Dopo la rissa agli Zumaglini, giovane marocchino ancora nei guai. Ai domiciliari ma evade: riarrestato

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Era stato protagonista dell’aggressione ai Giardini. Intanto il questore annuncia: «Da lunedì presidio fisso di polizia» e sulle polemica dei numeri delle persone coinvolte fa chiarezza: «Ho il dovere di credere ai finanzieri intervenuti»

Younesse El Khannaoui, 21 anni, marocchino, era stato arrestato lunedì sera al termine della violenta rissa andata in scena ai giardini Zumaglini che ha visto inizialmente coinvolte una trentina di persone. Il giorno dopo, processato per direttissima, era stato messo ai domiciliari. Ma mercoledì è stato nuovamente arrestato perché trovato a spasso dagli agenti. Il 21enne è così comparso ieri mattina davanti al giudice dovendo rispondere questa volta del reato di evasione. L’udienza del processo è stata fissata per il 23 settembre, dove probabilmente patteggerà, e nel frattempo potrà attendere quella data a casa. Non è infatti stato previsto, per ora, un aggravamento della misura cautelare. Ma questa notte si è reso nuovamente protagonista di un fatto di cronaca. A Occhieppo Inferiore, paese dove risiede, in via Cavour, davanti alle Poste, ha infatti aggredito un altro giovane ferendolo al capo causandogli lesioni giudicate poi guaribili in 7 giorni. Oggi finirà nuovamente davanti al giudice per una nuova direttissima. Con lui, per la rissa, erano finiti in manette altri tre soggetti: i tunisini Rafik Mekni, 25 anni, e Khairi Khamiri, 22, e l’italiano Alessandro Libiati, 42. Nell’udienza di martedì sono state ascoltate le testimonianze dei finanzieri intervenuti per primi a sedare la rissa scoppiata davanti alla gelateria Chalet attorno alle 19,30. Queste testimonianze confermano il coinvolgimento di una trentina di persone. Davanti al giudice i due tunisini e l’italiano hanno fornito la stessa versione dei fatti: il più giovane del gruppo, El Khannaoui, armato di stampella, avrebbe cercato di aggredire Libiati, per rubargli delle scarpe che portava in una borsa di plastica, a quel punto, in sua difesa sarebbero intervenuti Mekni e Khamiri, con il secondo che avrebbe avuto quasi subito la peggio, finendo steso a terra colpito dalla stampella, mentre l’altro avrebbe invece a sua volta messo a segno qualche colpo sul rivale, mandandolo in ospedale. Presto sarebbero intervenuti amici e parenti a dar man forte per poi dileguarsi all’arrivo delle forze dell’ordine. Solo El Khannaoui si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per tutti, tranne che per Libiati che è senza fissa dimora, sono stati disposti i domiciliari. La vicenda ha avuta ampia eco e ha creato accese discussioni tra le forze politiche, con accuse reciproche di strumentalizzazione. Martedì si è già tenuta in Prefettura la riunione del Comitato per l’Ordine e la sicurezza. Tra le misure decise c’è quella di un presidio fisso agli Zumaglini. «A partire da lunedì prossimo polizia di Stato, carabinieri e polizia municipale garantiranno una pattuglia fissa nelle ore del pomeriggio pronta a intervenire e a fare prevenzione» dichiara il questore Nicola Alfredo Parisi. Lo stesso questore interviene poi sulla polemica dei numeri: 40,30, 20 partecipanti alla rissa. «Fino a prova di querela di falso ho il dovere di credere al verbale dei finanzieri intervenuti in quel frangente». Intanto l’Amministrazione è intenzionata a procedere alla sospensione del servizio wi-fi gratis agli Zumaglini e alla potatura delle piante dietro cui si nasconderebbe attività di spaccio.

Sulla questione, sul giornale di oggi a pagina 37, pubblichiamo due lettere che esprimono pareri contrastanti.

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