Ecco la lettera del vescovo monsignor Roberto Farinella scritta pochi giorni fa in attesa del Natale: «Pochi giorni e sarà Natale. La festa più bella, rivestita di tenerezza e di amore, di felice incontro tra l’umano e il divino. La notte diventa più chiara del giorno, e un giorno nuovo sorge per sempre. È un Natale “diverso”, inedito, rispetto a quelli che abbiamo celebrato negli ultimi anni. La pandemia in atto con le gravi conseguenze sul piano sanitario, economico e sociale – che ha messo in evidenza anche tante altre drammatiche urgenze già presenti in tutti i continenti-, ha provocato in tutti un forte senso di sgomento e di preoccupazione, di incertezza per il futuro e di smarrimento. Molti non hanno voglia o forza per festeggiare. Eppure, tra le tante inquietudini e paure, la luce del Natale viene a portare proprio ciò che c’è di più autentico e all’origine di tutto: la forza e la gratuità del dono. Sia per coloro che lo celebrano nella fede sia per coloro che lo vivono come un giorno di festa, carico di valore, diverso dagli altri giorni, il Natale è un mistero unico, veramente sensazionale: la nascita di un Bambino, quello nato nella povertà di una grotta a Betlemme, che è capace di portare solidarietà, pace, amore. “Dove nasce Dio, nasce la speranza: Lui porta la speranza. Dove nasce Dio, nasce la pace” (Papa Francesco). E dove nasce la pace, non c’è più posto per l’odio e per la paura. Questa è la notizia, quella inedita: il Natale ci chiama a dare gloria a Dio, perché è buono, è fedele, è misericordioso e ci guida nelle tormentate onde della storia umana. A Natale riconosciamo il vero volto di Dio, il Padre che ci ha donato tutto nel suo Figlio. Natale ci ricorda che Dio continua ad amare ogni uomo, anche il peggiore. A ciascuno di noi dice: “Ti amo e ti amerò sempre, sei prezioso ai miei occhi”. Ecco il dono più prezioso che troviamo a Natale: con stupore riscopriamo che il Signore è tutta la gratuità possibile, tutta la tenerezza possibile. La sua gloria non ci abbaglia, la sua presenza non ci spaventa. Nasce povero di tutto, per conquistarci con la ricchezza del suo amore. Con la nascita di Gesù, dunque, è nata una promessa nuova, è nato un mondo nuovo, ma anche un mondo che può essere sempre rinnovato. Sempre e in ogni tempo. In questi giorni ancora di più il nostro pensiero si rivolge a chi è più povero, ai sofferenti, ai piccoli: date una carezza, regalate un sorriso, prendiamoli sempre a cuore. Vi auguro buon Natale e vi auguro il meglio – ancora con le parole di Papa Francesco – “vi auguro di studiare, lavorare, sognare, giocare, avere un maestro! Vi auguro tutto”!».

Il Vescovo Roberto

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