Nuovo Dpcm, i chiarimenti del vescovo: «Nelle zone rosse per andare a Messa deve essere compilata l’autocertificazione»

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Arrivano anche dalla Diocesi alcuni chiarimenti sul Dpcm del 3 novembre, entrato in vigore ieri. A parlarne in un comunicato è il vescovo di Biella Roberto Farinella. Ecco il testo: «Carissimi confratelli, carissimi diocesani, sollecitato da diversi parroci, desidero offrire alcune precisazioni m merito alle celebrazioni e ad alcune attività pastorali, dopo la pubblicazione del nuovo Dpcm del 3 novembre 2020 e il posizionamento della nostra Regione in zona rossa. Le presenti indicazioni vanno integrate con il Comunicato del Vicario Generale appena pubblicato. Entrambi sono il frutto di una lettura applicativa del nuovo Dpcm e del richiamo ai Protocolli e successive modifiche già recepiti dalle diocesi italiane; si è effettuata una breve consultazione con la Segreteria generale della Cei e con i Vescovi della Regione ecclesiastica. Infine, la riunione con i Vicari zonali che si è tenuta giovedì 5 novembre e il confronto con l’autorità pubblica hanno permesso l’approfondimento di alcune questioni.

1. Per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche con la partecipazione dei fedeli che continuano ad essere consentite, con lettera circolare preparata dalla Segreteria Generale della Cei datata 5 novembre 2020, facendo riferimento al testo del nuovo Dpcm, viene ribadito nuovamente che “l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro” (art.1 comma 9 lettera p). Come già nei precedenti Dpcm viene chiarito che le celebrazioni con la partecipazione del popolo si svolgano nel rispetto del protocollo sottoscritto dal Governo e dalla Conferenza Episcopale Italiana, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico (art. 1 comma 9 lettera q). Nessun cambiamento, quindi, per ciò che concerne le celebrazioni. Per recarsi alle celebrazioni o nei luoghi di culto, nelle zone rosse, deve essere compilata l’autocertificazione.

2. Per quanto riguarda in particolare la celebrazione delle Sante Cresime, mi pare prudente suggerire, visto le forti limitazioni previste agli spostamenti tra Comuni e Regioni, di rimandare le celebrazioni che erano state programmate per questo periodo; dal momento che tuttavia non sono espressamente proibite si lascia ai parroci con le famiglie dei ragazzi, nelle singole comunità parrocchiali, la decisione di mantenere la celebrazione o di rinviarla; in tal caso i parroci sono già muniti della necessaria facoltà per amministrare il Sacramento anche qualora fosse prorogato ad altra data diversa da quella stabilita in precedenza.

3. Per quanto riguarda la catechesi, alla luce delle indicazioni del Dpcm, si consiglia una consapevole prudenza per lo svolgimento di tale attività con i bambini e i ragazzi. Si raccomanda l’applicazione dei protocolli indicati dalle autorità. Si abbia cura di non disperdere l’attenzione alla persona e alle relazioni, con il coinvolgimento delle famiglie, anche attraverso l’uso del digitale. Già l’Ufficio catechistico nazionale con il testo “Ripartiamo insieme” aveva suggerito alcune piste operative. L’ufficio catechistico diocesano rimane a completa disposizione per ogni eventuale suggerimento o collaborazione. Sempre nella stessa circolare del 5 novembre la Segreteria Generale della Cei, In particolare, per le zone rosse, specifica di evitare momenti in presenza favorendo, con creatività, modalità di incontro già sperimentate nei mesi precedenti. Dove, tuttavia, si è valutato con grande attenzione alla salute e secondo il principio di prudenza che esistono le condizioni necessarie per continuare la catechesi in presenza per i ragazzi delle elementari e della prima media, in questo caso si utilizzino spazi più ampi e adeguati come ad esempio la chiesa. Può anche essere comunque valorizzata la celebrazione della santa messa festiva come momento centrale di incontro in presenza, facendola eventualmente precedere o seguire da un breve momento di catechesi opportunamente preparato.

4. Per quanto riguarda tutte le altre attività, riunioni, corsi formativi, catechesi adulti, consigli parrocchiali o diocesani, si consiglia di svolgerli “a distanza” utilizzando tutti gli strumenti che in questo periodo abbiamo imparato a conoscere e valorizzare.

5. Si richiama il massimo rispetto delle norme di igienizzazione e di distanziamento nei luoghi di celebrazione e di accoglienza dei fedeli. Il Sacerdote che presiede la Liturgia indossi la mascherina e igienizzi le mani prima di distribuire la Comunione. Buona prassi è quella di coprire la patena, il calice e la pisside. In presenza di altri concelebranti o ministri, qualora manchi il necessario distanziamento, è tenuto ad indossare la mascherina.

Siamo tutti consapevoli che la situazione e le normative sono in continua evoluzione. Le indicazioni offerte valgono fino ad eventuale e ulteriore aggiornamento qualora la situazione o le disposizioni fossero modificate. Per ogni eventuale necessità o informazione si può contare sulla disponibilità del Vicario Generale don Paolo Boffa Sandalina, del Vicario per la Pastorale don Filippo Nelva insieme agli Uffici pastorali diocesani, in particolare l’Ufficio liturgico, con la Curia Vescovile.
In questo momento mentre affido il cammino di ciascuno di voi alla Madonna di Oropa, nostra Madre e Regina, non possiamo non rinnovare la nostra vicinanza, il nostro affetto e la nostra preghiera per i nostri confratelli ammalati, tra i quali in particolare coloro che stanno affrontando la quarantena e le cure per il Covid-19, con l’auspicio che possano presto tornare in salute e al loro ministero».

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