Filippo Borrione, presidente dell'Ucab Biella.

“Ritornare ai valori per costruire il futuro”. Ha scelto uno slogan semplice e diretto Filippo Borrione per dare il senso vero alla sua candidatura alla presidenza del Comitato Regionale Piemontese della Federazione Ciclistica Italiana.
Domani si vota a Borgaro Torinese per il nuovo numero uno della Fci regionale (che in passato era già stata di un biellese illustre nel ciclismo come Elio Allasa). Sarà sfida a quattro, ma per Borrione prima di tutto sarà sfida punto e basta. «La mia scelta di scendere in campo è stata dettata da alcuni appassionati» spiega Borrione che in questi giorni ha scelto Facebook e una serie di video per illustrare il suo programma. «Ci sono tante società sul territorio deluse dal momento di difficoltà sia dal punto di vista economico che da quello del reclutamento dei ragazzi». E qui l’esperienza di Borrione, che è presidente dell’Ucab Biella da una quindicina d’anni, ma che nel ciclismo c’è da una vita intera prima che da dirigente da corridore con le pedalate d’inizio mosse all’Acqua Valbina. «In tanti mi hanno stimolato a muovere le acque per dar voce alle società» racconta Borrione che è pure direttore di corsa.
I valori del passato sono l’identità da dare al ciclismo di domani: «Il Piemonte ha perso quell’identità che l’ha sempre contraddistinto. Vorrei che si capisse che creare campioni in erba non serve. Il sogno è avere nostre società che possano portare avanti i corridori fino al professionismo». Poi l’affondo sui giochi di potere e sulla politica: «Dovrebbe aiutare il ciclismo e non impossessarsi dello sport. Le società non devono più essere sotto scacco della politica».
Non promesse elettorali, ma reali bisogni: così Borrione va al punto, passando attraverso i verbi strutturare, promuovere, sostenere, rispettare, uniformare, contribuire, tutelare, ascoltare, stimolare.
Tanti dei problemi del ciclismo il presidente ucabino li ha toccati con mano negli anni. Per questo «voglio soddisfare il bisogno primario delle società che organizzano gare, creare una rete di supporto per fornire le infrastrutture indispensabili. Serve una rete di sostegno a chi organizza e si trova, da solo, ad affrontare il calvario burocratico».
L’attività di base resta fondamentale, capire come farla e promuoverla la priorità: «Voglio aprire canali di comunicazione con le altre federazioni e promuovere un sano spirito multidisciplinare per portare vitalità al movimento di base. Il lavoro nelle scuole? Non ha dato negli anni i frutti sperati, ma probabilmente la ricetta non è non farlo più, ma solo farlo in modo diverso».
L’esigenza di regole più certe è un altro dei punti dai quali ripartire: «È fondamentale far applicare omogeneamente i regolamenti e dar voce alle società di fronte al Comitato Regionale e al consiglio federale. Serve, poi, uniformare i calendari».
Gli aspetti economici non sono da meno in un periodo dove i costi di organizzazione e gestione dell’attività di una società sono lievitati. Anche qui per Borrione l’idea è chiara: «Voglio che il Comitato Regionale reinvesta i proventi dei contributi, di ogni genere, nelle società del territorio, in modo trasparente».
Borrione assicura di «voler rimanere sempre a guardare la realtà con gli occhi delle società. Solo ascoltandole senza giudizio posso riuscirci».
Esperienza, intensità e visione il candidato biellese alla Federciclismo regionale le ha. Ora passerà al vaglio dei voti, scontrandosi anche con avversari forti dell’appoggio di province numericamente importanti. Ma questo non spaventa Borrione, «sceso in pista perché da decenni vivo la realtà dalla parte di chi fa e voglio dare voce a chi ha sempre fatto perché possa continuare a farlo».

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