La luce verde è arrivata con il bollettino di Arpa Piemonte delle 13 di mercoledì 7 novembre: l’allerta meteo per il momento è cessata dopo più di 24 ore passare con l’allarme arancione, a livello 2, per la seconda volta in pochi giorni. La sala operativa della Protezione Civile di Biella è rimasta aperta tutta la notte e operatori e volontari si sono alternati per svolgere sopralluoghi sotto la pioggia battente sui corsi d’acqua e sui ponti, tenuti sotto costante sorveglianza. Due sono stati chiusi per qualche ora, quello che collega Favaro a frazione Valle di Pralungo e quello tra via Case Sparse San Biagio, in territorio di Biella, e via del Sole a Occhieppo Inferiore. Quando la piena dei torrenti, in questo caso Oropa e Oremo, è scesa di livello, le strade sono state riaperte. Gli uomini della Protezione Civile, coordinati dal responsabile Maurizio Lometti, hanno collaborato anche all’intervento sulla provinciale per San Giovanni d’Andorno, chiusa dal versante di Rosazza per la minaccia di smottamento. “Ma le chiamate e le uscite” spiega Lometti “sono state numerosissime, dai sopralluoghi fino alla verifica di tralicci dell’energia elettrica segnalati come pericolanti”. Non sono segnalati danni di rilievo e solo in un caso, al Vandorno, già nei giorni scorsi, una famiglia è stata costretta a lasciare per precauzione la propria casa per la minaccia di smottamento dal terreno di loro stessa proprietà. I coniugi hanno trovato ospitalità dalla figlia.

Almeno trenta persone, tra dipendenti comunali, giovani del servizio civile e volontari, hanno collaborato nelle ore dell’emergenza arancione. «Ringrazio tutti loro per il lavoro puntuale e senza sosta sia nella sala operativa sia sul territorio» è il commento del sindaco Marco Cavicchioli.

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