia argomentazione iniziale, in merito ai rapporti tra l’arte biellese e la cultura prevalente del territorio, dove mi trovo maggiormente a mio agio. Per questo mi aiutano le pagine intitolate “Castagnea arte e industria” che Carlo Bozzalla Pret ha scritto per il catalogo della mostra. L’amico Carlo è anche compaesano e lontano cugino di quell’altro e più importante pittore nato a Castagnea e cresciuto a Pollone. Parlo di Giuseppe Bozzalla, allievo di Lorenzo Delleani. Tanto per complicarci la vita nel tracciare i rapporti tra le dinastie laniere e gli artisti di famiglia, è giusto sapere che il Bozzalla era figlio di Giovanni, imprenditore tessile – che sposta la sua azienda a Biella nel 1855 – e di Efisia Sella, sorella di Quintino. Mentre la sorella di Giuseppe, Silvia, sposa a Pollone Felice Piacenza, che già di suo faceva tessuti di pregio, ma che si esprime ancor meglio nell’arte del paesaggio, creando la Burcina.

Una sfida virtuosa
Le famiglie Ubertalli e Bozzalla compaiono nel Triverese (a cui Portula appartenne fino al 1628) nel primo Cinquecento. Crescono numericamente in modo parallelo, spesso imparentandosi e sempre condividendo la parte alta del territorio, appunto dove si trova Castagnea. Ma crescono allo stesso modo per importanza nel panorama laniero del Ducato sabaudo. In particolare gli Ubertalli (del ramo Marona) sono ben considerati da Casa Savoia da conseguire numerosi privilegi, cessati solo con l’occupazione napoleonica.
Non sono da meno i Bozzalla dei rami Pel e Pret e altri ceppi delle due famiglie. Le loro imprese tessili, seppur di dimensioni minori, contribuirono ad accrescere la fama laniera del luogo.
In questa virtuosa competizione i Bozzalla e gli Ubertalli si sfidarono a far sempre meglio, non solo per le loro fortune industriali ma anche con opere filantropiche, istituendo scuole e asili, fondando istituti di carità e costituendo fondi pensionistici per bisognosi.

Una ricchezza celata
L’esempio maggiore di questa loro azione solidale è la “nuova” Chiesa parrocchiale di Castagnea, costruita a metà Ottocento, alta sul borgo, dalle linee neoclassiche. Nell’agosto del 1838, Giovanni Bozzalla Pret pose solennemente la prima pietra, con un cospicuo aiuto personale e aprì una lotteria che ebbe un grosso risultato, portando più di metà della somma necessaria.
Continuando a coltivare il gusto del bello, gli Ubertalli e i Bozzalla trasformarono in eleganti dimore le grandi e rustiche case che erano state sedi dei primitivi lanifici, con interni di pregio e giardini curati. E’ interessante l’analisi che Carlo Bozzalla Pret fa di questo momento storico, riferito all’epoca in cui la prima generazione di industriali biellesi raccoglieva i frutti del suo secolare lavoro e cercava di minimizzare il successo, celando l’entità delle proprie ricchezze, un po’ per pudore, un po’ per la consapevolezza della grande fatica che aveva permesso di acquisirle e della facilità con cui potevano andare perdute.

Biellese che scompare
Il modo migliore per capire la grandezza di queste due famiglie e il rapporto con le loro radici valsesserine è quello di andare a Castagnea e girare a piedi per il borgo. Ho ritrovato subito la “strada d’artista” già fotografata da Roberto Marchisotti e premiata nel 1982 per il concorso fotografico “Biellese che scompare”. Il riferimento all’arte non è però legato ai nostri pittori, ma al curioso zig-zag della via.
Non ho invece ritrovato l’angolo di cortile fotografato e poi disegnato a pastello da Romolo Ubertalli nel 1916, con il campanile della chiesa vecchia sullo sfondo, dal titolo “Vecchio cortile sotto la luna”. Quell’angolo c’era ancora nel 1967, tale e quale, ripreso in foto da Alfonso Sella e pubblicato non a caso nel catalogo “Biellese perduto” stampato sempre a cura del DocBi nel 1998.
Girando per il borgo si ritrovano facilmente le antiche dimore dei Bozzalla, ora meno eleganti di un secolo fa, una delle quali è stata traforata brutalmente da un quadrato portone per farci passare la strada che serviva alla costruzione della diga e della centrale del Piancone.

Il pittore della luce
Ha mantenuto invece la sua eleganza la grande casa degli Ubertalli, sviluppata su cinque piani, ora di un colore rosso che credo veneziano, e coronata da una suggestiva torre-piccionaia.
Nella mostra alla Fabbrica della Ruota potete vedere un Ubertalli molto agreste, sia nei quadri che nelle fotografie. Predomina la natura e la ricerca della “luce”. Lo rilevava bene il professor Roccavilla, contemporaneo dell’Ubertalli, preside di liceo a Biella e critico d’arte “le luci in lui si fondono in una singolare morbidezza, onde effetti di trasparenza e luminosità e armoniose gradazioni di tono”.
La visita all’esposizione è davvero piacevole, merita il viaggio per chi è appassionato d’arte e delle nostre terre. La mostra sarà aperta anche nelle serate di sabato 5 e sabato 12 ottobre, in occasione di “Turno di notte” passeggiata notturna lungo i sentieri del lavoro.

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